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Save the Children: più fondi in manovra contro la violenza di genere

Save the Children chiede di inserire nella manovra fondi strutturali per il contrasto alla violenza. Valutazione Milano-Bicocca: 87,2% soddisfatte.

Save the Children ha chiesto il 27 ottobre di inserire nella prossima legge di bilancio fondi strutturali per il contrasto alla violenza di genere, domestica e assistita. La richiesta è arrivata a Roma, nella sala conferenze Emanuele Crestini dell'ISMA, durante la presentazione della valutazione d'impatto del progetto Ad Ali Spiegate. L'analisi è stata realizzata dal Centro Dipartimentale ADV, Against Domestic Violence, dell'Università di Milano-Bicocca e misura gli effetti dell'intervento su 149 nuclei familiari seguiti nel biennio 2024-2025.

Secondo i dati citati nel rapporto, in Italia il 31,9% delle donne tra i 16 e i 75 anni, circa 6 milioni e 400 mila persone, ha subito almeno un episodio di violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Tra chi ha o ha avuto un partner, il 12,6% ha subito violenza all'interno della coppia. La violenza psicologica tocca il 17,9% dei casi, quella economica il 6,6%.

I numeri della valutazione

La ricerca ha esaminato 248 doti economiche erogate tra il 2024 e il 2025 a 149 nuclei familiari, per un totale di 316 minori ospiti di Centri Antiviolenza e Case Rifugio. Oltre la metà delle risorse è andata a interventi per i figli: il 69% nel 2024 e il 65% nel 2025. Le doti di autonomia, destinate ad affitto, formazione professionale e servizi per l'infanzia, pesano per il 22% nel 2024 e il 20% nel 2025. I contributi dedicati congiuntamente a madre e bambino salgono dal 9% al 15% in un anno.

L'87,2% delle donne intervistate si dichiara pienamente soddisfatta del sostegno ricevuto, sia per la componente materiale ed economica sia per la personalizzazione dell'intervento sui bisogni specifici del nucleo. La valutazione segnala impatti incrociati: le attività rivolte ai minori producono effetti positivi anche sul benessere della madre, mentre le doti di autonomia lavorativa o abitativa ricadono sulla stabilità e sulla serenità dei figli. Gli strumenti, derivati dall'esperienza di Save the Children nel contrasto alla povertà educativa, incidono anche sulla capacità progettuale delle beneficiarie.

La richiesta sulla manovra

«Le metodologie e gli strumenti che si dimostrano efficaci devono poter diventare parte integrante delle politiche pubbliche, superando la logica dei singoli interventi», ha detto Elena Gentili, responsabile Advocacy e Policy di Save the Children. L'organizzazione chiede che la prossima legge di bilancio avvii un percorso di finanziamento strutturale e continuativo per i percorsi di protezione e fuoriuscita, non più legato a singoli progetti pilota.

All'incontro hanno preso parte la presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio Martina Semenzato, in collegamento video, le vicepresidenti Elena Leonardi e Cecilia D'Elia, la responsabile dell'ufficio per le politiche contro la violenza del Dipartimento per le Pari Opportunità Rossana Fabrizio e l'avvocata Silvia Lorenzino di Svolta Donna ODV. La prossima manovra sarà il primo banco di prova per capire se i risultati del progetto saranno recepiti dalla politica di bilancio.

Pubblicato il: 27 ottobre 2026 alle ore 13:04