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Unicef, una ragazza su cinque data in sposa prima dei 18 anni

Unicef: 650 milioni di donne sposate prima dei 18 anni, 12 milioni ogni anno. In Africa sub-Sahariana al 31%, ma 68 milioni di nozze evitate.

L'Unicef Italia stima in circa 650 milioni le donne e le ragazze oggi in vita che hanno contratto un matrimonio prima dei 18 anni, pari a una su cinque nel mondo. I dati vengono diffusi alla vigilia della Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, in programma l'11 ottobre, e accompagnano in Italia il rilancio della campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere promossa dal comitato nazionale dell'ente.

I numeri globali dei matrimoni precoci

Ogni anno oltre 12 milioni di minorenni vengono date in sposa prima di aver compiuto la maggiore età, l'equivalente di una ragazza ogni tre secondi. Il tasso più alto si registra nell'Africa sub-Sahariana, dove il 31% delle giovani risulta sposata prima dei 18 anni. In valori assoluti, le 650 milioni di donne che oggi hanno vissuto un matrimonio precoce rappresentano un quinto della popolazione femminile adulta a livello mondiale, un bacino che l'ente aggiorna periodicamente sulla base dei censimenti nazionali e delle rilevazioni demografiche condotte nei singoli Paesi.

Secondo l'agenzia delle Nazioni Unite per l'infanzia, i matrimoni precoci restano una delle violazioni più diffuse dei diritti delle minori: tolgono l'accesso continuo alla scuola, aumentano i rischi per la salute fisica e mentale, espongono a isolamento sociale, ansia e stress emotivo. L'autolesionismo risulta oggi una delle principali cause di morte per le adolescenti fra i 15 e i 19 anni a livello globale, segnala l'organizzazione nel documento diffuso in occasione della giornata internazionale.

I progressi degli ultimi 25 anni

Lo stesso rapporto indica che negli ultimi 25 anni sono stati evitati circa 68 milioni di matrimoni precoci. Il risultato è attribuito agli investimenti nell'istruzione femminile, alle riforme legislative introdotte da diversi Stati e all'ampliamento della protezione sociale. Fra le soluzioni indicate come più efficaci figurano la permanenza delle ragazze nei percorsi scolastici, l'accesso ai servizi sanitari e di protezione, il lavoro con le famiglie e le comunità per contrastare le norme sociali dannose, il sostegno alla leadership delle giovani nelle aree a più alta incidenza del fenomeno.

In Italia la campagna Unicef Non restare in silenzio prosegue in queste settimane con un nuovo visual dedicato agli stereotipi di genere, pensato in particolare per i contesti scolastici ed extrascolastici che lavorano con adolescenti. Il presidente del comitato italiano Nicola Graziano collega la prevenzione del fenomeno all'educazione all'affettività dentro e fuori la scuola, indicata come leva perché i numeri globali continuino a scendere anche nei Paesi dove il matrimonio sotto i 18 anni resta oggi più radicato e dove le norme sociali rendono più difficile l'applicazione delle leggi già in vigore. L'ente ricorda infine che la Giornata internazionale dell'11 ottobre, istituita dalle Nazioni Unite nel 2011, nasce proprio per concentrare l'attenzione pubblica sulla condizione delle bambine, sull'uguaglianza di accesso all'istruzione e sulle tutele contro ogni forma di violenza e discriminazione di genere.

Pubblicato il: 10 ottobre 2026 alle ore 10:53