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Enorme magazzino industriale nel mezzo del Parco dei Colli Euganei: deroga, vincolo e iter della VAS

Magazzino Luxardo da 23.000 m³ su area vincolata dal 1976: la deroga urbanistica è il nodo. Guida all’iter VAS nei Colli Euganei.

Indice: In breve | Il progetto: dimensioni, storia e localizzazione | Il nodo giuridico: la deroga urbanistica | L'iter decisionale: chi decide e in quale ordine | Errori comuni nella lettura della vicenda | Domande frequenti

In breve

* Luxardo chiede una variante per un magazzino automatizzato da 3.202 m² e 23.000 m³ a Torreglia (PD)

* L'area ha destinazione 'servizi e verde pubblico' nel Parco dei Colli Euganei, vincolata paesaggisticamente dal 1976

* Serve una deroga urbanistica, concedibile solo in assenza di aree produttive alternative già disponibili

* Un'area industriale è già disponibile a 2,5 km dal sito di Torreglia

* La VAS della Regione Veneto è appena avviata: durante l’iter i cittadini possono presentare osservazioni formali

Il progetto: dimensioni, storia e localizzazione

Luxardo è una distilleria fondata nel 1821 a Zara da Girolamo Luxardo e trasferita a Torreglia, ai piedi dei Colli Euganei in provincia di Padova, nel 1947, dopo che lo stabilimento dalmata era stato distrutto dai bombardamenti del 1943. Oggi l’azienda produce il Maraschino, il liquore con cui si è affermata in tutto il mondo, e nel 2023 ha inaugurato un museo all’interno del proprio complesso industriale. La richiesta di variante urbanistica punta a costruire un magazzino automatizzato con una superficie coperta di 3.202 m², 10 metri di altezza (di cui 7,2 fuori terra) e un volume complessivo di 23.000 m³.

Il magazzino è previsto su un’area oggi destinata, nel piano regolatore, a servizi e verde pubblico: non un’area produttiva, ma uno spazio per attrezzature collettive. Secondo il comitato "Lasciateci Respirare" e le associazioni ambientaliste locali, la costruzione comporterebbe anche la perdita di oltre 12.000 m² di terreno coltivato a ciliegie marasca, la pianta da cui si ottiene il Maraschino, simbolo storico del brand. L’area si trova a poca distanza da Villa Tolomei e dalla Villa dei Vescovi, tutelata dal FAI, e a pochi chilometri dall’abbazia benedettina di Praglia.

Luxardo ha risposto alle contestazioni con un dossier che ribadisce il rispetto delle istituzioni e del territorio, spiegando che il progetto nasce dalla necessità di modernizzare la logistica per mantenere la produzione nel sito storico senza valutare trasferimenti altrove. L’azienda ha accolto alcune richieste dei cittadini: revisione dell’impatto visivo, riorganizzazione della viabilità e ridefinizione delle altezze. Luxardo sostiene che il nuovo edificio si inserisca in modo equilibrato nel contesto paesaggistico dei Colli Euganei.

Il nodo giuridico: la deroga urbanistica

La destinazione urbanistica dell’area non consente insediamenti produttivi. Per costruire il magazzino, Luxardo deve ottenere una variante in deroga: un atto che, a differenza di una variante ordinaria, è concedibile solo quando non esistono aree produttive già disponibili e idonee. Secondo le associazioni ambientaliste, una zona industriale è già presente a 2,5 km dal sito di Torreglia, circostanza che renderebbe la deroga priva dei presupposti di legge. Luxardo sostiene invece che le norme vigenti consentano il cambio di destinazione d’uso al verificarsi di condizioni specifiche, da accertare con gli enti competenti.

L'area è soggetta a un doppio livello di tutela. Il primo è il vincolo paesaggistico in vigore dal 1976. Il secondo è la normativa del Parco Regionale dei Colli Euganei, istituito dalla Regione Veneto con legge regionale n. 38 del 10 ottobre 1989. L'architetta Maria Centrella, consigliera di minoranza, ha richiamato i principi costituzionali: la tutela del paesaggio e il limite all'iniziativa economica privata nel rispetto dell'interesse collettivo. Le associazioni ambientaliste hanno citato distillerie storiche come Nonino, Poli e Nardini quali esempi di imprese che hanno ampliato la propria attività rispettando il contesto paesaggistico, senza ricorrere a deroghe urbanistiche.

L'iter decisionale: chi decide e in quale ordine

Il procedimento coinvolge tre enti distinti e si articola in cinque passaggi da completare in sequenza.

