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Collaborazione Pan-Europea: La Chiave per la Competitività nell'Intelligenza Artificiale secondo Mauro Macchi (Accenture)

Durante il Forum economico mondiale di Davos, il Ceo EMEA di Accenture sollecita l’Europa a una strategia federata sull’IA per restare competitiva e salvaguardare la sovranità digitale

Collaborazione Pan-Europea: La Chiave per la Competitività nell'Intelligenza Artificiale secondo Mauro Macchi (Accenture)

Indice

* Introduzione * Il panorama europeo degli investimenti in intelligenza artificiale * Il nodo PMI: sfide e opportunità nell’adozione dell’IA in Europa * Sovranità digitale: perché è centrale nel dibattito europeo * La visione di Mauro Macchi (Accenture) al Forum economico mondiale di Davos * La necessità di un approccio federato e collaborativo in Europa * Strategie per colmare il divario tra grandi aziende e PMI * Prospettive future: investimenti, competitività e innovazione entro il 2026 * Sintesi finale

Introduzione

L’intelligenza artificiale (IA) rappresenta oggi il perno principale su cui ruotano le strategie di innovazione e competitività delle aziende a livello globale. In Europa, il tema è al centro del dibattito tra istituzioni, imprese e stakeholder, in particolar modo considerata la crescita esponenziale degli investimenti nell’IA. All’interno di questo contesto, la voce autorevole di Mauro Macchi, Ceo EMEA di Accenture, si è levata con forza durante il Forum economico mondiale di Davos del 2026, ribadendo la necessità per i Paesi europei di cooperare per vincere la sfida tecnologica, sostenendo la sovranità digitale europea e favorendo una diffusione efficace delle tecnologie AI.

Il panorama europeo degli investimenti in intelligenza artificiale

Secondo recenti indagini di settore, le aziende europee stanno accelerando i propri investimenti nell’intelligenza artificiale, con un trend sempre più marcato dal 2024 in poi. Un dato rilevante emerso nel corso del Forum di Davos rivela come l’85% delle imprese europee preveda di aumentare in modo significativo i propri investimenti nell’IA entro il 2026, segno di una consapevolezza crescente sull’importanza strategica di queste tecnologie nei processi produttivi e decisionali.

Verso una nuova stagione di innovazione

Gli investimenti in IA sono destinati a trasformare radicalmente numerosi settori, dall’industria manifatturiera al comparto sanitario, dalla logistica ai servizi pubblici e finanziari. Le aziende che guidano questa rivoluzione tecnologica sono consapevoli che soltanto integrando l’intelligenza artificiale nei propri modelli di business potranno rimanere competitive sia nel contesto europeo sia, soprattutto, su scala globale.

Numeri e tendenze

Secondo i più recenti rapporti sull’intelligenza artificiale Europa:

* Il volume complessivo degli investimenti annui in IA da parte delle imprese europee ha superato i 50 miliardi di euro nel 2025. * Il 60% delle aziende coinvolte nei sondaggi dichiara che nei prossimi due anni investirà maggiormente sulla sovranità digitale europea per garantire la sicurezza dei dati e delle infrastrutture critiche. * Le imprese più dinamiche sono quelle dei settori bancario, assicurativo, automobilistico e farmaceutico.

Il nodo PMI: sfide e opportunità nell’adozione dell’IA in Europa

Nonostante la crescente attenzione delle grandi aziende agli investimenti IA, le piccole e medie imprese (PMI) europee – e soprattutto quelle italiane – risultano ancora indietro nell’adozione concreta delle tecnologie AI. Questo ritardo rappresenta un serio rischio strategico per l’intero tessuto economico continentale, data l’altissima incidenza delle PMI sull’occupazione e sul PIL europeo.

Le ragioni del divario

Le cause di questo ritardo sono molteplici:

* Limitato accesso ai finanziamenti dedicate all’innovazione. * Scarsa disponibilità di competenze digitali interne relative all’intelligenza artificiale. * Difficoltà di accesso a soluzioni customizzate di AI nello specifico contesto delle PMI. * Percezione dei costi come ostacolo principale alla digitalizzazione e automazione.

Questo scenario rischia di compromettere la competitività europea nell’intelligenza artificiale, consolidando la polarizzazione tra pochi grandi gruppi tecnologici, capaci di innovare e competere globalmente, e una vasta platea di PMI meno attrezzate, esposte al rischio marginalizzazione.

Le opportunità nascoste

Tuttavia, la situazione offre anche grandi opportunità per chi saprà coglierle:

* Sviluppo di soluzioni IA accessibili e scalabili per PMI. * Programmi di formazione e upskilling delle risorse interne. * Network di collaborazione tra imprese, università e centri di ricerca. * Opportunità di partnership pubblico-private orientate alla valorizzazione degli ecosistemi locali.

Adozione IA PMI italiane e strategie di sistema risultano oggi più che mai cruciali per garantire sviluppo diffuso e inclusivo.

Sovranità digitale: perché è centrale nel dibattito europeo

Il tema della sovranità digitale europea rappresenta uno dei pilastri intorno ai quali ruota la sfida tecnologica continentale. Non si tratta soltanto di una questione di sicurezza informatica, ma di un aspetto strategico per l’autodeterminazione dell’Unione Europea nella gestione di dati, infrastrutture e piattaforme digitali.

Un investimento necessario

Secondo i dati illustrati a Davos, il 60% delle aziende europee prevede di aumentare i propri investimenti specifici sulla sovranità digitale nei prossimi anni. Questo comporta:

* Investimenti in data center e sistemi cloud europei. * Sviluppo di standard tecnologici condivisi. * Politiche di protezione dei dati ispirate al Regolamento GDPR. * Incentivi per la creazione di piattaforme AI europee indipendenti dai grandi colossi tecnologici extra-UE.

