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La nave Laura Bassi in porto a Trieste, ad accoglierla il ministro dell’istruzione Valditara, ora rotta verso l'Artico

La rompighiaccio italiana OGS torna a Trieste. Tra i record il punto più a sud mai toccato e la carota di ghiaccio più antica dell'Antartide.

Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha visitato il 29 luglio 2026 la nave da ricerca Laura Bassi, ormeggiata nel porto di Trieste. Insieme al presidente dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) Nicola Casagli e ai vertici della Regione Friuli Venezia Giulia, il ministro ha scoperto a bordo una targa dedicata alla prima docente universitaria della storia, da cui la rompighiaccio prende il nome. Valditara ha dedicato la visita ai docenti italiani e ha richiamato la figura di Laura Bassi come esempio di parità nei settori scientifici.

L'unica rompighiaccio italiana per la ricerca polare

La rompighiaccio è oggi l'unica nave italiana in grado di operare in mari polari, sia in Antartide sia in Artico. Acquistata dall'OGS nel 2019 con finanziamento del Ministero dell'Università e della Ricerca, ha una stazza di 4.028 tonnellate, è lunga 80 metri e larga 17, con scafo di classe PC5 categoria A. Il porto di Trieste è la sua base naturale: da qui parte e qui rientra al termine di ogni campagna. Opera al centro del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca, coordinato dal CNR sul piano scientifico e con il supporto dell'ENEA per la logistica delle basi antartiche. La comunità scientifica italiana ed europea la usa come piattaforma condivisa per campagne oceanografiche e geofisiche.

Dai record antartici alla nuova rotta verso l'Artico

Il 31 gennaio 2023 la nave ha raggiunto la latitudine di 78° 44,28' Sud, dentro la Baia delle Balene nel Mare di Ross: è il punto più meridionale mai toccato da un'imbarcazione, stabilito nel corso della 38ª Spedizione PNRA nell'ambito del progetto Bioclever. A marzo 2025 la stessa unità ha completato un'altra missione simbolica: ha trasportato dall'Antartide a Trieste, mantenendo i campioni a -50 °C, le carote di ghiaccio del progetto europeo Beyond EPICA, estratte fino a 2.800 metri di profondità nel plateau di Little Dome C. Quei cilindri conservano informazioni climatiche fino a 1,2 milioni di anni, la serie più lunga mai recuperata dall'archivio glaciale del continente antartico. Ora la rotta guarda a nord: l'OGS ha confermato durante la visita ministeriale che la prossima campagna partirà tra settembre e ottobre 2026, in direzione dei mari artici. La doppia proiezione, artica e antartica, colloca Trieste al centro dell'infrastruttura italiana di ricerca oceanografica sui poli, con implicazioni dirette per il monitoraggio del riscaldamento globale ai due estremi del pianeta. Le fonti primarie sono nel Comunicato OGS sul record della rompighiaccio e nel Comunicato CNR sul progetto Beyond EPICA.

Il calendario delle missioni polari italiane si sposta così su entrambi gli emisferi, con la stessa nave a servizio della comunità scientifica pubblica. La partenza autunnale definirà quanto lo scalo triestino peserà nel monitoraggio climatico artico dei prossimi anni, sulla scia del palmarès scientifico costruito nell'ultimo triennio dall'unica rompighiaccio italiana da ricerca.

Pubblicato il: 29 luglio 2026 alle ore 15:14