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Sviluppo Lavoro Italia e Generation Italy firmano l'accordo quadro

L'intesa riduce il divario tra competenze dei lavoratori e richieste delle imprese, con focus su NEET e formazione digitale per gli operatori pubblici.

Sviluppo Lavoro Italia e la Fondazione Generation Italy Ets hanno firmato il 27 ottobre a Roma un accordo quadro per allineare la formazione professionale alla rete dei servizi pubblici per il lavoro. L'intesa è stata presentata da Paola Nicastro, presidente e amministratore delegato di Sviluppo Lavoro Italia, società in house del Ministero del Lavoro nata dalla trasformazione di ANPAL Servizi, e da Oscar Pasquali, amministratore delegato di Generation Italy. L'obiettivo è ridurre il disallineamento tra competenze disponibili e profili richiesti dalle aziende, un gap che oggi riguarda circa 1,8 milioni di posizioni di lavoro che le imprese italiane non riescono a coprire.

Gli obiettivi dell'intesa

L'accordo prevede iniziative congiunte su tutto il territorio nazionale, costruite in raccordo con le Regioni e le Province autonome, su tre leve principali: la formazione professionale, l'orientamento e l'accompagnamento al lavoro. L'offerta formativa di Generation Italy, fondazione nata nel 2018 e specializzata nelle professioni digitali con programmi di reskilling che includono un colloquio di lavoro al termine del percorso, verrà integrata nelle opportunità già veicolate dalla rete pubblica dei centri per l'impiego. Il bacino di destinatari include i NEET, le persone con esperienze di disoccupazione lunga, chi arriva da percorsi scolastici interrotti e chi vive in aree con bassa densità di offerte formative, categorie che oggi faticano di più ad accedere al mercato del lavoro.

Competenze digitali e intelligenza artificiale

Un capitolo specifico riguarda le competenze digitali e l'intelligenza artificiale. L'accordo si appoggia alla Scuola nazionale delle politiche attive del Lavoro, prevista dal decreto legislativo 150 del 2015 e presentata ufficialmente il 7 ottobre scorso, non solo per aggiornare i destinatari finali dei percorsi ma anche gli operatori dei centri per l'impiego e degli altri servizi pubblici. In pratica, chi orienta e accompagna le persone verso un impiego riceverà a sua volta formazione su innovazione tecnologica e intelligenza artificiale, un passaggio che finora non era mai entrato in modo esplicito nei protocolli nazionali del settore. La formazione dei formatori diventa parte dell'accordo tanto quanto la formazione dei lavoratori: senza questo tassello, le competenze trasferite rischierebbero di invecchiare prima di arrivare in aula o ai colloqui con le aziende.

'Mettere in relazione formazione, servizi per il lavoro e fabbisogni delle imprese è fondamentale per offrire alle persone opportunità concrete di inserimento e crescita professionale', ha dichiarato Nicastro al momento della firma. La prova dell'accordo arriverà nei prossimi mesi con i protocolli operativi territoriali: senza un calendario pubblico, indicatori sul numero di persone prese in carico e un bilancio verificabile sui tassi di inserimento, l'intesa resta una cornice da riempire con atti concreti delle Regioni e delle Province autonome. Il primo banco di prova sarà la capacità di tradurre il perimetro nazionale in programmi locali misurabili delle politiche attive del lavoro, dove le persone orientate e formate si incontrino davvero con le aziende che oggi dichiarano di non trovare profili.

Pubblicato il: 27 ottobre 2026 alle ore 13:43