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Regno Unito: introdotta la 'tassa sugli abbracci' negli aeroporti

Negli aeroporti britannici è prevista una Drop-Off Fee, una tariffa per i veicoli che fermano passeggeri in zona di carico e scarico, pensata per ridurre il traffico e migliorare la sicurezza.

Sommario

1. Introduzione alla 'tassa sugli abbracci' 2. Dettagli delle tariffe negli aeroporti britannici 3. Motivazioni ufficiali e reazioni del pubblico 4. Confronto con altri aeroporti internazionali 5. Prospettive future e possibili sviluppi

Introduzione alla 'tassa sugli abbracci'

Dal 1° gennaio 2026, gli aeroporti del Regno Unito hanno introdotto una nuova tariffa, denominata 'drop-off fee' o, in modo colloquiale, 'tassa sugli abbracci'. Questa misura impone un costo a chi accompagna i passeggeri fino ai terminal aeroportuali, anche per brevi soste destinate a saluti o abbracci prima della partenza. La decisione ha suscitato un ampio dibattito pubblico, con opinioni contrastanti riguardo alla sua necessità e alle implicazioni economiche e sociali.

Dettagli delle tariffe negli aeroporti britannici

Le tariffe applicate variano a seconda dell'aeroporto:

* London City Airport: 8 sterline per una sosta fino a cinque minuti; ogni minuto aggiuntivo costa 1 sterlina, fino a un massimo di 13 sterline per dieci minuti. * Heathrow Airport: 7 sterline per una sosta fino a dieci minuti. * Bristol Airport: 8,5 sterline per una sosta fino a dieci minuti. * Gatwick Airport: 10 sterline per una sosta fino a dieci minuti, con un incremento del 43% rispetto all'anno precedente.

Motivazioni ufficiali e reazioni del pubblico

Le autorità aeroportuali giustificano l'introduzione della 'drop-off fee' con due principali motivazioni:

* Riduzione del traffico e dell'inquinamento: limitando l'accesso delle auto private alle aree di partenza e arrivo, si mira a diminuire la congestione e le emissioni nocive. * Incremento delle entrate: le tariffe accessorie rappresentano una fonte di guadagno più flessibile rispetto ai ricavi legati direttamente ai voli, spesso regolati per legge.

Tuttavia, questa misura ha incontrato critiche da parte del pubblico e di alcune associazioni. La Business Travel Association ha definito la tassa come "la leva di ricavo più facile", soprattutto negli aeroporti dove il trasporto pubblico è limitato o poco disponibile nelle prime ore del mattino.

Confronto con altri aeroporti internazionali

A livello internazionale, la pratica di applicare una vera e propria drop-off fee non è particolarmente diffusa ed è tuttora oggetto di dibattito. In molti aeroporti europei l’accesso al terminal per accompagnare un passeggero non prevede un pagamento immediato, ma è regolato attraverso aree dedicate a sosta breve.

In scali come Roma Fiumicino, Milano Linate e Milano Malpensa, ad esempio, esistono zone di kiss & go che consentono fino a 10–15 minuti di sosta gratuita, pensati esclusivamente per il carico e scarico dei passeggeri. Superato questo limite temporale, scattano tariffe progressive per evitare soste prolungate e congestionamento.

Il modello europeo punta quindi più su limitazioni di tempo che su un pedaggio fisso per l’accesso, cercando un equilibrio tra fluidità del traffico, esigenze operative degli aeroporti e possibilità per i viaggiatori e i loro accompagnatori di salutarsi senza costi immediati.

Prospettive future e possibili sviluppi

L’introduzione della cosiddetta “tassa sugli abbracci” negli aeroporti britannici potrebbe rappresentare un precedente importante anche per altri scali internazionali, soprattutto in una fase in cui sostenibilità ambientale e ricerca di nuove fonti di entrate sono diventate priorità centrali per le società di gestione aeroportuale. Tuttavia, sarà decisivo osservare come questa misura influenzerà i comportamenti di passeggeri e accompagnatori, l’uso delle auto private e le dinamiche del traffico intorno ai terminal, oltre alle reazioni dell’opinione pubblica e degli operatori del settore.

Il dibattito resta acceso: da un lato, le autorità aeroportuali evidenziano riduzione della congestione e aumento dei ricavi; dall’altro, passeggeri e associazioni segnalano criticità economiche e sociali, soprattutto per chi ha meno alternative. Il confronto con altri aeroporti internazionali, che privilegiano limiti temporali anziché pedaggi fissi, lascia aperta la questione su quale modello sia davvero più efficace, sostenibile ed equo per gestire l’accesso ai terminal.

Ilaria Brozzi

Pubblicato il: 14 gennaio 2026 alle ore 12:30