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Nuovi decreti Intelligenza Artificiale in Italia: cosa cambia per lavoro e privacy

Il Consiglio dei Ministri approva due decreti attuativi della legge IA: 200 milioni alla scuola, stop al licenziamento solo algoritmico, nuovo reato.

Duecento milioni di euro destinati alla scuola, stop ai licenziamenti decisi unicamente da un algoritmo, nuovo reato per chi non aggiorna le misure di sicurezza nei sistemi di IA ad alto rischio. Sono i contenuti dei due schemi di decreto legislativo che il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare il 10 giugno 2026, primo tassello attuativo della legge 132/2025 e del Regolamento UE 2024/1689 - AI Act.

Scuola: con i nuovi 100 milioni il fondo IA sale a 200

Il pacchetto stanzia 100 milioni di euro per un piano di formazione dei docenti contro l'abuso di social, piattaforme digitali e IA da parte dei minori. La dotazione si somma agli altri 100 milioni previsti dal decreto MIM del 11 novembre 2025 per attuare le Linee guida sull'IA nelle scuole. Il fondo complessivo per portare l'intelligenza artificiale in classe raggiunge così 200 milioni di euro.

Per gli studenti l'IA entra in modo stabile nei programmi del secondo ciclo, nell'educazione civica e nei percorsi STEAM. Per i docenti la formazione su funzionamento dei sistemi, rischi di errore, tutela dei dati e profili etici diventa permanente, con il supporto di comitati tecnico-etici territoriali. L'estensione tocca anche università, AFAM e ITS Academy, con contenuti minimi su uso sicuro, interpretazione degli output e profili giuridici. La pubblica amministrazione attiva percorsi di alfabetizzazione di base, riqualificazione e alta formazione in raccordo con la Scuola Nazionale dell'Amministrazione.

Lavoro: il licenziamento solo algoritmico è nullo

Il secondo asse riguarda i rapporti di lavoro. Assunzioni, licenziamenti, sanzioni disciplinari e modifiche del contratto non possono essere adottate unicamente sulla base di un trattamento automatizzato: la scelta finale resta a una persona fisica con poteri decisionali. Il lavoratore ha diritto, su richiesta, a una motivazione comprensibile della decisione, con indicazione dei parametri principali e dell'incidenza del sistema di IA sul processo.

Il licenziamento adottato in violazione del divieto è nullo. Per le aziende che usano sistemi predittivi su HR la conseguenza è operativa: ogni decisione critica deve passare da un'istruttoria umana documentata e dagli obblighi informativi previsti dalla normativa prima dell'avvio del trattamento. La cornice resta quella dell'AI Act, che vieta opacità, automatizzazione incontrollata e discriminazioni.

Sicurezza, biometria e nuovo reato

I decreti definiscono l'assetto delle autorità competenti per l'AI Act in Italia: AgID come autorità di notifica, ACN come vigilanza di mercato e punto di contatto europeo, Banca d'Italia, CONSOB e IVASS sui sistemi ad alto rischio nel settore finanziario, Garante Privacy per la protezione dei dati personali. Una governance distribuita che mira a evitare sovrapposizioni con il regolatore europeo.

Sul fronte sicurezza pubblica, l'identificazione biometrica remota in tempo reale resta ammessa solo per casi tassativi: prevenzione di minacce gravi, ricerca di persone scomparse, individuazione di vittime di sequestro, tratta o sfruttamento. Serve sempre l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria, con limiti temporali e territoriali stringenti. È vietata la creazione di banche dati biometriche attraverso raccolta indiscriminata dal web.

Cambia anche il codice penale. Il nuovo articolo 437-bis c.p. sanziona l'omessa adozione o l'alterazione delle misure di sicurezza nei sistemi di IA ad alto rischio quando ne derivi un pericolo concreto per la vita, l'incolumità pubblica o la sicurezza dello Stato. La forma colposa scatta solo in presenza di colpa grave, per non criminalizzare ogni errore tecnico. La responsabilità può estendersi anche agli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001, con conseguenze dirette sui modelli organizzativi 231 di chi sviluppa o utilizza sistemi ad alto rischio.

Gli schemi di decreto passano ora al vaglio delle Commissioni parlamentari, della Conferenza delle Regioni e delle Authority competenti. Chi opera nella scuola, nella sanità, nella pubblica amministrazione, nella finanza e nelle professioni regolamentate ha qualche mese per allineare procedure interne, modelli organizzativi e percorsi formativi al nuovo perimetro.

Pubblicato il: 18 giugno 2026 alle ore 08:02