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Rover Etna: 300 kg, quattro gambe e un drone per il polo sud lunare

Chiuso sull'Etna il test del rover Asi da 300 kg diretto al polo sud lunare: quattro gambe articolate, software Ros 2 e drone di bordo per l'Isru.

Sul monte Etna si è chiusa la campagna di test del rover Etna (acronimo di Exploration Technology for Navigation & Autonomy), prototipo da 300 kg finanziato dall'Agenzia spaziale italiana e guidato da Thales Alenia Space. Le prove sono state sospese per la nuova fase eruttiva del vulcano, ma il programma ha superato la sua tappa più delicata a poco più di quattro mesi dalla scadenza.

Un prototipo da 300 chili con quattro gambe articolate

Il rover Etna nasce dal programma Universal Locomotion System (Uls), avviato il 10 dicembre 2024 e con una durata prevista di 24 mesi. Target dichiarato: portare la piattaforma al Trl 5, ovvero la validazione dei componenti in ambiente rappresentativo. Il sistema di locomozione è un'evoluzione del progetto Esa European Moon Rover System (Emrs) e monta quattro gambe con sospensione ibrida a snodo articolato, con attuatori di sterzo e azionamento indipendenti per ogni ruota. Il consorzio riunisce Thales Alenia Space Italia come prime, Leonardo, l'Istituto italiano di tecnologia, Altec, Aiko Space, il Politecnico di Torino tramite il centro Pic4SeR e Volta Structural Energy per la batteria strutturale integrata.

Perché il polo sud della Luna e perché adesso

Le colate laviche e i pendii irregolari del vulcano siciliano riproducono la morfologia del polo sud lunare, che è la destinazione dichiarata del progetto. Il polo sud non è una scelta casuale: i suoi crateri permanentemente in ombra conservano ghiaccio d'acqua, che potrebbe essere estratto e trasformato in propellente. Il poster tecnico del programma Uls elenca tre ambiti applicativi concreti: esplorazione con capacità di locomozione al polo sud, campionamento e trasporto di regolite per applicazioni Isru (In-Situ Resource Utilization), e installazione di precursori infrastrutturali come cavi elettrici, fari di superficie e gruppi distribuiti di sensori. Sono le capacità che serviranno per rendere sostenibile una presenza umana permanente. Il legame tra ambiente lunare e conoscenza dei sistemi vulcanici resta stretto: la stessa vicenda del studio Ingv sull'arresto del dicco eruttivo dell'Etna nel 2008 mostra quanto sia complesso leggere le rocce vulcaniche, un compito che sulla Luna dovranno assolvere anche i rover.

Autonomia, Ros 2 e un drone di bordo per l'avanscoperta

Il software di bordo è basato su Ros 2, il framework open source già standard nella robotica di ricerca, ed è un'evoluzione dello studio Asi Sinav. La teleoperazione resta come modalità di backup, ma il rover deve muoversi in autonomia sia di giorno sia di notte, sfruttando una suite di sensori per la caratterizzazione del terreno. Nello Sprint 2 del programma è previsto anche un drone Vtol integrato sul rover, con dispositivo Edge Ai per l'avanscoperta della superficie, insieme a un sistema di docking per la ricarica e un dispenser di payload standardizzati. La simulazione delle comunicazioni Terra-Luna avviene tramite collegamento satellitare con il centro di controllo Altec di Torino, con banda e ritardo rappresentativi delle reali condizioni operative. L'autonomia decisionale, come mostrano gli studi sui robot Pv-Rnn che apprendono più velocemente quando esplorano con curiosità, è ormai il collo di bottiglia della robotica planetaria.

Il programma Uls rientra nella roadmap Robotica e Intelligenza artificiale definita dall'Asi per l'esplorazione lunare, descritta nel dettaglio nel comunicato ufficiale dell'Agenzia spaziale italiana e coerente con la strategia europea di robotica per le missioni lunari dell'Esa. Con la chiusura dei 24 mesi prevista a dicembre 2026, il rover Etna dovrà passare dalla validazione a terra alla qualifica di volo: la prossima tappa concreta sarà scegliere la missione lunare che ospiterà l'erede di questa architettura. L'ambiente elettromagnetico della Luna non è banale, come conferma anche l'analisi dei dati della sonda cinese Chang'e-6 sulla riduzione del vento solare: capire dove e come atterrare è già parte del test.

Pubblicato il: 31 luglio 2026 alle ore 14:38