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Green card USA: la nuova regola obbliga i non-immigrati a tornare in patria

USCIS 2026: studenti F-1 e lavoratori devono tornare in patria per richiedere il green card USA. Cosa cambia, chi rischia e cosa conviene fare adesso.

Dal 22 maggio 2026, ottenere il green card mentre si è già negli Stati Uniti è diventato quasi impossibile. Con un memorandum ufficiale, l'agenzia federale USCIS ha ridefinito l'adjustment of status - la procedura che consente a chi è già sul suolo americano di fare domanda di residenza permanente - come una forma di "soccorso straordinario", riservata solo a casi eccezionali.

Cosa prevede il memorandum USCIS del 22 maggio

Il documento, firmato il 22 maggio 2026, ribalta una prassi consolidata da decenni. Chi si trova negli USA su un visto temporaneo - studente F-1, lavoratore H-1B o visitatore turistico - e vuole diventare residente permanente, dovrà ora tornare nel proprio paese d'origine e fare domanda tramite il consolato americano locale.

"D'ora in poi, uno straniero che si trova temporaneamente negli USA e vuole un green card deve tornare nel suo paese per richiederlo, salvo circostanze straordinarie", ha dichiarato il portavoce USCIS Zach Kahler. La motivazione ufficiale: scoraggiare chi rimane illegalmente dopo un eventuale rifiuto, liberando risorse USCIS per altri casi prioritari.

Gli avvocati specializzati in immigrazione contestano però la legittimità del provvedimento. Secondo molti esperti legali, USCIS ha sempre avuto potere discrezionale ma non può riscrivere la legge con un semplice memorandum interno. Il provvedimento è ampiamente atteso in tribunale.

La doppia stretta sugli studenti internazionali

Il contesto in cui arriva questa misura aggrava il quadro. Secondo uno studio di Shorelight, i rifiuti del visto F-1 sono saliti dal 23% nel 2015 al 35% nel 2025: piu di un terzo dei candidati non supera neanche lo scoglio dell'ingresso. In dieci anni, il tasso di rifiuto e cresciuto di oltre il 50%, con disparita regionali marcate.

Chi supera questo primo ostacolo e riesce a costruire una carriera o un percorso di studi negli USA si trova ora di fronte a una scelta scomoda: rinunciare alla residenza permanente oppure lasciare il paese, fare domanda al consolato e aspettare - settimane, mesi, a volte anni - con l'incertezza di non sapere quando (e se) tornare. Per chi ha figli iscritti a scuola o un lavoro in corso, le implicazioni sono immediate.

La studio legale Fragomen ha sottolineato un aspetto pratico cruciale: presentare comunque la domanda di adjustment of status può consentire ai richiedenti di ottenere l'autorizzazione lavorativa e l' "advance parole" (il permesso di rientrare negli USA dopo un viaggio all'estero) mentre il fascicolo è in lavorazione. Chi si trova in questa situazione non dovrebbe abbandonare la procedura senza prima consultare un avvocato specializzato.

Famiglie separate e carriere bloccate: l'impatto concreto

Le conseguenze più immediate riguardano chi e gia negli USA con un'istanza in corso. Le associazioni di categoria avvertono che le famiglie potrebbero restare separate per periodi prolungati, mentre i datori di lavoro faticano a trattenere personale qualificato costretto a interrompere l'attività professionale.

Duden Freeman, ex funzionario del Dipartimento di Stato e fondatore della piattaforma Visas 101, spiega il meccanismo: "La politica si infiltra e influenza le decisioni dei funzionari. Lo stiamo vedendo sia a USCIS sia al Dipartimento di Stato, in tutte le categorie di visto." Una tendenza che lo studio Shorelight su un decennio di rifiuti visto documenta in modo sistematico.

Il cambiamento di rotta statunitense non è isolato. Anche il dibattito sulle politiche di migrazione nel Regno Unito riguarda direttamente gli studenti stranieri, in un contesto internazionale sempre più competitivo per attrarre talenti accademici.

Per chi è in procinto di scegliere dove studiare all'estero - come stanno facendo migliaia di studenti sudanesi che cercano opportunità accademiche sicure - la stabilità giuridica del percorso verso la residenza diventa un criterio di scelta centrale. La certezza che studiare in un paese possa trasformarsi in una prospettiva concreta di vita e lavoro non è più garantita negli USA come lo era fino a ieri.

Pubblicato il: 26 maggio 2026 alle ore 13:20