Indice: In breve | La cerimonia del 23 giugno 2026 al Pantheon | Chi era Marc Bloch | Le sei panteonizzazioni del periodo Macron | Le bare simboliche e il rifiuto della famiglia | Il dibattito politico sull'estrema destra | Errori comuni nel raccontare la cerimonia | Domande frequenti
In breve
* Marc Bloch, storico francese ucciso dalla Gestapo il 16 giugno 1944, è entrato al Pantheon di Parigi il 23 giugno 2026.
* È la sesta panteonizzazione decisa da Emmanuel Macron nei suoi due mandati presidenziali.
* Le bare contengono solo oggetti simbolici: le spoglie restano in un villaggio della Creuse per volontà della famiglia.
* La cerimonia ha riacceso il dibattito sulla presenza dell'estrema destra alle commemorazioni repubblicane.
* Bloch è autore della «Strana Sconfitta», scritta nel 1940 dopo l'armistizio con la Germania nazista.
Lo storico francese Marc Bloch è entrato il 23 giugno 2026 nel Pantheon di Parigi, la necropoli civica dove la Francia onora le sue figure più rappresentative. La decisione del presidente Emmanuel Macron arriva a meno di un anno dalle elezioni presidenziali del 2027, in un quadro in cui il Rassemblement National è dato favorito nei sondaggi. La famiglia aveva chiesto formalmente che l'estrema destra fosse esclusa dalle celebrazioni.
La cerimonia del 23 giugno 2026 al Pantheon
La cerimonia si è aperta nella serata del 23 giugno 2026 con l'arrivo delle bare al Pantheon. L'attore Jacques Gamblin ha letto la biografia dello storico, dall'inizio alla fine, nella sua cella nel carcere di Montluc a Lione, nelle ore che precedettero l'esecuzione del 16 giugno 1944.
Macron ha reso omaggio a Bloch come «eroe, membro della Resistenza, intellettuale e repubblicano impegnato, professore di storia e coscienza». Poco dopo le 21 sono stati letti alcuni brani del testamento spirituale di Bloch, redatto nel 1941, prima che le bare dell'intellettuale e di sua moglie Simonne Vidal venissero condotte all'interno del monumento.
Chi era Marc Bloch
Bloch è uno dei principali storici francesi del Novecento. Con Lucien Febvre fondò nel 1929 la rivista «Annales d'histoire économique et sociale», aprendo lo studio della storia all'antropologia, all'economia e alla sociologia. Mobilitato già nella Prima guerra mondiale tra il 1914 e il 1918, chiese di rientrare in servizio nel 1939, allo scoppio del secondo conflitto.
Vittima delle leggi antisemite del regime di Vichy, nel 1943 si diede alla clandestinità a Lione, unendosi al movimento di resistenza Franc-Tireur. Fu arrestato l'8 marzo 1944 e torturato dalla Gestapo. Il 16 giugno 1944 fu giustiziato insieme ad altri prigionieri ai margini di un campo, gridando «Viva la Francia».
Le sei panteonizzazioni del periodo Macron
Marc Bloch è il sesto personaggio storico portato al Pantheon dall'attuale presidente. La lista dei suoi due mandati comprende personalità della Resistenza, della scienza e della cultura francese.
1. Simone Veil, deportata ad Auschwitz, figura politica nota per la battaglia europeista e per la legge sull'aborto. 2. Maurice Genevoix, scrittore e veterano della Prima guerra mondiale. 3. Joséphine Baker, cantante e ballerina nera, agente della Resistenza francese. 4. Missak Manouchian, combattente armeno della Resistenza, rifugiato in Francia. 5. Robert Badinter, ex ministro della Giustizia, artefice dell'abolizione della pena di morte. 6. Marc Bloch, storico, soldato e combattente della Resistenza.
Non è esclusa una settima sepoltura al Pantheon prima della fine del mandato di Macron, nel maggio 2027. Circola una petizione per portare al Pantheon anche Samuel Paty, il professore assassinato nel 2020 da un islamista radicale.
Le bare simboliche e il rifiuto della famiglia
Le bare entrate al Pantheon non contengono i corpi. I discendenti hanno chiesto che le spoglie dello storico continuassero a riposare in un villaggio della Creuse, regione della Francia centrale. Il corpo della moglie Simonne, morta a Lione sotto falso nome nel luglio 1944, non è mai stato ritrovato.
