Alla Ricerca dell’Eccellenza: Il Ministero dell'Istruzione Promuove le Migliori Pratiche di Formazione del Personale Scolastico
Indice
1. Introduzione e contestualizzazione dell’avviso pubblico 2. Obiettivi della Scuola di Alta Formazione dell’Istruzione 3. Modalità di presentazione delle candidature 4. Il Decreto Ministeriale n. 60 del 13 gennaio 2026 5. I sei macro-criteri di valutazione delle migliori pratiche formative 6. Importanza della formazione del personale scolastico in Italia 7. Le migliori pratiche formative: esempi e casi di successo 8. Ruolo strategico della formazione degli insegnanti nella scuola italiana 9. Dettagli operativi: cosa evitare nelle candidature 10. Valore aggiunto e benefici attesi dall’iniziativa 11. Sintesi e conclusioni
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Introduzione e contestualizzazione dell’avviso pubblico
La formazione del personale scolastico rappresenta una delle principali leve su cui si basa la qualità del sistema educativo italiano. Sotto questa prospettiva, il Ministero dell’Istruzione e del Merito si conferma ancora una volta protagonista attivo nella promozione dell’innovazione e della crescita professionale nelle scuole. Il recente avviso pubblico, pubblicato dalla Scuola di Alta Formazione dell’Istruzione, apre una nuova e importante stagione di valorizzazione delle migliori esperienze di formazione realizzate nei diversi contesti scolastici nazionali.
L’annuncio, sostenuto dal decreto ministeriale n. 60 del 13 gennaio 2026, chiama all’appello tutte le istituzioni scolastiche del Paese ad offrire il proprio contributo nella costruzione di una comunità professionale più preparata, dinamica e consapevole.
Si tratta di un’opportunità inedita per condividere e diffondere le "migliori pratiche formative delle scuole", offrendo così modelli, strumenti e metodologie replicabili o adattabili anche in altri contesti.
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Obiettivi della Scuola di Alta Formazione dell’Istruzione
La promozione della formazione degli insegnanti in Italia e di tutto il personale scolastico è oggi al centro del dibattito nazionale sull’istruzione. Il ruolo della Scuola di Alta Formazione dell’Istruzione (recentemente istituita per coordinare e valorizzare le azioni più innovative e significative nel campo) consiste nell’individuare, mettere in rete e promuovere le migliori pratiche formative delle scuole.
Tale istituzione rappresenta un vero motore di crescita professionale, ponendo l’accento non solo alla selezione delle buone pratiche, ma anche alla loro condivisione e alla valorizzazione attraverso apposite piattaforme e strumenti di formazione continua.
Finalità principali:
* Diffondere approcci pedagogici innovativi * Sostenere la qualità e la continuità della formazione del personale * Favorire la crescita professionale di insegnanti e ATA * Generare una comunità educativa fondata sulla collaborazione e lo scambio di esperienze
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Modalità di presentazione delle candidature
La partecipazione all’iniziativa è riservata alle scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado. Le scuole interessate potranno presentare le proprie candidature fino al 18 febbraio 2026, attraverso l’invio della documentazione richiesta esclusivamente via PEC all’indirizzo safi@postacert.istruzione.it.
Va sottolineato che tutte le proposte incomplete saranno escluse dalla valutazione, pertanto è essenziale attenersi scrupolosamente a quanto richiesto nell’avviso.
Passaggi fondamentali:
1. Redigere una dettagliata relazione sull’esperienza formativa proposta 2. Allegare i materiali didattici, multimediali o informativi ritenuti utili 3. Trasmettere il tutto tramite posta elettronica certificata (PEC) 4. Rispetta la scadenza del 18 febbraio 2026 senza deroghe né proroghe
L’obiettivo è garantire un processo di selezione trasparente, oggettivo e di qualità, come richiesto dall’avviso pubblico formazione scuola.
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Il Decreto Ministeriale n. 60 del 13 gennaio 2026
La pubblicazione del decreto ministero istruzione 60 2026 costituisce il quadro normativo su cui si fonda l’avviso. Questo provvedimento stabilisce:
* i destinatari dell'iniziativa (tutte le scuole italiane), * l’importanza dei criteri di selezione, * la procedura di invio e di valutazione delle candidature, * le tempistiche molto rigorose.
Il decreto esplicita inoltre la funzione dell’Avviso come leva per la promozione di una formazione sistemica e permanente del personale scolastico, intesa non solo come aggiornamento delle competenze ma anche come co-progettazione di nuove modalità formative partecipate.
La chiarezza e la precisione dei riferimenti normativi contenuti nel decreto n. 60 costituiscono una solida assicurazione di trasparenza e affidabilità dell’intero processo.
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I sei macro-criteri di valutazione delle migliori pratiche formative
Un elemento qualificante dell’avviso è l’enunciazione di sei macro-criteri che guideranno la valutazione delle esperienze formative presentate. Questa attenzione alla trasparenza e all’oggettività contribuisce a fornire linee guida chiare alle scuole che intendono partecipare.
I criteri, pur non divulgati nel dettaglio tecnico nell’avviso, tipicamente comprendono:
1. Rilevanza e innovatività: qualità delle attività formative proposte, capacità di risposta ai bisogni emergenti e innovazione metodologica. 2. Impatto misurabile: capacità di produrre risultati concreti e valutabili sul personale scolastico e sugli studenti. 3. Sostenibilità e replicabilità: possibilità di trasferire l'esperienza in altri contesti scolastici. 4. Coinvolgimento degli operatori: livello di partecipazione del personale scolastico, studenti e comunità educante. 5. Documentazione e monitoraggio: attenzione alla rendicontazione dettagliata delle attività e agli strumenti di monitoraggio adottati. 6. Valorizzazione delle reti: collaborazione tra scuole, enti, università e altre agenzie formative sul territorio.
