Il senegalese arrestato per l'omicidio di Pietro Alberto Paolo Signor, il clochard ucciso a Villetta Di Negro, era irregolare dal maggio 2022. Il ministro Piantedosi ha mandato gli ispettori del Viminale, ma il dato che pesa sul caso non è amministrativo: è statistico.
Il caso Camara nei numeri delle espulsioni mancate
Cisse Camara, 42 anni, era ricoverato al San Martino quando la gip Carla Pastorini ha convalidato il suo arresto. Aveva il permesso di soggiorno scaduto dal maggio 2022 e una lista di precedenti che andava dallo spaccio alla rapina, passando per furto, ricettazione e reati contro la pubblica amministrazione. Nessuna di quelle posizioni si era mai tradotta in un'espulsione eseguita.
Il problema travalica il singolo caso. Nell'ultimo trimestre del 2025 l'Italia ha emesso poco più di 5.000 ordini di partenza per cittadini non comunitari ma ha rimpatriato solo circa 1.000 persone, con un tasso di esecuzione pari al 20%, come emerge dalle Statistiche trimestrali Eurostat sui rimpatri. Sull'intero anno la media UE è del 27%: dei 492.175 ordini di rimpatrio emessi dai paesi dell'Unione solo 132.660 si sono tradotti in un rientro effettivo.
A monte resta la stima della Fondazione ISMU diffusa nel rapporto sulle migrazioni 2025: circa 339.000 stranieri presenti in Italia in condizione di irregolarità. Una larga parte è entrata regolarmente ed è diventata clandestina alla scadenza del permesso di soggiorno, la stessa categoria a cui apparteneva Camara. È il bacino da cui il sistema dovrebbe pescare per eseguire le espulsioni che oggi restano sulla carta.
Liguria senza CPR, posti utili sotto la metà
Quando un irregolare con precedenti viene fermato in Liguria, l'unica strada per trattenerlo in attesa del rimpatrio è il trasferimento fuori regione. La Mappa dei centri per l'immigrazione del Viminale elenca nove CPR operativi a Bari, Brindisi, Caltanissetta, Gradisca d'Isonzo, Macomer, Palazzo San Gervasio, Roma, Torino e Trapani: nessuno nel Nord-Ovest costiero.
La capienza teorica complessiva è di circa 1.100 posti, ma quelli effettivamente utilizzabili scendono a 619 per danneggiamenti e lavori in corso. Il tetto massimo di trattenimento previsto dalla legge è di 18 mesi. Eppure il tasso di rimpatrio effettivo tra le persone trattenute oscilla tra il 30 e il 50%: oltre la metà di chi entra in un CPR esce senza essere stata espulsa, perché scadono i termini o mancano gli accordi di riammissione con il paese di origine.
A questo si somma la distanza fisica: portare un irregolare fermato a Genova fino al CPR più vicino, quello di Torino riaperto a marzo 2025, significa mobilitare scorta, posto disponibile e procedura amministrativa per ogni singolo caso. È una catena lunga che spiega in parte perché molti decreti di espulsione restano sulla carta.
Cosa cercheranno gli ispettori del Viminale a Genova
L'invio degli ispettori del Viminale non è un atto politico inedito ma uno strumento amministrativo previsto quando un singolo episodio rivela una falla nella catena di controllo. Gli accertamenti dovranno ricostruire se e quando Camara è stato segnalato come irregolare, se ha ricevuto un decreto di espulsione e perché il provvedimento non è stato eseguito nonostante i precedenti penali già noti.
Sul piano giudiziario il pm Francesco Cardona Albini contesta l'omicidio volontario aggravato. L'interrogatorio di garanzia è stato rinviato perché Camara, ricoverato per polmonite oltre che per lo stato confusionale al momento del fermo, non è in condizione di essere ascoltato. Non appena le condizioni cliniche lo consentiranno verrà trasferito nel carcere di Marassi.
L'esito dell'ispezione amministrativa stabilirà se nel caso Camara ci sono state omissioni puntuali. I numeri Eurostat dicono che il problema è di sistema: senza un CPR in Liguria e con un quinto degli ordini di espulsione che diventano rimpatri reali, il caso Pedro rischia di non restare isolato.