Indice: In breve | Il risultato fiscale e i tagli alla spesa | Le riforme strutturali: liberalizzazioni e privatizzazioni | Recessione, rimbalzo e mercato del lavoro | Inflazione: dal picco di 290% al 2,4% mensile | Il costo sociale: povertà e disuguaglianze | Debito pubblico e prospettive di medio periodo | Tre errori comuni nell'analisi delle politiche Milei | Domande frequenti
In breve
* Il governo Milei ha conseguito un avanzo fiscale primario dell'1,8% del PIL nel 2024, partendo da un deficit superiore al 5% nel 2023.
* La spesa pubblica primaria è stata ridotta del 28% in termini reali nei primi undici mesi del 2024, con tagli profondi a investimenti, pensioni e sussidi.
* L'inflazione annua ha raggiunto il picco di circa 290% in primavera 2024, poi è scesa a un tasso mensile del 2,4% a fine anno.
* Il PIL ha registrato -4,2% nel primo semestre 2024, seguito da un rimbalzo del +3,9% nel terzo trimestre. L'OCSE stima +3,6% per il 2025.
* La povertà è salita al 52,9% nel primo semestre 2024, per poi calare al 38,9% nel terzo trimestre, sotto il livello pre-Milei.
Il risultato fiscale e i tagli alla spesa
Il governo Milei ha registrato un avanzo fiscale primario dell'1,8% del PIL nel 2024, partendo da un deficit totale superiore al 5% l'anno precedente. L'OCSE, nelle Prospettive Economiche di dicembre 2024, conferma che quasi ogni mese del 2024 ha mostrato un avanzo primario: un risultato che l'Argentina non conseguiva dal 2010.
Il meccanismo di aggiustamento si è basato su una contrazione drastica della spesa pubblica: nei primi undici mesi del 2024, la spesa primaria è calata del 28% in termini reali, secondo il report dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani. I tagli più profondi hanno colpito gli investimenti pubblici (-93% nel comparto edilizio abitativo, -89% nell'istruzione), le pensioni (-19% in termini reali) e i sussidi all'energia e ai trasporti (-32%). Su ogni 100 pesos risparmiati, 46 derivano da tagli a investimenti e pensioni.
Le riforme strutturali: liberalizzazioni e privatizzazioni
Parallelamente ai tagli di spesa, il governo ha avviato un vasto programma di liberalizzazioni. Le misure principali adottate nel 2024:
1. Eliminazione dei controlli sugli affitti e rimozione dei tetti ai prezzi di carburanti, farmaci e servizi sanitari.
1. Maggiore flessibilità del mercato del lavoro, con riduzione dei vincoli alle assunzioni e ai licenziamenti.
1. Privatizzazione di aziende pubbliche in settori strategici.
1. Incentivi fiscali per investimenti superiori ai 200 milioni di dollari (RIGI - Régimen de Incentivos para Grandes Inversiones).
1. Allentamento progressivo dei controlli sui movimenti di capitale, completato con la rimozione delle restrizioni valutarie nell'aprile 2025.
L'insieme di queste misure ha rappresentato un cambio strutturale nel modello economico argentino, riducendo l'intervento statale a livelli non visti negli ultimi tre decenni.
Recessione, rimbalzo e mercato del lavoro
L'impatto iniziale delle politiche è stato recessivo. Nei primi sei mesi del 2024, il PIL reale è diminuito del 4,2% rispetto alla fine del 2023, riflettendo la contrazione della domanda interna conseguente al taglio dei sussidi e al calo del potere d'acquisto. Nel terzo trimestre si è registrato un rimbalzo del 3,9%, segnale di una inversione confermata dalle previsioni OCSE di dicembre 2024: +3,6% per il 2025, dopo il -3,8% complessivo del 2024. Le stime aggiornate dell'OCSE (giugno 2025) portano la previsione di crescita per il 2025 al 5,2%.
Il mercato del lavoro ha seguito una traiettoria analoga: il tasso di disoccupazione è salito dal 5,5% al 7,6% durante la fase di shock, per poi ridiscendere al 6,9% nel terzo trimestre 2024. Il recupero parziale rispecchia sia la ripresa produttiva sia la crescita del settore informale in risposta alla flessibilità introdotta dalle riforme.
Inflazione: dal picco di 290% al 2,4% mensile
Il rallentamento dell'inflazione è il dato più citato dal governo. Nella primavera del 2024, l'inflazione su base annua aveva raggiunto circa il 290%, con l'OCSE che registra 288% a marzo 2024. Nei mesi successivi, la decelerazione è stata rapida: a fine 2024, il tasso mensile si attestava intorno al 2,4%, equivalente a circa il 33% su base annualizzata, rispetto alle punte di oltre il 25% mensile registrate nella fase più acuta.
Il calo è stato favorito dalla contrazione della domanda interna, effetto diretto dei tagli ai sussidi e alla spesa pubblica, e dal miglioramento delle aspettative inflazionistiche. In economie ad alta instabilità cronica come l'Argentina, le aspettative svolgono un ruolo amplificatore in entrambe le direzioni: la loro inversione ha contribuito ad accelerare la disinflazione nella seconda metà del 2024.
