Franzo Grande Stevens: l’avvocato che ha segnato la storia industriale e giuridica italiana
Indice dei contenuti
1. Introduzione: la scomparsa di Franzo Grande Stevens 2. La formazione e gli inizi della carriera 3. Il rapporto con la FIAT e la famiglia Agnelli 4. La difesa nei processi alle Brigate Rosse 5. L’operazione finanziaria del 2003 e il salvataggio della FIAT 6. Settanta anni di diritto: la carriera e il panorama legale 7. Il ruolo pubblico e le influenze nella società torinese 8. Un’eredità giuridica e morale per il diritto italiano 9. Riflessioni sulla sua figura nella storia di Torino e d’Italia 10. Conclusioni: una vita oltre lo studio legale
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1. Introduzione: la scomparsa di Franzo Grande Stevens
Franzo Grande Stevens è morto il 14 giugno 2025 all’età di 96 anni a Torino, lasciando un segno indelebile nella storia del diritto e dell’industria italiana. Figura centrale nella lotta per la sopravvivenza della FIAT, avvocato di riferimento della famiglia Agnelli e protagonista di celebri processi della storia repubblicana, Grande Stevens si è distinto per una carriera lunga e complessa. Il suo nome si lega inevitabilmente a momenti cruciali che hanno cambiato il volto di Torino e del nostro Paese.
2. La formazione e gli inizi della carriera
Franzo Grande Stevens nasce a Napoli nel 1929, ma ben presto la sua vita professionale e personale si intrecciano con quella di Torino. Dopo essersi laureato in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Torino, entra nell’albo degli avvocati nel 1954_, scegliendo fin da subito una strada apparentemente in salita: farsi strada tra i grandi nomi dell’avvocatura torinese. Fu allievo di maestri del diritto, assorbendo tecniche di difesa e strumenti giuridici che saranno la base di una carriera senza precedenti. L’esperienza maturata sin dai primi anni gli permetterà di costruire una _rete di relazioni influenti nel mondo imprenditoriale e finanziario, fondamentale per il suo futuro successo.
3. Il rapporto con la FIAT e la famiglia Agnelli
Non c’è dubbio che una delle pagine più significative della biografia di Franzo Grande Stevens sia quella che lo vede impegnato al fianco della FIAT e della famiglia Agnelli. L’avvocato divenne ben presto il consigliere legale e strategico della famiglia, rappresentando un vero e proprio _guardiano degli interessi Agnelli_. In un periodo in cui le sorti della FIAT interessavano non solo un nucleo ristretto di azionisti, ma tutto il tessuto industriale europeo, Grande Stevens seppe essere la figura di raccordo tra diritto, economia e società.
I suoi incarichi si moltiplicarono: amministratore, presidente e consigliere di amministrazione in diverse società del gruppo. Sopra ogni cosa, fu il protagonista di trattative decisive nei momenti più delicati, tra crisi finanziarie, riorganizzazioni e passaggi generazionali.
4. La difesa nei processi alle Brigate Rosse
Se da un lato l’avvocato era simbolo del _potere industriale torinese_, dall’altro la sua attività lo portò ad abbracciare cause profondamente differenti per natura e contesto. Negli anni Settanta, _Franzo Grande Stevens difese anche i capi delle Brigate Rosse_, protagonisti della stagione più drammatica del terrorismo italiano. Una scelta coraggiosa, dettata dalla ferma convinzione che _il diritto di difesa dovesse essere garantito a tutti_, a prescindere dalle opinioni personali o dalla gravità dei reati contestati.
Questa fase, ancora oggi al centro di riflessioni nei corsi di filosofia del diritto, dimostrò la capacità di Grande Stevens di separare l’obbligo deontologico dalla dimensione ideologica, della quale era sempre stato profondamente rispettoso.
Le polemiche e la difesa del diritto
Fu aspramente criticato da una parte dell’opinione pubblica: alcuni lo accusarono di eccessiva freddezza, altri di voler farsi pubblicità. Tuttavia, gli storici concordano nel definire il suo impegno in quei processi come _un baluardo di civiltà giuridica_: la difesa, per lui, era un dovere costituzionale e uno strumento per rafforzare le istituzioni democratiche.
5. L’operazione finanziaria del 2003 e il salvataggio della FIAT
Uno degli episodi che più hanno segnato la storia della FIAT e, di conseguenza, quella della famiglia Agnelli, è l’operazione finanziaria del 2003. In quell’anno, la società era sull’orlo del collasso. Gli anni ’90 avevano acceso lunghissime crisi e la progressiva globalizzazione metteva a rischio posti di lavoro e interi stabilimenti. Sotto la guida di Franzo Grande Stevens, venne architettata una complessa operazione societaria che portò direttamente al consolidamento delle quote di comando in seno alla Exor, la holding di famiglia.
Struttura dell’operazione
* Creazione di un pacchetto di controllo in grado di limitare l’ingerenza di azionisti esterni * Emissione di strumenti finanziari innovativi per il mercato italiano * Stretta collaborazione con istituti bancari e partner internazionali * Salvaguardia, sopra ogni cosa, dell’italianità della FIAT
Tale intervento permise di evitare la scalata di fondi stranieri e garantì la continuità della guida targata Agnelli. Il successo dell’operazione, raccontato anche sulle colonne dei principali quotidiani economici, fu attribuito alla genialità tecnica di Franzo Grande Stevens e al suo intuito strategico.
