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Strage di Amendolara: La ministra Calderone convoca un vertice istituzionale a Reggio Calabria

Calderone, Occhiuto, prefetti e Carabinieri al tavolo del 5 giugno. Cosa prevede già la legge 187/2024 per i braccianti che denunciano sfruttamento.

Venerdì 5 giugno dalle ore 14, presso l'Ispettorato d'Area Metropolitana di Reggio Calabria, in via Monsignor Antonio Lanza 11, il Ministero del Lavoro convoca un vertice istituzionale sul contrasto al caporalato in agricoltura. L'incontro arriva a poche settimane dalla strage dei braccianti di Amendolara, nel Cosentino. Il Ministro Marina Calderone lo ha presentato come occasione per coordinare vigilanza, prevenzione e tutela e per fissare un calendario condiviso di interventi sul territorio reggino e cosentino. Per chi denuncia sfruttamento due strumenti sono già operativi grazie alla legge n. 187/2024.

Chi siede al tavolo di Reggio Calabria

Al tavolo partecipano il Ministro del Lavoro Marina Calderone, il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e gli assessori regionali Giovanni Calabrese (Lavoro) e Gianluca Gallo (Agricoltura). Sono attesi il Generale Antonio Bandiera, Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, e i Prefetti Clara Vaccaro (Reggio Calabria) e Rosa Maria Padovano (Cosenza). Presenti anche il Direttore dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro Danilo Papa, il Direttore dell'Ispettorato d'Area Metropolitana di Roma Giovanni De Paulis, il Direttore della Direzione vigilanza, lavoro e sicurezza dell'INL Giuseppe Patania e il Direttore ad interim dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Cosenza Massimiliano Mura. A seguire, nella stessa sede, è prevista una conferenza stampa con i vertici istituzionali presenti.

Tutele già operative per chi denuncia sfruttamento

La revisione del Testo Unico Immigrazione introdotta con la legge n. 187/2024 ha rafforzato due tutele specifiche per le vittime di caporalato e sfruttamento lavorativo. La prima è il permesso di soggiorno per «casi speciali», riconosciuto ai lavoratori che collaborano con le autorità di vigilanza e con le Forze dell'ordine nei procedimenti contro lo sfruttamento. La seconda è l'iscrizione al SIISL, il Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa, che dà accesso a percorsi di protezione sociale e di reinserimento nel lavoro regolare. Per la prima volta l'iscrizione al SIISL è collegata in modo strutturale al permesso di soggiorno, riducendo lo scarto temporale tra emersione e nuova collocazione lavorativa. Calderone ha indicato che il vertice servirà a fare il punto sulle attività di vigilanza e a definire nuovi provvedimenti in sinergia con il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, anche sul fronte del coordinamento tra Prefetture, INL e Regione Calabria.

Per i lavoratori nei campi e per chi li assiste, le richieste di permesso speciale e l'accompagnamento al SIISL passano dall'Ispettorato Territoriale del Lavoro e dalle Prefetture competenti, gli stessi presidi rappresentati al vertice del 5 giugno. Il tavolo di Reggio Calabria fissa il punto di partenza operativo per applicare gli strumenti già esistenti sul territorio reggino e cosentino, dove il caporalato resta sotto osservazione costante di Carabinieri e Ispettorato Nazionale del Lavoro nei mesi della raccolta agricola e dei trasferimenti di manodopera stagionale.

Pubblicato il: 3 giugno 2026 alle ore 20:01