* La denuncia contro HP e il firmware contestato * Come funziona la Dynamic Security * L'aggiornamento 2602A/B: cosa cambia per gli utenti * Lo scontro con lo standard EPEAT 2.0 * HP, un caso unico nel settore * Le implicazioni per consumatori e mercato
La denuncia contro HP e il firmware contestato {#la-denuncia-contro-hp-e-il-firmware-contestato}
Una stampante che smette di funzionare con cartucce perfettamente compatibili, da un giorno all'altro, senza alcun guasto. Succede dopo un aggiornamento firmware, silenzioso e automatico. È quanto denunciano migliaia di utenti HP in tutto il mondo, e ora la questione ha assunto una dimensione istituzionale.
L'International Imaging Technology Council (Int'l ITC), l'organizzazione che rappresenta i produttori indipendenti di consumabili per la stampa, ha puntato il dito contro il colosso di Palo Alto con toni durissimi. L'accusa è netta: HP utilizza sistematicamente aggiornamenti del firmware delle proprie stampanti per impedire l'utilizzo di cartucce non originali, penalizzando i consumatori e l'intero ecosistema dei produttori di consumabili compatibili e rigenerati.
Non si tratta di una novità assoluta. Le tensioni tra HP e il mercato aftermarket dei consumabili vanno avanti da anni. Ma l'ultimo capitolo di questa vicenda segna un'escalation significativa.
Come funziona la Dynamic Security {#come-funziona-la-dynamic-security}
Al centro della controversia c'è una tecnologia che HP chiama Dynamic Security. Il meccanismo è relativamente semplice da descrivere, assai meno da aggirare: le stampanti HP dotate di questa funzionalità verificano, ad ogni utilizzo, che il chip presente sulla cartuccia inserita sia riconosciuto come "autorizzato". Se il chip non supera il controllo — perché prodotto da un'azienda terza o perché non aggiornato secondo i più recenti protocolli di autenticazione — la stampante rifiuta la cartuccia.
Detto altrimenti, una cartuccia compatibile che funzionava perfettamente il giorno prima può diventare inutilizzabile dopo un aggiornamento firmware. Il dispositivo la tratta come se fosse difettosa o contraffatta. L'utente si trova davanti a un messaggio di errore, senza alternative se non acquistare un consumabile originale HP.
La questione solleva interrogativi profondi sul diritto del consumatore a scegliere liberamente i prodotti da utilizzare con un dispositivo acquistato. In un contesto più ampio, richiama le dinamiche osservate anche nel settore tecnologico, dove la tutela della proprietà intellettuale si scontra spesso con le esigenze del mercato — un tema che trova eco anche in vicende come quella che ha visto OpenAI accusare DeepSeek di violazione della proprietà intellettuale.
L'aggiornamento 2602A/B: cosa cambia per gli utenti {#laggiornamento-2602ab-cosa-cambia-per-gli-utenti}
L'ultimo atto della strategia HP porta un nome tecnico: firmware 2602A/B. Stando a quanto emerge dalle segnalazioni raccolte dall'Int'l ITC e dalle comunità di utenti online, la distribuzione di questo aggiornamento è iniziata il 29 gennaio 2026 e ha interessato un ampio parco di stampanti HP, sia inkjet sia laser.
L'effetto è stato immediato. Chi utilizzava cartucce compatibili HP o rigenerate si è trovato impossibilitato a stampare. Le cartucce, fisicamente integre e cariche di inchiostro o toner, vengono semplicemente rifiutate dal dispositivo.
Il problema è aggravato dal fatto che molti utenti non si accorgono nemmeno dell'aggiornamento. Le stampanti HP connesse alla rete, nella configurazione predefinita, scaricano e installano i firmware update in modo automatico. Quando l'utente si rende conto del blocco, il danno è già fatto.
Per chi cerca informazioni su HP Dynamic Security come risolvere il problema, le opzioni al momento appaiono limitate. Alcuni utenti hanno segnalato la possibilità di effettuare un downgrade del firmware a una versione precedente, ma la procedura non è ufficialmente supportata da HP e comporta rischi per la funzionalità del dispositivo. La soluzione più sicura, paradossalmente, resta quella di disattivare gli aggiornamenti automatici prima che vengano installati — un consiglio che arriva tardi per chi ha già subito il blocco.
