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Gemelli, Niguarda, MAXXI: cultura e salute in un accordo ministeriale

Giuli e Schillaci firmano il Protocollo d’intesa per integrare cultura e arte nei percorsi di cura: obiettivo la prescrizione sociale di cultura.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il ministro della Salute Orazio Schillaci hanno firmato il 29 aprile 2026, nella sede del Ministero della Cultura, un Protocollo d’intesa per rafforzare il legame tra cultura e salute nelle politiche di welfare. L’accordo mira a promuovere l’accesso a conoscenza e arti come fattori determinanti per il miglioramento della qualità della vita, contribuendo a delineare una visione più inclusiva dei percorsi di cura. All’incontro erano presenti i Sottosegretari Lucia Borgonzoni, promotrice dell’iniziativa, e Giampiero Cannella.

Le pratiche già attive: dal Gemelli al Niguarda

Il Protocollo richiama esperienze già in corso presso istituti del Ministero della Cultura e strutture sanitarie di primo piano. Il documento cita il Policlinico Universitario Fondazione Agostino Gemelli di Roma e l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano come strutture in cui museoterapia, arteterapia e musicoterapia sono già integrate nei percorsi di cura. Le stesse pratiche, finora sviluppate in modo frammentato, sono al centro dell’accordo.

Tra le iniziative richiamate figura Art4ART, progetto realizzato in collaborazione tra il MAXXI di Roma e il Policlinico Gemelli: un caso concreto di presenza dell’arte contemporanea all’interno di percorsi terapeutici. Il ministro Giuli ha dichiarato che musei, biblioteche e archivi sono “chamati a svolgere un ruolo sempre più centrale nella costruzione di percorsi di cura, contribuendo, attraverso l’arte, al benessere della persona e della comunità”.

Borgonzoni ha precisato che il percorso intrapreso mira a mettere “a sistema esperienze episodiche” per costruire una “politica pubblica, strutturata e condivisa”. L’accesso alla cultura viene definito “un diritto e una risorsa fondamentale per il benessere delle persone e delle comunità”: integrarlo nelle politiche di welfare significa, secondo il Sottosegretario, “costruire una società più equa e inclusiva”.

La prescrizione sociale di cultura: l’obiettivo dichiarato

Il concetto chiave del Protocollo è la prescrizione sociale di cultura: la possibilità che operatori sanitari raccomandino attività culturali come componente di un percorso terapeutico, pratica già sperimentata in alcuni paesi europei. Il Sottosegretario Borgonzoni ha indicato come obiettivo esplicito quello di portare l’Italia “il prima possibile” a questo modello, facendo della cultura non solo un diritto ma una risorsa di cura riconosciuta dal sistema pubblico.

Il ministro Schillaci ha inquadrato il Protocollo nella strategia di umanizzazione delle cure del Servizio Sanitario Nazionale, precisando che l’obiettivo è che le persone che affrontano una malattia “continuino a sentirsi partecipi e protagoniste della vita sociale e culturale, in sintonia con i principi di solidarietà e inclusività” del SSN.

L’accordo non fissa ancora scadenze operative né individua stanziamenti specifici: la firma del 29 aprile 2026 segna l’avvio di una collaborazione interistituzionale tra i due ministeri, che dovrà tradursi in linee guida condivise per l’integrazione dell’offerta culturale nei percorsi di cura. Il comunicato integrale è disponibile sul sito del Ministero della Cultura.

Pubblicato il: 29 aprile 2026 alle ore 19:31