{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Nuovo decreto Sicurezza: cosa prevede la bozza su baby gang, manifestazioni e immigrazione

Il nuovo decreto Sicurezza, ancora in bozza, introduce misure più severe su violenza giovanile, manifestazioni e immigrazione, con maggiori poteri a prefetti e forze dell’ordine. Il testo prevede interventi su baby gang, zone rosse, espulsioni più rapide, videosorveglianza e tutela dei giornalisti, ed è atteso al vaglio del Consiglio dei Ministri.

Sommario

* Il pacchetto sicurezza presentato dal ministro Piantedosi * Due provvedimenti in arrivo: decreto legge e disegno di legge * Stretta su baby gang, “maranza” e violenza minorile * Zone rosse e più poteri ai prefetti * Pugno duro nelle manifestazioni * Immigrazione, ONG ed espulsioni più rapide * Videosorveglianza, sicurezza urbana e fondi ai Comuni * Tutela per giornalisti e sicurezza nelle stazioni * Cosa succede ora: l’iter verso il Consiglio dei Ministri

Il pacchetto sicurezza presentato dal ministro Piantedosi

Il governo ha messo a punto una nuova bozza di decreto Sicurezza che dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri entro la fine del mese.

L’annuncio è arrivato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha illustrato un pacchetto di misure pensato per rafforzare il controllo dell’ordine pubblico e la prevenzione dei reati.

Il testo, ancora non definitivo, si inserisce in un contesto di forte attenzione politica e mediatica sui temi della sicurezza urbana, della criminalità giovanile e della gestione dei flussi migratori.

Due provvedimenti in arrivo: decreto legge e disegno di legge

Il pacchetto sicurezza si articola in due strumenti distinti.

Da un lato un decreto legge, con disposizioni urgenti per il potenziamento operativo e organizzativo del Viminale e delle forze di polizia.

Dall’altro un disegno di legge composto da circa 40 articoli, dedicato a sicurezza pubblica, immigrazione, protezione internazionale e funzionamento delle forze dell’ordine.

Trattandosi di una bozza, il contenuto potrebbe subire modifiche nel corso dell’iter istituzionale, prima dell’approvazione definitiva.

Stretta su baby gang, “maranza” e violenza minorile

Uno dei capitoli centrali riguarda il contrasto alla violenza giovanile, alle baby gang e ai cosiddetti “maranza”, tornati al centro del dibattito dopo diversi episodi di cronaca.

La bozza prevede l’ampliamento dei casi in cui può essere applicato l’ammonimento del questore nei confronti di minorenni tra i 12 e i 14 anni.

Tra i reati presi in considerazione figurano lesioni personali, rissa, violenza privata e minaccia, soprattutto se commessi con armi o strumenti atti a offendere.

L’obiettivo è intervenire in modo più tempestivo su comportamenti ritenuti segnali di rischio, rafforzando l’azione preventiva.

Il testo introduce anche una responsabilità indiretta dei genitori o dei soggetti tenuti alla sorveglianza, con una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro nel caso in cui non dimostrino di aver fatto il possibile per impedire il comportamento illecito.

La stessa misura è prevista per episodi di atti persecutori e cyberbullismo.

Tra le norme più discusse figura inoltre il divieto di portare e vendere coltelli e armi improprie ai minori, inclusi gli acquisti online, per limitare l’accesso a oggetti potenzialmente pericolosi.

Zone rosse e più poteri ai prefetti

La bozza amplia i poteri dei prefetti, consentendo l’istituzione di zone rosse anche al di fuori delle situazioni eccezionali previste finora.

In aree caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità potrà essere vietata la permanenza e disposto l’allontanamento di soggetti già segnalati all’autorità giudiziaria per determinati reati.

La misura punta a rafforzare la sicurezza urbana in contesti considerati particolarmente critici, come centri cittadini e zone ad alta frequentazione.

Pugno duro nelle manifestazioni

Il pacchetto prevede un inasprimento delle misure di controllo durante le manifestazioni pubbliche.

Tra le ipotesi allo studio ci sono nuove fattispecie di reato per chi non rispetta l’alt delle forze di polizia e l’introduzione del fermo di prevenzione, che consentirebbe di trattenere fino a 12 ore persone ritenute pericolose per il pacifico svolgimento di un evento.

Misure che mirano a prevenire scontri e disordini, ma che aprono anche un dibattito sul bilanciamento tra sicurezza e libertà di manifestazione.

Immigrazione, ONG ed espulsioni più rapide

Ampio spazio è dedicato al tema dell’immigrazione.

La bozza prevede una stretta sui ricongiungimenti familiari, l’esecutività delle espulsioni dopo il foglio di via e nuove regole per le ONG impegnate nei soccorsi in mare.

In caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale, pressione migratoria eccezionale o rischio terroristico, sarebbe possibile disporre l’interdizione temporanea delle acque territoriali e condurre i migranti anche in Paesi terzi con cui l’Italia ha accordi specifici.

Il disegno di legge introduce inoltre nel diritto interno il concetto di Paese terzo sicuro, disciplinando l’inammissibilità della domanda di protezione internazionale e la non sospensione automatica dell’esecutività in caso di ricorso.

Videosorveglianza, sicurezza urbana e fondi ai Comuni

Il pacchetto rifinanzia per il triennio 2025–2028 l’installazione di sistemi di videosorveglianza nell’ambito dei Patti per la sicurezza urbana.

Sono previste integrazioni al Fondo sicurezza urbana e una maggiore flessibilità per i Comuni, che potranno destinare parte delle risorse anche agli straordinari delle polizie locali.

È inoltre prevista la possibilità di finanziare iniziative di sicurezza urbana attraverso altre entrate, come la tassa di soggiorno o i proventi delle contravvenzioni stradali.

Tutela per giornalisti e sicurezza nelle stazioni

Tra le novità figura l’introduzione di una circostanza aggravante per i reati commessi contro giornalisti e direttori di testata durante lo svolgimento delle loro funzioni.

È previsto anche un fondo da 50 milioni di euro per il 2026 destinato a rafforzare la sicurezza nelle stazioni ferroviarie, attraverso accordi tra Ministero dell’Interno, MIT e Gruppo FS e un maggiore accesso delle forze di polizia alle banche dati del traffico ferroviario.

Cosa succede ora: l’iter verso il Consiglio dei Ministri

Il nuovo decreto Sicurezza, ancora in fase di bozza, delinea una strategia di rafforzamento degli strumenti di prevenzione e controllo su criminalità minorile, ordine pubblico e immigrazione.

Il passaggio in Consiglio dei Ministri sarà decisivo per capire se il testo verrà modificato e in che misura.

Il dibattito resta aperto, soprattutto sul rapporto tra sicurezza, diritti individuali e garanzie costituzionali.

Leggi altri approfondimenti su politica, scuola e attualità su Edunews24.it

Pubblicato il: 15 gennaio 2026 alle ore 14:45