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Sicurezza sul lavoro: l'AI avanza nelle grandi, le PMI restano indietro

L'adozione AI nelle imprese italiane raddoppia al 16,4%, ma il divario con le grandi è record: 37 punti. Proprio dove gli infortuni colpiscono di più.

Alla vigilia del 28 aprile, Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro, il convegno di Assidal a Roma ha messo a fuoco un problema concreto: l'AI può migliorare la formazione, ma i dati ISTAT del 2025 mostrano che il divario digitale tra grandi imprese e PMI ha raggiunto i 37 punti percentuali, il massimo storico. E le PMI sono le più esposte agli infortuni.

Il convegno di Assidal a Palazzo Wedekind

Il 27 aprile Assidal, l'Associazione italiana datoriale attività lavorative, ha riunito a Roma, a Palazzo Wedekind, istituzioni e professionisti per discutere di AI e formazione in tema di salute e sicurezza sul lavoro. Al convegno hanno partecipato Pasquale Staropoli, responsabile della segreteria tecnica del Ministero del Lavoro, il direttore generale dell'INAIL Marcello Fiori e altri esperti, tra cui Lorenzo Fantini, già dirigente del Ministero del Lavoro, e Fabrizio Benedetti, coordinatore della Consulenza tecnica salute e sicurezza INAIL.

Al centro del dibattito, l'Accordo Stato-Regioni del 2025, entrato in vigore nel maggio di quell'anno, che ha riconosciuto per la prima volta realtà virtuale e intelligenza artificiale come strumenti validi per la formazione obbligatoria in tema di sicurezza. Un cambiamento che apre scenari concreti: dalla personalizzazione dei percorsi alle simulazioni immersive di scenari di rischio. Saper usare questi strumenti richiede competenze digitali specifiche, sempre più centrali per chi opera in questi settori.

Il gap che cresce: 37 punti tra grandi e PMI

I dati del rapporto ISTAT Imprese e ICT 2025 mostrano un ritmo di crescita disomogeneo. L'adozione dell'AI nelle imprese italiane con almeno 10 addetti è passata dal 5% del 2023 all'8,2% del 2024, fino al 16,4% del 2025: un raddoppio in dodici mesi. L'Italia resta però sotto la media UE, ferma al 20%.

Il problema non è nella crescita aggregata, ma in chi cresce. Il divario nell'adozione tra grandi aziende e PMI si è allargato invece di ridursi: era di circa 20 punti percentuali nel 2023, di 25 nel 2024, è arrivato a 37 punti percentuali nel 2025. Le grandi imprese investono anche sul fronte della sicurezza, come dimostrano le iniziative dei principali gruppi industriali in Italia. Le PMI, con meno risorse e meno personale qualificato, restano distanti.

La causa principale del blocco, per quasi il 60% delle aziende che hanno valutato l'AI senza poi investirci, è la mancanza di competenze adeguate. Non mancano gli strumenti: manca chi sa usarli. Il software svolge un ruolo chiave nella crescita aziendale, ma sfruttarne le potenzialità richiede personale formato.

Costruzioni, manifatturiero, trasporto: dove si muore di più

Nel 2025 l'INAIL ha registrato 1.093 morti sul lavoro complessivi, di cui 798 in occasione di lavoro e 295 durante il tragitto casa-lavoro. I tre settori con più vittime sono le costruzioni (148 decessi), le attività manifatturiere (117) e il trasporto e magazzinaggio (110): insieme coprono il 47% di tutti i decessi in occasione di lavoro. In valori assoluti la Lombardia è la regione con più vittime (164), ma il tasso di incidenza più alto si registra nelle regioni del Centro-Sud.

Sono settori dove le PMI rappresentano la stragrande maggioranza delle imprese e dove il lavoro è spesso manuale, esposto a rischi fisici e svolto in condizioni di alta variabilità operativa. La stessa tipologia di aziende che, secondo i dati ISTAT, ha il tasso più basso di adozione dell'AI. L'Accordo del 2025 ha già creato il quadro normativo per usare AI e realtà virtuale nella formazione obbligatoria: l'ostacolo adesso è organizzativo e di competenze.

L'incidenza degli infortuni mortali supera la media nazionale in sei regioni classificate come zona rossa: Basilicata, Campania, Umbria, Puglia, Sicilia e Marche. Un dato che si sovrappone, in parte, alla mappa delle zone con minor livello di digitalizzazione delle imprese italiane.

Con l'Accordo Stato-Regioni 2025 già in vigore, il quadro normativo c'è. Per le PMI nelle aree più colpite dagli infortuni, portare l'AI nella formazione quotidiana è il passo successivo.

Pubblicato il: 28 aprile 2026 alle ore 07:55