Questi criteri di valutazione pratiche formative rappresentano un riferimento strategico per individuare i progetti realmente innovativi e significativi.
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Importanza della formazione del personale scolastico in Italia
La formazione del personale scolastico è una condizione imprescindibile per garantire qualità ed efficacia nell’offerta educativa. In un contesto caratterizzato da rapidi mutamenti sociali, culturali e tecnologici, investire sulla professionalità degli insegnanti e degli operatori della scuola è la chiave per promuovere competenze trasversali, spirito critico e cittadinanza attiva.
Perché la formazione è prioritaria?
* Supporta lo sviluppo personale e professionale degli operatori scolastici * Introduce le innovazioni didattiche nelle aule * Riduce il rischio di obsolescenza delle competenze * Migliora la qualità dell’interazione educativa * Consolida la coesione del network scolastico nazionale
L’Italia, pur con i noti limiti di investimenti rispetto ad altri paesi OCSE, sta cercando di colmare questo divario proprio grazie a interventi come quello proposto dal Ministero.
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Le migliori pratiche formative: esempi e casi di successo
Esistono già molteplici esperienze formative scuole italiane che hanno mostrato risultati eccellenti. Esempi includono:
* Laboratori didattici interdisciplinari: percorsi formativi che integrano scienze, lingue, educazione civica e digitale. * Formazione blended e digitale: uso di piattaforme online per aggiornare le competenze e favorire la partecipazione a distanza. * Progetti di peer education e mentoring: insegnanti senior che formano i colleghi più giovani, trasmettendo metodologie e buone pratiche. * Corsi sull’inclusione e la gestione della diversità: pratiche inclusive per l’integrazione di studenti con bisogni educativi speciali.
Questi progetti spesso nascono da esigenze concrete delle scuole e rappresentano la punta di diamante di un movimento di innovazione latente nel sistema.
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Ruolo strategico della formazione degli insegnanti nella scuola italiana
La formazione degli insegnanti Italia è strategica non solo per la crescita personale del singolo docente, ma anche per la capacità del sistema di reagire alle sfide globali. Dai cambiamenti normativi (come la transizione digitale e l’introduzione del nuovo curriculum di educazione civica) alle esigenze di inclusività e accoglienza, la scuola è chiamata oggi a rispondere con prontezza, professionalità e spirito critico.
Temi chiave nella formazione odierna:
* Nuove tecnologie e didattica digitale integrata * Educazione alle competenze trasversali e soft skills * Prevenzione del disagio e attenzione al benessere psicofisico * Sostenibilità, cittadinanza attiva e responsabilità sociale
Il Ministero, con il presente avviso, dimostra quindi di perseguire uno sviluppo coerente, sistematico e orientato ai bisogni reali della scuola.
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Dettagli operativi: cosa evitare nelle candidature
Dall’avviso emerge chiaramente un monito: le candidature incomplete saranno escluse. Per questo è fondamentale che le scuole seguano alcune regole basilari:
* Non tralasciare alcuna sezione della documentazione richiesta * Allegare tutte le eventuali evidenze (video, foto, report) * Assicurare che la relazione descriva chiaramente processi, obiettivi e risultati * Utilizzare solo la PEC ufficiale indicata per l’invio
Il rischio di esclusione è reale e rappresenta un limite invalicabile se non si rispettano le direttive ministeriali.
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Valore aggiunto e benefici attesi dall’iniziativa
L’iniziativa porterà benefici concreti a diversi livelli:
* Alle scuole partecipanti: visibilità nazionale, possibilità di essere modello per altre realtà e occasione di valorizzazione dell’impegno dei propri docenti. * All’intero sistema scolastico: accesso a repertori di pratiche efficaci da disseminare e replicare. * Al Ministero: raccolta di dati utili per orientare future politiche formative. * Agli studenti: una scuola più attenta, inclusiva e innovativa.
Questo progetto permette così di rispondere alle esigenze di invio candidatura formazione scuola in modo mirato e profilato, favorendo l’innalzamento del livello qualitativo complessivo del sistema istruzione italiano.
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Sintesi e conclusioni
Nel quadro del decreto ministero istruzione 60 2026, l’avviso per la raccolta delle migliori pratiche formative scuole mostra una strategia lungimirante del nostro Ministero, che guarda alla formazione come leva di innovazione e coesione.
Le scuole sono chiamate a raccogliere la sfida, presentando candidature documentate, innovative ed esaustive entro il 18 febbraio prossimo. La trasparenza assicurata dai sei macro-criteri di valutazione e la prospettiva di valorizzazione delle buone pratiche consentiranno di costruire un patrimonio condiviso di conoscenze e competenze utili a tutto il Paese.
Tale approccio rappresenta non solo una semplice selezione delle esperienze formative, ma una vera e propria chiamata ad essere parte attiva nell’innalzare la qualità della scuola pubblica italiana.
In conclusione, l’invito alle scuole italiane è quello di partecipare attivamente, valorizzando l’impegno quotidiano e rendendo visibile le eccellenze spesso nascoste tra le mura scolastiche.
Le opportunità offerte dall'avviso pubblico formazione scuola possono segnare un passo importante verso una professionalità dell’intero personale più competente, aggiornato e consapevole.