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Studiare un anno all'estero alle superiori: l'analisi di Astudy International

Un sondaggio su 840 studenti mostra che un anno all'estero alle superiori non penalizza i voti: 8 su 10 mantengono o migliorano la media scolastica.

Il 73% degli studenti italiani che fa un anno all'estero alle superiori consegue un voto superiore a 80/100 alla Maturità. Lo rileva il sondaggio "Un anno all'estero... e dopo?", condotto da Astudy international education su 840 studenti delle scuole secondarie di secondo grado che hanno preso parte a programmi Exchange tra il 2016 e il 2025. L'obiettivo dell'indagine era misurare l'impatto di queste esperienze sul rendimento scolastico, sulle competenze e sulle scelte successive.

Il rendimento scolastico al rientro: i numeri

La preoccupazione più diffusa tra le famiglie riguarda i voti al ritorno. I dati del sondaggio ridimensionano il problema: più di 8 studenti su 10 non subisce alcun peggioramento della media scolastica. In dettaglio, il 51,7% mantiene invariati i propri voti e il 30,2% li migliora. Solo il 18% registra un calo, che il sondaggio riconduce alla fase iniziale di riadattamento e non a un deterioramento strutturale del rendimento.

I risultati alla Maturità completano il quadro. Circa il 73% degli exchange students consegue un voto superiore a 80/100, con punte di eccellenza (100 e 100 con lode) che superano il 22%. Il dato è rilevante soprattutto per le famiglie che temono di perdere terreno nella valutazione finale del percorso scolastico.

Il rientro richiede comunque un recupero didattico. Il 40,8% degli studenti deve colmare il gap in 4-6 materie, il 35,4% in 1-3, mentre circa 1 su 4 deve recuperarne più di 6. Nonostante il carico, l'80% degli studenti valuta il reinserimento in classe come positivo o in linea con le aspettative, con un buon recupero del rapporto con compagni e docenti.

Lingua, competenze e scelte post-superiori

Sul piano linguistico, il 90% degli studenti si colloca tra 8 e 10 su 10 nella lingua usata durante l'exchange. Non si tratta solo di una competenza tecnica: secondo i dati, la padronanza linguistica è il fattore che consente di muoversi, studiare e lavorare in contesti internazionali con naturalezza.

L'81,5% degli intervistati considera le competenze trasversali acquisite, tra cui comunicazione, adattabilità e gestione delle responsabilità, come determinanti per la propria carriera professionale. Le scelte universitarie riflettono l'apertura maturata: il 69% si iscrive all'università in Italia, mentre oltre il 30% punta sull'estero o pianifica esperienze future come l'Erasmus o un master internazionale.

Le facoltà più scelte sono quelle politico-economiche (27,6%), linguistico-umanistiche (17,4%), medico-farmaceutiche (13,8%) e ingegneristiche (12,2%). Per le destinazioni, gli Stati Uniti guidano con il 46,3% delle preferenze, seguiti da Regno Unito (12,8%), Canada (11,6%) e Irlanda (9,4%). Il 62% degli studenti sceglie la durata dell'intero anno scolastico, il 34,2% un semestre. Crescono le mete meno convenzionali come Nuova Zelanda e Costa Rica.

Per le famiglie che valutano un programma Exchange, i dati del sondaggio indicano che i timori sul rendimento scolastico risultano, nella maggior parte dei casi, infondati. Pianificare la candidatura con ampio anticipo rispetto all'anno scolastico di partenza consente di selezionare destinazione, durata e struttura di supporto più adatte alle esigenze dello studente.

Pubblicato il: 17 maggio 2026 alle ore 13:17