L’impatto sulla competitività

Garantirsi una sovranità digitale è sinonimo di maggiore libertà nelle scelte industriali e strategiche:

* Riduzione della dipendenza tecnologica da imprese straniere. * Maggiore capacità di difendere la privacy e la sicurezza degli utenti europei. * Sviluppo di soluzioni AI basate su valori, principi e regole condivise all’interno del mercato unico.

La visione di Mauro Macchi (Accenture) al Forum economico mondiale di Davos

_Mauro Macchi, Ceo EMEA di Accenture_, è stato uno dei principali portavoce della necessità di collaborazione tra Paesi europei sull’intelligenza artificiale durante il Forum economico mondiale di Davos 2026. Nel suo intervento, Macchi ha sottolineato l’urgenza di una strategia federata che miri a:

* Sostenere la crescita degli investimenti IA nelle imprese europee. * Abbattere le barriere normative e tecnologiche tra Stati membri. * Favorire la creazione di un ecosistema di innovazione AI autenticamente europeo.

Secondo Macchi, “_solo attraverso una forte coesione tra le nazioni europee sarà possibile vincere le grandi sfide tecnologiche globali_”, preservando tanto la competitività europea intelligenza artificiale quanto la propria indipendenza e sicurezza digitale.

La necessità di un approccio federato e collaborativo in Europa

La collaborazione tra Paesi europei in intelligenza artificiale non è più soltanto un’opzione, ma un’urgenza strategica. La rapidità del progresso tecnologico negli Stati Uniti e in alcune regioni del continente asiatico impone all’UE una risposta coordinata e ambiziosa.

I vantaggi di un approccio federato

* Pooling di risorse finanziarie e competenze tra Stati membri. * Creazione di piattaforme comuni per la ricerca e lo sviluppo in IA. * Maggiore potere negoziale nei confronti delle Big Tech globali. * Armonizzazione delle politiche di investimento, accesso ai dati e regolamentazione.

L’importanza delle sinergie intersettoriali

Perché la strategia IA imprese europee sia vincente, occorre valorizzare le diverse eccellenze dei Paesi membri:

* Germania: leadership nella manifattura avanzata e automazione. * Francia: grande tradizione accademica ed eccellenza nei settori energetici e dei trasporti. * Italia: PMI innovative, design, turismo e filiera agroalimentare.

Solo integrando le specificità produttive e culturali dei vari paesi si potranno raggiungere risultati significativi e sostenibili.

Strategie per colmare il divario tra grandi aziende e PMI

La disparità nell’adozione dell’IA tra grandi aziende e PMI deve essere affrontata alla radice, adottando strategie mirate e orientate all’inclusione.

Possibili soluzioni operative

1. Finanziamenti a fondo perduto e incentivi fiscali per l’adozione IA nelle PMI. 2. Piattaforme di formazione congiunta e programmi di mentorship tra le grandi aziende e le realtà più piccole. 3. Sviluppo di ecosistemi locali e poli di innovazione pubblici-privati che facilitino il trasferimento tecnologico. 4. Strumenti digitali accessibili e modulari (es. soluzioni IA plug-and-play, cloud-based, open source) pensati su misura per le PMI.

Il ruolo delle policy europee

Un intervento efficace deve essere guidato anche dalle istituzioni dell’UE, tramite:

* Programmi di finanziamento mirati (come Horizon Europe). * Quadro regolatorio chiaro e armonizzato che favorisca la collaborazione tra Stati. * Iniziative di matchmaking tra startup IA e imprese consolidate.

Prospettive future: investimenti, competitività e innovazione entro il 2026

Guardando ai prossimi anni, il panorama europeo dell’IA è destinato a evolversi ulteriormente. Gli osservatori stimano che entro il 2026 il volume degli investimenti IA delle imprese europee raggiungerà livelli record, rendendo il Vecchio Continente un potenziale laboratorio di eccellenza globale per tecnologie responsabili, sostenibili ed eticamente orientate.

Fattori abilitanti per il futuro

* Crescita delle collaborazioni tra pubblico, privato e mondo accademico. * Adozione di principi etici e trasparenti nello sviluppo delle IA europee. * Potenziamento delle infrastrutture digitali e dei sistemi cloud sovrani. * Attenzione costante alla sovranità digitale europea e alla tutela dei dati.

Il ruolo chiave del Forum economico mondiale di Davos

Eventi come il Forum economico mondiale Davos IA rappresentano piattaforme irrinunciabili per facilitare il dialogo tra leader istituzionali e imprenditoriali, accelerare la definizione di strategie comuni e promuovere una visione condivisa del ruolo dell’Europa nell’economia tecnologica globale.

Sintesi finale

Il messaggio lanciato da Mauro Macchi di Accenture a Davos è chiaro: la competitività europea nell’intelligenza artificiale dipenderà dalla capacità dei Paesi membri di fare fronte comune, costruendo politiche federate e promuovendo uno sviluppo inclusivo e sostenibile delle tecnologie digitali. L’Europa si trova oggi a un bivio cruciale: o saprà cooperare, abbattendo barriere e sostenendo l’innovazione diffusa, oppure rischierà di perdere il passo nella corsa globale all’IA, mettendo a repentaglio la propria sovranità digitale e il futuro delle sue PMI, colonne portanti del sistema economico continentale.

La sfida è ancora aperta, ma le opportunità non mancano: con investimenti mirati, sinergie trasversali e strategie comuni, l’Unione Europea può certamente giocare un ruolo da protagonista nel disegno del futuro dell’intelligenza artificiale.

Pubblicato il: 24 gennaio 2026 alle ore 13:18