La ministra dell'Università Anna Maria Bernini ha annunciato al Senato, il 29 settembre, uno stanziamento di 845 milioni di euro per le borse di studio universitarie nell'anno accademico 2025/2026. La cifra scende di 35 milioni rispetto al record di 880 milioni del 2024/2025, ma resta sopra la media storica anche senza il contributo del Pnrr, il cui ciclo di finanziamenti sul diritto allo studio si è concluso con l'anno accademico precedente. L'annuncio è arrivato durante la replica al dibattito su una mozione di riforma del Consiglio universitario nazionale, in cui la ministra ha risposto punto per punto alle critiche dell'opposizione.
Ffo a 9,5 miliardi e 73.200 posti letto in cantiere
Bernini ha rivendicato la crescita del Fondo di finanziamento ordinario delle università dagli 8,5 miliardi ereditati ai 9,5 miliardi attuali, cifra che il ministero descrive come la dotazione più alta mai destinata agli atenei italiani. Il criterio di adeguamento del fondo al Pil, ha sottolineato la ministra rispondendo alle obiezioni sull'inflazione, è stato applicato per la prima volta proprio in questa legislatura e non era mai stato utilizzato dai governi precedenti. Sul fronte dell'edilizia studentesca il conteggio ministeriale parla di 40 mila posti letto realizzati in oltre vent'anni e di 73.200 posti in cantiere nell'arco di quattro anni, un salto reso possibile dai fondi del piano di ripresa e dalle procedure straordinarie per l'housing universitario. Il termine di completamento resta fissato al 2026, in linea con le milestone Pnrr sull'infrastruttura studentesca.
Medicina, semestre aperto: entra l'80% degli iscritti
Il capitolo più politico della replica riguarda l'accesso alla facoltà di Medicina. Secondo i dati diffusi dal ministero al termine del primo anno di sperimentazione del semestre aperto, l'80% degli studenti che ha iniziato il corso ha superato la selezione, contro il 10% che entrava con il sistema dei test preselettivi a pagamento. Il restante 90%, ha ricordato Bernini, rimaneva fuori dall'università dopo aver sostenuto prove costose e organizzate al di fuori degli atenei. Cambia anche la disponibilità dei posti: la ministra ha ricordato di aver ereditato 11 mila posti nel 2022 e di averli portati a 30 mila con la programmazione di quest'anno. Per chi sta scegliendo il corso, il quadro delle novità normative è raccolto nella nostra guida a corsi, Isee e semestre di Medicina 2026/27.
L'esito reale della sperimentazione si leggerà sui dati delle immatricolazioni definitive e sulla dispersione dopo il primo anno di corso, con i primi bilanci attesi entro la fine del 2026. Il confronto con l'anno accademico appena chiuso dirà anche se il calo di 35 milioni sulle borse pesa sugli aventi diritto, se il gettito residuo regge la platea attesa dagli atenei e come si distribuiscono i nuovi posti letto tra le città universitarie coinvolte dai cantieri Pnrr.