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Televisori Hisense, pubblicità non saltabili al cambio canale: la rivolta degli utenti

Segnalazioni da Spagna, Regno Unito e Germania: spot invasivi durante l'accensione e la navigazione nei menu. L'azienda minimizza, ma il malcontento cresce

* Spot non saltabili: cosa sta succedendo * Le segnalazioni dagli utenti europei * La risposta di Hisense e i dubbi che restano * Come disattivare la pubblicità sui televisori Hisense * Il problema più ampio: le smart TV e il modello pubblicitario

Spot non saltabili: cosa sta succedendo {#spot-non-saltabili-cosa-sta-succedendo}

Accendere il televisore e trovarsi davanti uno spot pubblicitario. Cambiare canale e dover attendere la fine di un annuncio prima di vedere il programma selezionato. Navigare nel menu e imbattersi in banner promozionali impossibili da chiudere. È quello che stanno sperimentando diversi possessori di televisori Hisense equipaggiati con il sistema operativo VIDAA, la piattaforma smart sviluppata dal colosso cinese dell'elettronica di consumo.

Non si tratta di un malfunzionamento. Le pubblicità appaiono integrate nel software del televisore e, stando a quanto emerge dalle segnalazioni online, si presentano in momenti che fino a ieri erano considerati "sacri": l'accensione del dispositivo, il passaggio da un ingresso all'altro, perfino la semplice esplorazione delle impostazioni.

Le segnalazioni dagli utenti europei {#le-segnalazioni-dagli-utenti-europei}

Le prime lamentele sono arrivate dalla Spagna, dove il fenomeno sembra più diffuso. A seguire, utenti dal Regno Unito e dalla Germania hanno riportato esperienze analoghe su forum di settore e piattaforme come Reddit. Il denominatore comune è chiaro: annunci pubblicitari non saltabili che si inseriscono nell'esperienza d'uso quotidiana del televisore.

L'aspetto che ha generato maggiore frustrazione è un altro. Diversi utenti hanno tentato di risolvere il problema autonomamente, disattivando tutte le opzioni pubblicitarie disponibili nelle impostazioni del sistema VIDAA. Risultato? Le pubblicità continuano a comparire. Le toggle e i menu di opt-out presenti nel software, in altre parole, non sembrano avere alcun effetto sugli spot più invasivi — quelli che si attivano durante le operazioni di base come il cambio canale.

Una circostanza che solleva interrogativi non banali sul rispetto delle normative europee in materia di consenso e trasparenza pubblicitaria, in un contesto in cui la tutela del consumatore digitale è sempre più al centro del dibattito. Del resto, anche in altri ambiti tecnologici le pratiche poco trasparenti delle grandi aziende stanno attirando l'attenzione delle istituzioni comunitarie, come dimostra il recente impegno della Commissione Europea sul fronte della disinformazione e degli strumenti per contrastarla.

La risposta di Hisense e i dubbi che restano {#la-risposta-di-hisense-e-i-dubbi-che-restano}

Hisense ha reagito alle polemiche con una dichiarazione che, più che rassicurare, ha alimentato nuovi dubbi. L'azienda ha affermato che i test pubblicitari sarebbero limitati al mercato spagnolo, presentandoli come una sperimentazione circoscritta. Una versione che stride con le segnalazioni provenienti anche da Regno Unito e Germania.

La questione resta aperta. Se davvero si tratta di un test, quali sono i criteri di selezione degli utenti coinvolti? Perché le opzioni di disattivazione presenti nel menu non funzionano? E soprattutto: i consumatori sono stati informati, al momento dell'acquisto, della possibilità che il loro televisore potesse diventare un veicolo pubblicitario durante le operazioni più elementari?

Nessuna risposta ufficiale è arrivata su questi punti. Il silenzio dell'azienda sugli aspetti più tecnici — e più scomodi — della vicenda non fa che alimentare il sospetto che la sperimentazione possa essere più estesa di quanto dichiarato.

Come disattivare la pubblicità sui televisori Hisense {#come-disattivare-la-pubblicita-sui-televisori-hisense}

Per chi si trova a fare i conti con gli spot indesiderati, qualche spiraglio esiste. Alcuni utenti sono riusciti a disattivare le pubblicità contattando direttamente il supporto tecnico di Hisense. Non attraverso i menu del televisore, dunque, ma con un intervento del servizio clienti che — caso per caso — ha proceduto alla rimozione degli annunci.

Ecco i passaggi che diversi utenti suggeriscono sulla base della propria esperienza:

* Verificare le impostazioni VIDAA: accedere a Impostazioni > Privacy e disattivare tutte le voci relative a pubblicità personalizzata e raccolta dati. Anche se il risultato non è garantito, rappresenta il primo tentativo. * Contattare il supporto Hisense: scrivere al servizio clienti del proprio Paese, specificando modello del televisore e versione del firmware. Diversi utenti riportano che, dopo il contatto, le pubblicità sono state effettivamente disattivate. * Controllare gli aggiornamenti firmware: in alcuni casi, aggiornamenti recenti del sistema VIDAA hanno introdotto o ampliato i formati pubblicitari. Monitorare le note di rilascio può aiutare a comprendere l'origine del problema. * Disconnettere il televisore da Internet: soluzione drastica, che elimina le pubblicità ma priva il dispositivo di tutte le funzionalità smart. Una scelta che molti utenti considerano paradossale per un prodotto venduto come _smart TV_.

Va detto con chiarezza: nessuna di queste soluzioni dovrebbe essere necessaria. L'onere di gestire pubblicità non richieste non può ricadere sul consumatore, tanto più quando le opzioni di disattivazione ufficiali risultano inefficaci.

Il problema più ampio: le smart TV e il modello pubblicitario {#il-problema-piu-ampio-le-smart-tv-e-il-modello-pubblicitario}

Il caso Hisense non è isolato. Da anni i principali produttori di smart TV — Samsung, LG, Vizio, lo stesso Hisense — hanno progressivamente integrato la pubblicità nei propri sistemi operativi. Il motivo è semplice: i margini sulla vendita dell'hardware si sono assottigliati, e la monetizzazione post-vendita attraverso annunci e raccolta dati è diventata una voce di ricavo sempre più rilevante.

È un modello che funziona finché resta discreto. Un banner nella schermata home, un suggerimento sponsorizzato tra le app: forme di pubblicità che la maggior parte degli utenti tollera, magari senza entusiasmo. Ma quando gli annunci si insinuano nel cambio canale — un'operazione che richiede immediatezza, che l'utente compie decine di volte al giorno — il confine viene superato.

Il rischio, per i produttori, è duplice. Da un lato, una reazione normativa: il Digital Services Act europeo e le direttive sulla protezione dei consumatori offrono già strumenti per contestare pratiche commerciali aggressive. Dall'altro, un danno reputazionale difficile da quantificare ma potenzialmente devastante, in un mercato dove la fiducia del consumatore resta un asset fondamentale. Non è un caso che le vulnerabilità dei dispositivi connessi — dalle smart TV ai servizi satellitari come quelli descritti nel caso Starlink alla Casa Bianca — stiano diventando un tema sempre più centrale nel dibattito sulla sicurezza e la privacy digitale.

Per ora, Hisense parla di test limitati. Ma la direzione è tracciata, e il malcontento degli utenti europei potrebbe rappresentare solo l'inizio di una discussione ben più ampia sul rapporto tra tecnologia domestica, pubblicità e diritti dei consumatori.

Pubblicato il: 12 marzo 2026 alle ore 08:26