Le bare ospitano oggetti simbolici: medaglie, il testamento spirituale di Bloch del 1941, fotografie e lettere della moglie ai figli, come ha spiegato Suzette Bloch, nipote dello storico. La famiglia ha respinto in una lettera al capo dello Stato qualsiasi «appropriazione comunitaria» di questo ebreo ateo, che «aveva fede in un solo ideale, la Repubblica».
Il dibattito politico sull'estrema destra
Macron ha definito Bloch un «testimone del disastro del 1940» e ne ha sottolineato il legame con la «verità storica» in un momento in cui, ha detto a Le Figaro, il «revisionismo» è «ovunque». La famiglia aveva chiesto l'esclusione dell'estrema destra dalla cerimonia, pur sapendo che alcuni inviti sono previsti dal protocollo. Marine Le Pen, in rappresentanza del Rassemblement National, e l'ex candidata sindaca di Parigi Sarah Knafo hanno annunciato la propria assenza.
Poche ore prima della cerimonia, il presidente del Rassemblement National Jordan Bardella ha reso omaggio sui social a Bloch, citando la sua «implacabile condanna» della «cecità di una parte dell'elite francese» nel 1940. Il leader di La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, ha replicato ricordando il ruolo dei fondatori del partito di Le Pen in quell'epoca. Il pronipote dello storico, Matis Bloch, ha definito il programma dell'estrema destra «completamente contrario» al pensiero del suo avo.
Errori comuni nel raccontare la cerimonia
Confondere il Pantheon parigino con quello romano: il monumento francese non è una chiesa ma una necropoli civica laica, dedicata alle «grandi figure» riconosciute dalla Repubblica con decreto presidenziale.
Pensare che le bare contengano sempre le spoglie: nel caso di Bloch sono vuote per scelta della famiglia, una pratica già adottata in passato quando i parenti hanno preferito mantenere la sepoltura originaria.
Ridurre Bloch alla figura di accademico: prima di morire era già stato soldato in due guerre mondiali, combattente della Resistenza nel movimento Franc-Tireur e perseguitato dalle leggi antisemite di Vichy.
Ignorare la cornice politica: la decisione di portarlo al Pantheon arriva a un anno dalle presidenziali del 2027 e mentre il Rassemblement National è dato favorito nei sondaggi, dettaglio che spiega il dibattito sull'estrema destra.
Domande frequenti
Chi era Marc Bloch?
Uno storico francese tra i fondatori della scuola delle Annales, soldato delle due guerre mondiali e combattente della Resistenza. Vittima delle leggi antisemite, fu arrestato l'8 marzo 1944 e giustiziato dalla Gestapo il 16 giugno dello stesso anno vicino Lione.
Perché Macron lo ha portato al Pantheon?
Macron lo considera un modello intellettuale e un «testimone del disastro del 1940». La scelta è stata presentata come risposta al «revisionismo» storico e arriva a un anno dalle presidenziali del 2027, in cui il Rassemblement National è dato favorito.
Le bare contengono i corpi di Bloch e della moglie?
No. La famiglia ha chiesto che le spoglie dello storico restassero in un villaggio della Creuse. Il corpo della moglie Simonne, morta sotto falso nome a Lione nel luglio 1944, non è mai stato ritrovato. Le bare ospitano medaglie, lettere, fotografie e il testamento spirituale del 1941.
Chi altro è stato sepolto al Pantheon sotto Macron?
Prima di Bloch sono entrati al Pantheon Simone Veil, Maurice Genevoix, Joséphine Baker, Missak Manouchian e Robert Badinter. È la sesta panteonizzazione del periodo Macron, con una possibile settima ancora aperta prima del termine del mandato nel maggio 2027.
La cerimonia del 23 giugno 2026 si chiude lasciando aperti due fronti: il dibattito politico sulla strumentalizzazione della memoria della Resistenza e la possibile prossima panteonizzazione, oggi al centro di una petizione per Samuel Paty. Il consigliere presidenziale interpellato dai media francesi ha rinviato ogni decisione «ai dibattiti in corso nella società odierna».