Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha preso parte il 9 maggio 2026 alla cerimonia al Senato per il Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale, ricorrenza istituita con la legge n. 56 del 4 maggio 2007. La data commemora il 48° anniversario dell'uccisione di Aldo Moro.
Prima della cerimonia, il Presidente Mattarella ha deposto una corona di fiori in via Caetani a Roma, dove nel 1978 fu ritrovato il corpo dello statista democristiano. Nell'Aula di Palazzo Madama erano presenti il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il Presidente della Camera Lorenzo Fontana, il Presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso e i ministri Antonio Tajani, Matteo Piantedosi, Giuseppe Valditara e Alessandro Giuli. La cerimonia si è aperta con l'esecuzione dell'Inno nazionale da parte del coro degli studenti del Liceo statale «Alessandro Manzoni» di Latina, ed è proseguita con gli interventi di Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, e dei presidenti La Russa e Fontana. Comunicato del Quirinale sulla cerimonia
Le dichiarazioni del governo
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato: «Non dimenticare è un dovere, per onorare coloro che hanno sacrificato la propria vita per la libertà e per difendere la democrazia ogni giorno». Meloni ha ribadito l'impegno a fare luce sulle «pagine che purtroppo rimangono oscure» della storia nazionale.
Il Ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha sottolineato il ruolo dell'educazione: «La scuola deve essere baluardo dei valori costituzionali e dei principi democratici. Il mio pensiero va a tutti coloro che hanno perso la vita per mano del terrorismo». Nei giorni precedenti la cerimonia, Valditara aveva annunciato il rinnovo del Protocollo di intesa tra il Ministero dell'Istruzione e le associazioni dei familiari delle vittime del terrorismo, con l'obiettivo di portare la memoria direttamente nelle classi.
Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli era presente in Aula durante l'intera cerimonia. Nessuna dichiarazione pubblica diretta di Giuli risulta diffusa per questa giornata, ma il Ministero della Cultura è istituzionalmente coinvolto nella gestione della memoria storica del terrorismo attraverso la rete degli archivi documentali.
Testimonianze delle famiglie e premiazione scuole
In Aula si sono succedute le testimonianze dei familiari di alcune vittime: Susanna Occorsio (figlia del sostituto procuratore Vittorio Occorsio, ucciso da terroristi di Ordine Nuovo a Roma il 10 luglio 1976), Massimo Coco e Gina Dinnella (figlio e nipote del procuratore Francesco Coco, ucciso dalle Brigate Rosse a Genova l'8 giugno 1976), Alberto Capolungo (figlio del carabiniere Pietro Capolungo, vittima della Banda della Uno Bianca a Bologna nel 1991) e Stefania Collavin, moglie di Christian Rossi, una delle nove vittime italiane della strage di Dacca del 1° luglio 2016. La cerimonia si è conclusa con la consegna delle targhe alle tre scuole vincitrici del concorso nazionale «Tracce di Memoria» e con l'esecuzione dell'Inno europeo.