1. Regione Veneto (VAS): la Valutazione Ambientale Strategica verifica gli impatti ambientali della variante. È la fase appena avviata. Il procedimento include una pubblicazione pubblica durante la quale chiunque può presentare osservazioni formali scritte. 2. Parco Regionale dei Colli Euganei: esprime il proprio parere sulla compatibilità del progetto con le norme di tutela del parco e del paesaggio vincolato. 3. Provincia di Padova: fornisce il parere di competenza, in particolare su viabilità e impatto territoriale. 4. Comune di Torreglia: il sindaco Marco Rigato e il Consiglio comunale votano la variante urbanistica solo dopo aver acquisito tutti i pareri dei tre enti. La delibera finale spetta al Consiglio. 5. Cittadini: possono presentare osservazioni formali nella fase di pubblicazione della VAS e in quella di adozione della variante comunale. Le osservazioni devono essere motivatamente esaminate dagli enti, pur non avendo forza vincolante diretta.

Errori comuni nella lettura della vicenda

Confondere la VAS con il via libera al progetto: la VAS appena avviata dalla Regione Veneto è solo l’apertura di un iter, non l’approvazione del magazzino. Anche un esito positivo della VAS non autorizza la costruzione: il Comune deve ancora approvare la variante con delibera del Consiglio comunale.

Equiparare variante in deroga e variante ordinaria: la deroga urbanistica non è una modifica di routine al piano regolatore. Presuppone la dimostrazione che non esistano aree produttive alternative idonee nelle vicinanze. Se questo presupposto non è soddisfatto, la deroga non è concedibile indipendentemente dalla qualità progettuale del magazzino.

Considerare chiusa la fase di partecipazione pubblica: le circa 1.000 firme raccolte e le manifestazioni del febbraio 2026, con oltre 800 partecipanti, riguardavano la fase informale di sensibilizzazione. La fase in cui i cittadini possono intervenire formalmente, con effetti giuridici sull’iter, è quella della pubblicazione della VAS e dell’adozione della variante comunale: le due fasi sono distinte.

Interpretare il silenzio del sindaco come consenso: il sindaco Rigato ha dichiarato di attendere tutti i pareri prima di esprimersi. Questa posizione non equivale a un’approvazione né a un diniego: è la postura procedurale obbligata, dato che la delibera del Consiglio comunale può avvenire solo dopo che Regione, Parco e Provincia si siano pronunciati.

Domande frequenti

Cos'è la VAS e perché riguarda questo caso?

La VAS (Valutazione Ambientale Strategica) è la procedura con cui la Regione Veneto valuta gli impatti ambientali di varianti urbanistiche. In questo caso, la proposta di modificare la destinazione di un'area da 'servizi e verde pubblico' a produttiva-logistica rientra nell'ambito di applicazione della VAS. Il procedimento prevede una fase di pubblicazione pubblica durante la quale associazioni, comitati e singoli cittadini possono depositare osservazioni scritte.

Le osservazioni dei cittadini hanno peso legale?

Le osservazioni formali presentate durante la VAS non sono vincolanti, ma devono essere prese in esame e motivatamente riscontrate dagli enti. Se documentano incongruenze normative - come l'esistenza di aree produttive alternative a 2,5 km - possono influenzare il parere del Parco e della Regione, e di conseguenza la delibera finale del Consiglio comunale di Torreglia.

Luxardo potrebbe trasferirsi altrove?

L'azienda ha dichiarato che, senza la variante, valuterebbe il trasferimento del sito produttivo. La scelta della sede è una decisione privata su cui il Comune non ha potere diretto. L'iter in corso riguarda esclusivamente se la variante urbanistica rispetta le condizioni previste dalla legge: non la convenienza industriale dell'impresa né la possibilità tecnica di un trasferimento.

Il Parco dei Colli Euganei può bloccare da solo il progetto?

Il Parco esprime un parere obbligatorio, ma non è l'unico decisore. La variante urbanistica richiede la delibera del Consiglio comunale di Torreglia, che è tenuto ad acquisire tutti i pareri (Regione, Parco, Provincia) ma mantiene la responsabilità politica della decisione finale. Un parere contrario del Parco pesa in modo significativo, ma il Comune può in teoria discostarsi dalla valutazione dell'ente parco, purché la scelta sia adeguatamente motivata.

La vicenda di Torreglia seguirà nelle prossime settimane i tempi tecnici della Regione Veneto sulla VAS. Per i cittadini che intendono partecipare formalmente al procedimento, la fase di pubblicazione della variante costituisce la finestra temporale in cui le osservazioni scritte producono effetti giuridici sull’iter decisionale, a differenza delle manifestazioni o delle raccolte firme.

Pubblicato il: 19 maggio 2026 alle ore 19:49