6. Settanta anni di diritto: la carriera e il panorama legale
L’iscrizione all’albo nel 1954 segna l’inizio di una _pratica forense durata settant’anni_. In questo arco di tempo, l’avvocato torinese ha rappresentato clienti illustri e ha patrocinato cause di _diritto commerciale_, _societario_, _fallimentare_, oltre ad aver fornito consulenze cruciali a numerosi enti pubblici e privati. La sua reputazione lo ha rapidamente trasformato in _uno degli avvocati più famosi d’Italia_.
Molti suoi ex praticanti e collaboratori oggi sono a loro volta noti avvocati o magistrati. Alcuni insegnano nelle principali università italiane, altri ricoprono ruoli di vertice presso istituzioni pubbliche. Grande Stevens era noto per la precisione estrema_, la _cura del dettaglio e una visione moderna dell’avvocatura, pronta ad adattarsi ai mutamenti della società.
Contributo alla formazione giuridica
_Estremamente attento alla formazione dei giovani_, ha partecipato a conferenze, tenuto seminari e scritto articoli su riviste specializzate. La sua penna aveva il pregio della chiarezza e della sintesi, anche quando si trattava di tematiche complesse come l’evoluzione della governance nelle società di capitale.
7. Il ruolo pubblico e le influenze nella società torinese
Non va trascurata la dimensione pubblica di Grande Stevens. In molti momenti della storia recente di Torino, è stato protagonista o mediatore tra poteri economici e politici. Era componente di istituzioni filantropiche, fondatore e animatore di associazioni culturali, testimone della trasformazione di Torino da capitale industriale a metropoli della conoscenza.
Era spesso chiamato a esprimere opinioni sulla città, fornendo _proposte e suggerimenti per la crescita culturale e sociale del territorio_. Non mancavano occasioni di confronto, talvolta anche acceso, con altri intellettuali e professionisti del capoluogo piemontese.
8. Un’eredità giuridica e morale per il diritto italiano
Le vicende professionali e umane di Grande Stevens restano _fonte di ispirazione per generazioni di avvocati_. Il suo nome è ormai sinonimo di integrità ma anche di capacità di guardare oltre il presente. I ruoli ricoperti e le responsabilità assunte, specialmente nei momenti di crisi, lo rendono un _punto di riferimento inestimabile per chiunque voglia comprendere le trasformazioni della giustizia e dell’imprenditoria nell’Italia degli ultimi decenni_.
I principi che hanno guidato Franzo Grande Stevens — la fedeltà al mandato, l’attenzione alla legalità, la difesa dei diritti (anche dei più odiati), la puntualità della preparazione — sono oggi oggetto di studio nelle principali facoltà di giurisprudenza. I suoi scritti e le sue testimonianze sono fonte inesauribile di spunti per riflessioni deontologiche e storiche.
9. Riflessioni sulla sua figura nella storia di Torino e d’Italia
Definire Franzo Grande Stevens soltanto un avvocato sarebbe profondamente riduttivo. Era, innanzitutto, un personaggio storico di Torino_, che ha saputo offrire contributi anche oltre i confini della professione. La sua presenza costante nelle vicende industriali è stata determinante per salvaguardare _l’identità di una capitale europea dell’auto e garantire stabilità sociale a migliaia di lavoratori.
Allo stesso tempo, non ha mai rinunciato ad una visione laica e garantista del diritto che ha fatto scuola. Nemmeno le critiche e le incomprensioni, talvolta feroci, lo hanno allontanato dal suo stile: equilibrio, discrezione, ironia e profonda cultura.
Persona e professionista
Nella memoria collettiva, _Franzo Grande Stevens rimarrà il volto severo e schivo che ha saputo rappresentare Torino nei momenti di difficoltà_. Era stimato anche da avversari ed esponenti delle parti più distanti del panorama politico e giudiziario. Persino chi non condivideva le sue scelte ne ha sempre riconosciuto _la grandezza e la dirittura morale_.
10. Conclusioni: una vita oltre lo studio legale
Con la morte di Franzo Grande Stevens_, il 14 giugno 2025, si chiude una stagione irripetibile del diritto e della storia industriale italiana. Le sue gesta, tuttavia, restano scolpite nei documenti della FIAT, negli atti giudiziari e nel cuore di chi lo ha conosciuto. La sua _carriera non è solo una successione di processi e contratti, ma è il racconto di cosa siano il coraggio, la cultura e la responsabilità in un’Italia che cambia.
Sintesi finale
Franzo Grande Stevens rappresenta ben di più di un semplice notaio delle dinamiche industriali: è _l’emblema di un’avvocatura che non teme il confronto_, che sa parlare anche con chi ha visioni diverse e che mette al primo posto il ruolo sociale della legge. La sua figura continuerà a illuminare le scelte degli avvocati di domani e sarà oggetto di studio per gli storici decisi ad analizzare il volto meno noto, ma non per questo secondario, della _storia italiana_.