L'Assemblea nazionale unitaria di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ha varato il 28 settembre a Roma la piattaforma per il rinnovo CCNL terziario, distribuzione e servizi: oltre 3 milioni di lavoratori interessati, scadenza fissata al 31 marzo 2027. La richiesta economica centrale è un aumento di 220 euro mensili a regime sul parametro medio del settore, da costruire in un tavolo che partirà con tre controparti distinte.
Un tavolo con tre controparti e un calendario stretto
La piattaforma unica è stata approvata dopo oltre 4.000 assemblee nei luoghi di lavoro e condivisa dai circa 1.500 delegati riuniti all'Auditorium della Conciliazione a Roma. Il testo è stato trasmesso entro il 30 settembre a Confcommercio, Confesercenti e Federdistribuzione: tre associazioni datoriali che storicamente negoziano separatamente, con tempi e priorità diverse. I sindacati puntano a chiudere il negoziato prima della scadenza, lavorando in parallelo sui tre contratti che fotografano il settore.
Oltre all'aumento salariale, il documento prevede l'innalzamento degli orari minimi, la priorità al passaggio a tempo pieno, la stabilizzazione dei contratti a termine e in somministrazione e nuove regole sulla gestione contrattuale di digitalizzazione e intelligenza artificiale. Il perimetro di applicazione resta ampio: dalla grande distribuzione ai piccoli negozi, dai pubblici esercizi al turismo, fino ai servizi di cura e trasporto. La platea include molti part time involontari, soprattutto donne, che da anni chiedono il consolidamento delle ore supplementari.
220 euro richiesti contro 240 ottenuti nel 2024: il peso dell'inflazione
La richiesta di 220 euro va letta accanto al rinnovo firmato il 22 marzo 2024, che aveva riconosciuto 240 euro a regime sul IV livello (parametro di riferimento del settore), spalmati in cinque tranche fino al febbraio 2027: 70 euro ad aprile 2024, 30 a marzo 2025, 35 a novembre 2025, 35 a novembre 2026 e 40 a febbraio 2027, oltre a 350 euro di una tantum già liquidati in due rate nel 2024 e 2025.
In mezzo, l'indice nazionale dei prezzi al consumo di settembre 2026 certifica un'inflazione del +1,0% nel 2024, +1,5% nel 2025 e un'acquisita del +3,1% a settembre 2026, con un picco del +4,2% su base annua: cumulato, il potere d'acquisto si è eroso di circa il 5,7% in meno di tre anni.
Sul minimo tabellare attuale del IV livello, 1.783,75 euro lordi dal 1° novembre 2025, i 220 euro richiesti corrispondono a un incremento del 12,3%: in busta paga, al netto di contributi previdenziali e Irpef, si traducono in circa 140 euro netti mensili. L'aumento del 2024 ha coperto l'inflazione pregressa accumulata durante la pandemia e la crisi energetica, ma non quella attuale, trainata ancora dagli energetici. La piattaforma punta a chiudere questo gap prima che si allarghi, portando a casa un recupero reale, non nominale. Il confronto con il rinnovo CCNL scuola e gli aumenti per fascia dei docenti rende l'idea: anche nel pubblico impiego gli aumenti sono stati diluiti su più anni, con un recupero solo parziale rispetto all'inflazione del triennio.
Welfare, domeniche e orari minimi: cosa cambia per chi lavora in negozio
Accanto al capitolo retributivo, la piattaforma rivendica l'aumento delle maggiorazioni per festivi e lavoro notturno e la limitazione del lavoro domenicale, da sempre terreno di scontro nella grande distribuzione. Sul fronte dei precari, i sindacati chiedono il passaggio automatico ai contratti a tempo indeterminato per chi supera una certa anzianità e il consolidamento delle ore supplementari nel part time, un nodo che riguarda in particolare addette alle casse e personale di vendita.
Il welfare contrattuale verrebbe esteso alla sanità integrativa, fisica e mentale, non solo per i lavoratori ma anche per i familiari diretti, con un rafforzamento dei fondi bilaterali di assistenza. Il testo contiene inoltre un capitolo esplicito contro discriminazioni e molestie e un intervento sulle tutele nelle filiere in appalto e franchising, ambiti dove le disparità retributive sono più marcate. L'impianto del nuovo CCNL terziario introdurrebbe, infine, clausole di informazione e consultazione sui sistemi algoritmici, sulla scia di quanto il governo sta sperimentando con il patto Calderone-Asstel sul rilancio del Siisl per l'incontro domanda-offerta.
Il primo tavolo ufficiale con Confcommercio è atteso nelle prossime settimane. La vera prova sarà verificare se le controparti accetteranno di discutere i 220 euro come cifra di partenza o se, come già accaduto nel 2024, l'intesa verrà costruita su una base più bassa diluita in più tranche. Nel frattempo prosegue la settimana calda dei concorsi pubblici, che tocca anche il perimetro del lavoro pubblico contrattualizzato.