Lo scontro con lo standard EPEAT 2.0 {#lo-scontro-con-lo-standard-epeat-20}
A rendere la vicenda ancora più significativa è il contesto normativo e ambientale in cui si inserisce. Il nuovo standard EPEAT 2.0, il sistema di certificazione ambientale per i prodotti elettronici adottato a livello internazionale, ha introdotto criteri specifici che incoraggiano esplicitamente l'utilizzo di consumabili rigenerati nelle stampanti.
La logica è chiara: ogni cartuccia rigenerata che viene riutilizzata è una cartuccia in meno che finisce in discarica. Il mercato dei consumabili remanufactured rappresenta un pilastro dell'economia circolare applicata al settore della stampa. Secondo le stime dell'Int'l ITC, il riutilizzo delle cartucce evita ogni anno lo smaltimento di centinaia di milioni di unità a livello globale.
La politica di HP si muove in direzione diametralmente opposta. Bloccando le cartucce rigenerate attraverso la Dynamic Security, il produttore americano rende di fatto impossibile — o quantomeno estremamente difficile — aderire ai principi dello standard EPEAT 2.0. Una contraddizione che non è sfuggita agli osservatori del settore e che potrebbe avere ripercussioni anche sulle gare d'appalto pubbliche, dove i criteri ambientali pesano sempre di più nella selezione dei fornitori.
HP, un caso unico nel settore {#hp-un-caso-unico-nel-settore}
Uno degli aspetti più rilevanti sollevati dall'International Imaging Technology Council riguarda la posizione di HP rispetto ai suoi concorrenti. Secondo l'organizzazione, HP è l'unico produttore di stampanti a utilizzare aggiornamenti firmware per bloccare l'uso di cartucce compatibili.
Altri grandi produttori — da Canon a Brother, da Epson a Lexmark — pur proteggendo i propri consumabili con chip e sistemi di riconoscimento, non ricorrono ad aggiornamenti successivi alla vendita per modificare la compatibilità delle cartucce già funzionanti. La differenza è sostanziale: una cosa è progettare una stampante che, al momento dell'acquisto, funziona solo con determinati consumabili; altra cosa è modificare retroattivamente le regole del gioco attraverso un aggiornamento software.
Questa pratica ha già portato HP in tribunale in passato. Nel 2023, un class action negli Stati Uniti aveva contestato la legittimità della Dynamic Security. In Europa, diversi organismi di tutela dei consumatori hanno sollevato obiezioni analoghe, senza che si arrivasse tuttavia a un divieto esplicito.
Le implicazioni per consumatori e mercato {#le-implicazioni-per-consumatori-e-mercato}
Il caso HP tocca corde sensibili per milioni di utenti, privati e professionali. Il costo delle cartucce originali rappresenta storicamente una delle voci di spesa più gravose per chi possiede una stampante. Il modello di business del settore — stampanti vendute a prezzi contenuti, consumabili a prezzi elevati — è noto da decenni, ma l'uso della tecnologia per eliminare ogni alternativa al prodotto originale rappresenta un salto qualitativo nella strategia di _lock-in_.
Per le scuole, le università e le pubbliche amministrazioni italiane, dove i budget per le attrezzature informatiche sono spesso risicati, la possibilità di utilizzare cartucce compatibili o rigenerate non è un capriccio: è una necessità. Il blocco imposto dal firmware HP rischia di tradursi in costi aggiuntivi significativi, proprio in un momento in cui la spesa pubblica per la digitalizzazione è sotto la lente.
La questione resta aperta. L'Int'l ITC ha chiesto a HP di revocare l'aggiornamento 2602A/B e di interrompere la pratica degli aggiornamenti firmware restrittivi. Da Palo Alto, per il momento, non sono arrivate aperture. Il colosso americano ha sempre difeso la Dynamic Security come strumento a tutela della qualità di stampa e della sicurezza dei dispositivi, sostenendo che le cartucce non originali possono compromettere le prestazioni e la durata delle stampanti.
È un argomento che convince sempre meno, soprattutto alla luce degli standard ambientali che spingono nella direzione opposta. Il braccio di ferro, con ogni probabilità, è destinato a intensificarsi.