Sommario
1. Introduzione: i vasti incendi in Patagonia 2. L'entità della devastazione 3. Le cause degli incendi 4. Risposta del governo e polemiche politiche 5. Altre grandi ondate di incendi nel 2025 6. Conclusioni e prospettive future
**Introduzione: i vasti incendi in Patagonia**
La Patagonia argentina sta affrontando una delle peggiori crisi ambientali degli ultimi anni. Incendi di vasta portata hanno consumato oltre 45.000 ettari di foreste, mettendo a rischio ecosistemi unici e sollevando interrogativi sulle politiche ambientali del governo. Questo articolo esamina l'entità della devastazione, le cause sottostanti, la risposta governativa e le implicazioni politiche.
**L'entità della devastazione**
Le fiamme hanno colpito principalmente le province di Chubut, Río Negro, Neuquén e La Pampa, con il sud di Chubut tra le aree più gravemente danneggiate. Il Parco Nazionale Los Alerces, patrimonio dell'UNESCO noto per le sue foreste millenarie e laghi glaciali, è stato particolarmente colpito. Centinaia di vigili del fuoco sono impegnati nel contenimento degli incendi per prevenire ulteriori danni ai centri abitati e alle riserve naturali.
Oltre alle foreste, sono stati devastati pascoli e zone rurali, e gran parte della fauna locale è rimasta esposta al pericolo. Gli incendi hanno già consumato decine di migliaia di ettari, rendendo la stagione attuale una delle più distruttive degli ultimi anni. Squadre di soccorso e volontari lavorano giorno e notte per proteggere abitazioni, infrastrutture e aree naturali ancora intatte, in una situazione di emergenza senza precedenti.
**Le cause degli incendi**
Gli esperti attribuiscono l’intensificarsi degli incendi a una combinazione di fattori climatici e ambientali. Siccità prolungata, temperature elevate e venti forti hanno creato condizioni ideali per la propagazione delle fiamme, rendendo gli incendi più difficili da contenere. Il cambiamento climatico sta aumentando la frequenza e l’intensità di eventi meteorologici estremi, con stagioni degli incendi più lunghe e devastanti rispetto al passato.
Inoltre, le foreste secche e le praterie, accumulate per anni senza interventi di gestione del territorio, forniscono combustibile naturale che alimenta ulteriormente i roghi. Hernán Mondino, vigile del fuoco impegnato nelle operazioni nel Parco Nazionale Los Alerces, afferma: _"Il cambiamento climatico è innegabile, ed è quello che stiamo vivendo"_, sottolineando come ogni anno sia sempre più difficile proteggere boschi, fauna e comunità locali.
**Risposta del governo e polemiche politiche**
Il governo argentino, guidato dal presidente Javier Milei, ha dichiarato lo stato di emergenza in risposta alla crisi degli incendi. Tuttavia, questa misura è stata adottata solo dopo forti pressioni da parte dei governatori provinciali e della comunità internazionale, evidenziando ritardi nella gestione dell’emergenza. Le politiche di austerità del governo hanno comportato tagli drammatici ai bilanci destinati alla prevenzione e gestione degli incendi: il Servizio Nazionale di Gestione degli Incendi ha subito una riduzione del budget superiore all’80% nel 2024, con ulteriori tagli previsti di circa 71% per il 2025. Anche l’amministrazione dei parchi nazionali ha perso risorse e personale, con centinaia di ranger e addetti licenziati o dimessi.
In questo contesto, il presidente Milei ha espresso posizioni scettiche sul cambiamento climatico, definendolo una “menzogna” e criticando gli accordi internazionali sul clima, seguendo una linea di negazionismo climatico che secondo opposizione, sindacati e ambientalisti ha ulteriormente ridotto la capacità di prevenzione e risposta agli incendi, aggravando la crisi in corso.
Altre grandi ondate di incendi del 2025
Nel 2025 la stagione degli incendi è stata particolarmente intensa in molte parti del mondo, segnando record storici in diverse regioni. In Europa, i roghi hanno consumato più di 1 milione di ettari di terreno, la cifra più alta mai registrata dall’inizio delle rilevazioni ufficiali, con centinaia di migliaia di persone evacuate e decine di vittime in vari paesi del Mediterraneo.Anche in Nord America la stagione è stata eccezionale: vaste zone boschive in Canada hanno visto milioni di ettari bruciati, rendendo quella del 2025 una delle stagioni più gravi di sempre, con emissioni di fumo e particolato trasportate per migliaia di chilometri.Nel Sud America, oltre agli incendi in Patagonia, gli incendi boschivi hanno colpito vaste aree di foreste e terreni agricoli, con milioni di ettari interessati da roghi attivi durante gran parte dell’anno.Questi eventi mostrano come gli incendi del 2025 siano stati diffusi e distruttivi su scala globale, con impatti ambientali e sociali di vasta portata.
**Conclusioni e prospettive future**
La devastazione causata dagli incendi in Patagonia evidenzia la necessità di un approccio integrato che combini politiche ambientali efficaci, investimenti nella prevenzione e gestione degli incendi, e un riconoscimento del ruolo del cambiamento climatico. È fondamentale che il governo argentino riveda le sue politiche ambientali e finanziarie per affrontare le sfide poste dagli incendi e proteggere il patrimonio naturale del paese. Solo attraverso un impegno congiunto e una pianificazione strategica sarà possibile mitigare gli effetti di future emergenze ambientali.
Ilaria Brozzi