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Ferrari -30% in un anno mentre il mercato BEV europeo cresce del 38%

La Luce parte da 550mila euro, 97mila piu' del prezzo medio Ferrari. Ma il titolo perde 30% in un anno mentre il BEV europeo corre a +37,7%.

Il 26 maggio 2026, il giorno successivo alla presentazione della Ferrari Luce al Quirinale, il titolo del cavallino ha perso l'8,4% a Piazza Affari chiudendo a 291 euro. Una caduta che si somma a un anno disastroso: meno 30% da maggio 2025.

I numeri del tonfo

La perdita di Ferrari non arriva dal nulla. Negli ultimi sei mesi il titolo ha lasciato sul terreno circa il 12%, su base annua il calo tocca il 30%. Intesa Sanpaolo mantiene un target a 400 euro con rating Buy, Equita Sim si ferma a 385 e Barclays a 355 con Overweight: tutti sopra il prezzo attuale, segno che il mercato sta correggendo prima degli analisti.

La Luce, presentata davanti al presidente Mattarella, parte da 550mila euro nella versione base. Sono 97mila euro in piu' rispetto al prezzo medio di vendita Ferrari nel primo trimestre 2026 (453mila euro) e 90mila in piu' della Testarossa, il modello finora piu' caro del listino (460mila). Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente del cavallino, ha parlato apertamente di un brand che si sta distruggendo da solo.

Il paradosso: il mercato BEV cresce, Ferrari no

Mentre il cavallino lascia un terzo del valore in dodici mesi, in Europa le auto elettriche corrono. I dati ACEA sulle immatricolazioni auto UE aprile 2026 mostrano un mercato BEV in crescita del 37,7% mese su mese e una quota salita al 19,7% del totale UE, contro il 15,3% di un anno fa. Sono i numeri di un settore in piena espansione, non di una tecnologia rifiutata dai compratori.

Il dettaglio e' ancora piu' netto se si guardano le altre famiglie tecnologiche: le ibride elettriche hanno toccato il 38,2% del mercato europeo e le plug-in hybrid il 9,6%. Combinati, i veicoli elettrificati superano il 67% delle immatricolazioni UE da inizio anno: diesel e benzina pura insieme valgono ormai meno di un terzo.

La crescita ha tre motori principali, tutti mercati su cui Ferrari conta per il rilancio: Italia +73,1% di immatricolazioni elettriche da gennaio, Francia +48,2%, Germania +41,3%. Proprio dove le BEV vanno meglio, il titolo Ferrari frena. Il problema, secondo gli analisti, e' la valutazione: il cavallino arrivava al lancio del nuovo modello con un rapporto prezzo/utili intorno a 50 volte, un multiplo da big tech piu' che da costruttore automobilistico.

I risultati Ferrari del primo trimestre 2026 depositati alla SEC hanno acceso l'allarme: ricavi a +3% (1,848 miliardi), EBITDA in crescita del 4% (722 milioni), utile netto stabile a 413 milioni. Una crescita a una cifra non sostiene a lungo una valutazione costruita su attese a due cifre. La presentazione della nuova elettrica e' stata il pretesto, non la causa.

Una nicchia da 2.500 auto entro il 2030

Le aspettative di Maranello sul nuovo modello sono modeste: gli analisti finanziari descrivono la prima elettrica come un prodotto di nicchia, destinato a coprire circa l'1% dei volumi totali. L'obiettivo Ferrari per le BEV resta il 20% del mix entro il 2030, cioe' circa 2.500 auto elettriche sulle oltre 13.500 vendute oggi ogni anno.

Un numero contenuto protegge l'esclusivita' ma offre poca leva industriale per giustificare il cambio radicale di linguaggio formale firmato da Jony Ive, ex chief design officer di Apple. Per chi compra a Maranello il valore non e' tecnologico ma artigianale, riconoscibile, scarso. Lo spostamento verso un'estetica consumer-tech apre un terreno dove la concorrenza e' enorme: in Cina, su cui la nuova supercar dovrebbe puntare, BYD e Nio piazzano modelli a prezzi medi cinque volte inferiori.

La sfida industriale non e' banale neanche sui costi: la Luce monta un pacco batterie da 122 kWh con architettura a 800 volt e pesa 2.260 chili, parametri che spostano la fisica della supercar e portano in casa competenze finora delegate ai fornitori. Riconvertire una filiera artigianale verso l'integrazione verticale tipica dei costruttori EV richiede investimenti che non si traducono in margini immediati.

La prossima trimestrale Ferrari e' attesa per agosto. Senza segnali concreti di accelerazione sulla domanda elettrica premium e con la nuova supercar destinata a volumi simbolici, il mercato continuera' a chiedere a Maranello una giustificazione numerica dei multipli di valutazione.

Pubblicato il: 28 maggio 2026 alle ore 15:50