Il costo sociale: povertà e disuguaglianze
Il prezzo più visibile dell'aggiustamento è stato l'aumento della povertà. Nel primo semestre del 2024, la quota di popolazione in povertà è salita al 52,9%, rispetto al 41,7% di fine 2023, secondo i dati INDEC elaborati dall'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani. Il deterioramento è stato determinato dal calo del potere d'acquisto reale: l'inflazione elevata ha eroso i redditi fissi, mentre il taglio dei trasferimenti ha ridotto il sostegno alle famiglie più vulnerabili.
Nel terzo trimestre del 2024, con il rallentamento dell'inflazione e l'introduzione di trasferimenti diretti, la povertà è scesa al 38,9%, un livello inferiore al dato pre-Milei. Anche la disuguaglianza di reddito (misurata dall'indice di Gini) ha mostrato un miglioramento dopo il picco iniziale, tornando ai livelli precedenti all'insediamento del governo. Il costo sociale è stato quindi concentrato nella prima metà del 2024, con un recupero nella seconda parte dell'anno.
Debito pubblico e prospettive di medio periodo
Il rapporto debito/PIL è previsto in calo significativo nel 2024, effetto combinato del consolidamento fiscale e dell'aumento del PIL nominale in pesos causato dall'inflazione. Il report dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani stima una discesa dal 155% al 91,5%, sebbene i metodi di calcolo del debito argentino varino a seconda che si includa o meno il debito in valuta estera al cambio corrente. La riduzione del rischio-paese nella seconda metà del 2024 riflette il miglioramento percepito dagli investitori internazionali.
Secondo le stime OCSE di dicembre 2024, dopo una contrazione del 3,8% nel 2024, l'economia argentina è attesa a una crescita del 3,6% nel 2025 e del 3,8% nel 2026. Le stime aggiornate di giugno 2025 indicano una crescita del 5,2% per il 2025, superiore alle previsioni iniziali, sostenuta dalla rapida disinflazione e dalla rimozione dei controlli sui capitali.
Tre errori comuni nell'analisi delle politiche Milei
Confondere l'avanzo primario con il pareggio globale: il risultato fiscale del 2024 è un avanzo primario, che esclude il pagamento degli interessi sul debito dal computo delle spese. Il saldo globale di bilancio, che include gli interessi, può ancora essere negativo. La distinzione conta per valutare la sostenibilità del debito nel medio periodo.
Leggere il calo della povertà come conferma definitiva: il miglioramento al 38,9% nel terzo trimestre 2024 è reale, ma avviene dopo un picco di 52,9% nel primo semestre. Il confronto corretto non è tra il terzo trimestre 2024 e il dato pre-Milei, ma con la traiettoria completa dell'anno, che documenta prima un deterioramento brusco e poi un recupero parziale.
Attribuire il calo del rapporto debito/PIL solo alle politiche fiscali: una parte significativa della riduzione è un effetto meccanico dell'inflazione sul denominatore nominale (il PIL in pesos). Con l'inflazione che scende verso il 30%, questo effetto si ridurrà negli anni successivi, rendendo il consolidamento fiscale più impegnativo senza la leva del deprezzamento reale.
Domande frequenti
Cos'è l'avanzo fiscale primario raggiunto da Milei?
L'avanzo fiscale primario misura la differenza positiva tra entrate pubbliche e spese correnti, calcolata prima di sottrarre gli interessi sul debito. Nel 2024, l'Argentina ha registrato un avanzo primario dell'1,8% del PIL secondo l'OCSE, a partire da un deficit totale superiore al 5% nel 2023. Non va confuso con il saldo complessivo di bilancio, che include anche il pagamento degli interessi.
L'inflazione argentina è davvero sotto controllo?
Il rallentamento è documentato e rapido: da un tasso mensile superiore al 20% nella primavera 2024, si è scesi al 2,4% mensile a fine anno. Tuttavia, il 2,4% mensile equivale ancora a circa il 33% su base annualizzata, molto al di sopra degli standard internazionali. La traiettoria è positiva, ma la stabilizzazione definitiva dipende dal mantenimento della disciplina fiscale e dalla gestione del tasso di cambio nel medio periodo.
La povertà in Argentina è aumentata o diminuita nel primo anno di Milei?
Ha fatto entrambe le cose nel corso del 2024. Nella prima metà è salita dal 41,7% al 52,9%, per effetto del calo del potere d'acquisto. Nella seconda parte dell'anno è scesa al 38,9%, beneficiando del rallentamento dell'inflazione e dei trasferimenti diretti alle famiglie. Il dato finale risulta inferiore al livello pre-Milei, ma il percorso ha comportato un deterioramento acuto prima del recupero.
Cosa prevede l'OCSE per l'Argentina nel 2025 e nel 2026?
Le Prospettive Economiche OCSE di dicembre 2024 stimavano una crescita del 3,6% nel 2025 e del 3,8% nel 2026, dopo una contrazione del 3,8% nel 2024. Le stime di giugno 2025 sono state aggiornate al rialzo, con una previsione del 5,2% per il 2025, sostenuta dalla rapida disinflazione e dalla rimozione dei controlli sui capitali avvenuta nell'aprile 2025.
Il bilancio di un anno di governo Milei si legge meglio come sequenza che come fotografia statica: una fase di shock acuto nel primo semestre 2024, con costi sociali concentrati e misurabili, seguita da una stabilizzazione macro nella seconda metà dell'anno. La prova della sostenibilità riguarda ora la capacità di mantenere la disciplina fiscale senza la leva dell'inflazione e di tradurre la stabilizzazione dei conti in crescita del reddito reale per la popolazione argentina.