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Riforma della legge cinema, FdI punta al consenso tra tutti i gruppi

FdI apre al dialogo con opposizione e maggioranza per riformare la legge cinema Franceschini del 2016: già 40 audizioni, nodo commissioni di valutazione.

La commissione Cultura della Camera lavora a un testo unificato della riforma cinema con l'obiettivo di raccogliere il consenso di tutti i gruppi politici. Lo dichiarano il 5 maggio Federico Mollicone, presidente della commissione e primo firmatario della proposta di Fratelli d'Italia, il relatore Gimmi Cangiano e il capogruppo Alessandro Amorese, in una nota che allinea il partito alla posizione espressa dal ministro della Cultura Alessandro Giuli: il confronto sulle leggi del settore cinema e audiovisivo deve svolgersi con la massima centralità del Parlamento, escludendo interventi per via puramente amministrativa.

Quattro proposte abbinate e oltre 40 audizioni

La Commissione VII della Camera ha già abbinato quattro proposte di legge di riforma: quella di Mollicone (FdI), insieme alle iniziative di Elly Schlein (PD), Gaetano Amato (M5S) e Valentina Grippo (Azione). Il percorso ha alle spalle un lungo ciclo di audizioni che ha coinvolto più di 40 soggetti tra operatori del settore audiovisivo, associazioni di categoria e professionisti del cinema. FdI assicura che le istanze di tutti i gruppi politici e delle categorie ascoltate saranno salvaguardate nel testo finale. Le proposte di PD e M5S puntano alla creazione di un'agenzia indipendente dal Ministero sul modello francese, con poteri propri di gestione dei fondi; la proposta di FdI opta per una legge delega che rimetta al governo i criteri operativi della riforma, lasciando al Parlamento la definizione degli indirizzi generali. Un Comitato ristretto nominato dalla commissione è ora incaricato di formulare il testo base.

Il nodo delle commissioni di valutazione nella legge Franceschini

Il punto tecnico più dibattuto riguarda le commissioni di valutazione previste dalla legge cinema n. 220 del 14 novembre 2016 - Gazzetta Ufficiale, in vigore da dieci anni e nota come legge Franceschini. Queste commissioni, composte da esperti designati dal Ministero della Cultura, decidono quali film e produzioni audiovisive accedono ai finanziamenti statali: il meccanismo attuale di selezione dei loro componenti è contestato per la mancanza di procedure comparative pubbliche e criteri di nomina trasparenti. FdI rivendica di essere stato il primo gruppo a proporre formalmente il superamento di questo sistema, includendo il punto già nella propria proposta di legge delega. Nei mesi precedenti il Ministero aveva già convocato riunioni urgenti sul tema delle commissioni, sotto la guida della sottosegretaria Lucia Borgonzoni. Qualunque testo unificato dovrà fare sintesi su questo nodo: è il punto su cui le posizioni delle diverse forze politiche restano più distanti.

Il percorso verso un testo base condiviso è ancora aperto e la calendarizzazione definitiva non è stata fissata. FdI si dichiara disponibile al confronto con l'opposizione per costruire un consenso che vada oltre la sola coalizione di governo: un obiettivo inusuale per riforme settoriali, reso possibile dalla convergenza delle critiche alla legge Franceschini che attraversa trasversalmente diversi gruppi politici.

Pubblicato il: 5 maggio 2026 alle ore 13:34