Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha presentato il 6 ottobre 2026 le proposte del gruppo di lavoro guidato dal professor Matteo Bassetti sulla valutazione dei bandi di ricerca competitivi. In conferenza stampa, insieme al Ministro Anna Maria Bernini, sono intervenuti la senatrice a vita Elena Cattaneo, il presidente del Comitato nazionale per la valutazione della ricerca Marco Mancini, il presidente della COPER Antonio Zoccoli e la presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane Laura Ramaciotti. L'obiettivo dichiarato è ridisegnare le procedure di selezione dei progetti puntando su trasparenza, semplicità e apertura all'ambito internazionale, perché, come indicato dal Ministero, dai bandi comincia la qualità della ricerca.
Dalla commissione Bassetti al Piano Triennale
Il quadro di risorse resta ancorato al Piano Triennale della Ricerca 2026-2028, che vale 1,2 miliardi di euro. La programmazione dei PRIN prevede almeno 150 milioni di euro di investimenti all'anno. A questi strumenti si sommano i canali di finanziamento più recenti: PRIN HYBRID e Sinergy Grant valgono complessivamente 364 milioni di euro per 239 progetti nel 2026. Il Ministero ha indicato come obiettivi anche tempi certi per l'apertura dei bandi e per la pubblicazione delle graduatorie, con un cronoprogramma che punta a dare orizzonti definiti ad atenei ed enti di ricerca. Sul fronte organizzativo, nella riorganizzazione amministrativa del MUR è stata istituita una Direzione generale per la valutazione e la sicurezza della ricerca, che coordina il lavoro del Comitato nazionale per la valutazione della ricerca e risponde alla stessa esigenza di presidio sui processi di selezione.
Peer review internazionale, intelligenza artificiale e giovani ricercatori
La commissione propone un maggiore coinvolgimento, nelle procedure di valutazione, di scienziati di istituzioni estere e di ricercatori italiani che lavorano fuori dal Paese. La peer review resta il metodo di riferimento, con un rafforzamento dei meccanismi per gestire i conflitti di interesse. Il documento chiede inoltre di valorizzare, accanto alle pubblicazioni scientifiche, altre forme di produzione e di trasferimento della conoscenza, in linea con l'evoluzione già osservata nelle valutazioni della ricerca europea.
Un capitolo è dedicato all'intelligenza artificiale nelle procedure di candidatura e di valutazione. La commissione chiede regole chiare per il suo utilizzo, con la responsabilità dei contenuti che resta sempre in capo al ricercatore che presenta la proposta. Il gruppo di lavoro indica infine la necessità di strumenti dedicati ai ricercatori nelle prime fasi di carriera, pensati per favorire autonomia scientifica, mobilità e capacità di costruire percorsi di ricerca indipendenti rispetto ai gruppi di afferenza accademica.
Il documento diventa la base da cui il MUR intende definire i prossimi bandi di ricerca competitivi. Dalla fase di confronto con il sistema universitario dipenderanno tempi di pubblicazione, criteri di selezione e il livello effettivo di apertura internazionale. Il comunicato ufficiale del MUR del 6 ottobre 2026 contiene il dettaglio delle proposte presentate dagli esperti.