* La conferenza di Tunisi: quattro giorni per il futuro di Erasmus+ * Il ruolo di INDIRE e UNIMED nella cooperazione accademica * Erasmus+ 2028-2034: le sfide della prossima programmazione * Europa e Africa: perché il Mediterraneo resta strategico
La conferenza di Tunisi: quattro giorni per il futuro di Erasmus+ {#la-conferenza-di-tunisi-quattro-giorni-per-il-futuro-di-erasmus}
Si è aperta il 20 aprile 2026, a Tunisi la conferenza internazionale dedicata al programma Erasmus+ e al rafforzamento dei legami accademici tra Europa e Africa. L'evento, che si concluderà il 23 aprile, riunisce 170 rappresentanti provenienti da università, agenzie nazionali e istituzioni di entrambi i continenti. Non un semplice convegno, ma un cantiere aperto: qui si discutono le fondamenta su cui poggerà la prossima generazione del programma di mobilità più celebre al mondo.
La sede scelta non è casuale. Tunisi, porta del Maghreb e crocevia storico tra le due sponde del Mediterraneo, rappresenta un punto di osservazione privilegiato per ragionare sugli scambi universitari internazionali in una regione dove la domanda di formazione qualificata cresce a ritmi sostenuti.
Il ruolo di INDIRE e UNIMED nella cooperazione accademica {#il-ruolo-di-indire-e-unimed-nella-cooperazione-accademica}
A organizzare la conferenza è l'Agenzia nazionale Erasmus+ INDIRE, l'ente italiano che dal 1953 si occupa di ricerca educativa e che gestisce le azioni del programma europeo per il settore dell'istruzione superiore. Al suo fianco, in un ruolo di supporto e coordinamento logistico, opera l'UNIMED (Unione delle Università del Mediterraneo), rete che da oltre trent'anni promuove la cooperazione accademica nell'area euro-mediterranea.
Flaminio Galli, Direttore generale di INDIRE, ha sottolineato la portata strategica dell'appuntamento tunisino.
Stando a quanto emerge dai lavori preparatori, la presenza italiana è tra le più nutrite, a conferma di una tradizione consolidata: le università italiane figurano stabilmente ai primi posti in Europa per numero di progetti di cooperazione internazionale finanziati da Erasmus+, con un'attenzione crescente verso i Paesi della sponda sud del Mediterraneo e dell'Africa subsahariana.
Erasmus+ 2028-2034: le sfide della prossima programmazione {#erasmus-2028-2034-le-sfide-della-prossima-programmazione}
Il contesto in cui si inserisce la conferenza è tutt'altro che ordinario. La Commissione europea sta definendo le linee guida del nuovo Erasmus+ 2028-2034, il ciclo di programmazione che succederà all'attuale (2021-2027). I negoziati sono entrati nella fase calda e le indicazioni che emergeranno da Tunisi potrebbero influenzare direttamente le priorità del prossimo regolamento.
Tra i temi sul tavolo:
* L'ampliamento della dimensione internazionale del programma, con un incremento dei fondi destinati alla mobilità extra-europea * Il rafforzamento dei partenariati strutturali tra atenei europei e africani, superando la logica dei progetti spot * La creazione di percorsi di doppio titolo e curricula congiunti che rispondano alle esigenze dei mercati del lavoro di entrambi i continenti * L'uso delle tecnologie digitali per garantire continuità agli scambi anche al di fuori della mobilità fisica
La questione resta aperta su un punto cruciale: il bilancio. L'attuale programma dispone di circa 26,2 miliardi di euro per sette anni, ma le ambizioni di espansione verso l'Africa richiederanno risorse aggiuntive significative. Come sottolineato da diversi rettori presenti a Tunisi, senza un adeguato investimento finanziario il rischio è quello di restare nel perimetro delle dichiarazioni d'intenti.
Europa e Africa: perché il Mediterraneo resta strategico {#europa-e-africa-perché-il-mediterraneo-resta-strategico}
I numeri parlano chiaro. L'Africa è il continente più giovane del pianeta: entro il 2030 ospiterà oltre 400 milioni di giovani tra i 15 e i 35 anni. La pressione sui sistemi universitari locali è enorme, e la cooperazione con gli atenei europei rappresenta una leva fondamentale per lo sviluppo di competenze, la ricerca congiunta e, non da ultimo, la costruzione di relazioni diplomatiche durature.
Per l'Italia, che ha nel Mediterraneo il proprio naturale spazio geopolitico, investire nella cooperazione accademica con il continente africano significa anche tutelare interessi strategici di lungo periodo. I programmi di mobilità Erasmus+ non formano solo studenti: creano reti professionali, alimentano collaborazioni scientifiche, generano un capitale relazionale che nessun accordo commerciale può replicare.
La conferenza di Tunisi, con i suoi quattro giorni di lavori, tavole rotonde e incontri bilaterali, si propone di tradurre queste ambizioni in impegni concreti. I risultati attesi includono raccomandazioni operative da trasmettere alla Commissione europea e una serie di accordi quadro tra consorzi universitari. Un'agenda fitta, all'altezza della posta in gioco.