La Cina ha lanciato il 24 settembre 2026 un razzo Long March-8A dalla base di Hainan, con a bordo un nuovo lotto di satelliti internet Guowang, la rete pubblica di Pechino. Il conto resta lontano dal traguardo che l'ITU ha fissato per fine anno.
Il piano cinese: due mega-costellazioni in parallelo
Il vettore Long March-8A può portare oltre sette tonnellate in orbita eliosincrona a 700 km ed è la punta di lancio pensata per le mega-costellazioni cinesi, con secondo stadio e sistema di pressurizzazione rivisti nell'ultima versione. Guowang è gestito da China SatNet, controllata pubblica creata nel 2021 dal gruppo CASIC: il piano finale prevede oltre 13.000 satelliti su due gusci orbitali, uno a 500-600 km e uno intorno ai 1.150 km. A settembre 2026 in orbita ce ne sono 234, di cui 204 operativi in bassa quota, 27 sperimentali e 3 in orbita alta.
In parallelo cresce Qianfan (Thousand Sails), la costellazione commerciale del gruppo SSST con base a Shanghai: circa 200 satelliti già lanciati, obiettivo di 1.296 nella fase 1 e oltre 15.000 alla fine, con copertura prima regionale e poi globale. La stessa spinta che Pechino imprime alla propria filiera tecnologica regge la corsa spaziale, con cadenze di lancio settimanali dai poligoni di Hainan e Taiyuan e nuove strutture in costruzione a Wenchang.
Sul fronte occidentale il confronto è con Starlink di SpaceX, che a settembre 2026 ha superato i 7.500 satelliti operativi, e con OneWeb, ferma a poco meno di 700 unità dopo la fusione con Eutelsat. Il divario di scala resta ampio, ma la Cina punta a colmarlo con lanci multipli e vettori riutilizzabili in fase di collaudo.
La scadenza ITU: 10% della costellazione o si perdono le frequenze
L'ostacolo si chiama Risoluzione 35. Dal WRC-19 tutti gli operatori di sistemi non geostazionari devono raggiungere il 10% dei satelliti pianificati entro 2 anni dalla messa in servizio, il 50% entro 5 e il totale entro 7. Per Guowang, secondo le stime del comparto, la deadline del 10% cade a fine 2026: 1.300 satelliti richiesti, mentre in orbita ne restano 234. Con circa tre mesi al calendario, l'obiettivo è fuori portata anche con il ritmo attuale di lanci.
Chi non arriva perde una parte dello spettro assegnato, con effetti sulle bande dedicate alla banda larga da orbita bassa. La regolamentazione internazionale sui sistemi satellitari non geostazionari è la cornice a cui rispondono anche Starlink e OneWeb. In Europa, sullo stesso orizzonte di governance dello spazio, il tema è al centro del summit ESA di Parigi seguito da Edunews24.
La corsa cinese si gioca anche sulla catena degli approvvigionamenti: le materie prime che alimentano le tecnologie cinesi arrivano da rotte che spesso restano sotto traccia. Se Guowang manca la soglia ITU, si complica l'intera architettura del progetto e cambia il perimetro dello Starlink cinese da qui al 2030, con conseguenze anche per la banda larga satellitare rivolta a zone rurali e scuole non coperte dalla fibra.