Il Senato ha approvato in via definitiva il Decreto Pnrr con 101 voti favorevoli, 63 contrari e 2 astensioni, confermando la fiducia chiesta dal governo. Tra le misure più attese c'è quella che riguarda direttamente la vita di migliaia di insegnanti italiani: la possibilità di chiedere un'assegnazione provvisoria in una scuola vicina al luogo di residenza di un genitore con più di 65 anni. Una norma che tocca un nervo scoperto del sistema scolastico, dove la distanza tra sede di lavoro e famiglia rappresenta da sempre una delle criticità più sentite dalla categoria.
La svolta per i docenti con familiari anziani
L'emendamento 18.7, presentato dalla deputata Giovanna Miele (Lega) e approvato durante l'esame in Commissione Affari Costituzionali della Camera, interviene sul contratto integrativo sulla mobilità. Fino a oggi, la deroga al vincolo triennale sui trasferimenti era prevista esclusivamente per i ricongiungimenti dei docenti con figli di età inferiore ai 14 anni. La nuova disposizione allarga significativamente la platea dei beneficiari, includendo chi ha un genitore anziano che necessita di vicinanza e assistenza.
Non si tratta di un dettaglio burocratico. Per un insegnante assegnato a centinaia di chilometri dalla propria famiglia, la differenza tra poter chiedere uno spostamento temporaneo e restare bloccato nella sede di titolarità è enorme.
Come funzionava prima e cosa cambia adesso
Il meccanismo precedente era rigido. La deroga al vincolo triennale consentiva di aggirare il blocco della sede assegnata solo tramite trasferimenti definitivi. Chi voleva avvicinarsi a un familiare doveva rinunciare alla propria cattedra, con tutto ciò che questo comportava in termini di stabilità professionale e punteggio.
La norma attuale ribalta l'impostazione:
* Lo spostamento è temporaneo, non definitivo * Può essere rinnovato di anno in anno * Il rinnovo dipende dall'effettiva disponibilità dei posti e dalle procedure annuali di mobilità * Il docente conserva la titolarità sulla cattedra originaria
In sostanza, si introduce una flessibilità che il sistema fino a oggi non prevedeva, almeno non per questa fattispecie.
L'obiettivo: assistenza senza rinunciare alla cattedra
Lo scopo dichiarato della misura è duplice. Da un lato, permettere ai docenti di avvicinarsi al nucleo familiare per prestare assistenza a un genitore anziano. Dall'altro, evitare che questa esigenza si traduca nella perdita della titolarità acquisita, spesso dopo anni di graduatorie e trasferimenti.
C'è anche un aspetto meno evidente ma significativo: la norma offre un'alternativa concreta alla _Legge 104_, che garantisce 3 giorni di permesso retribuito al mese ma non risolve il problema della distanza geografica. Per chi vive a centinaia di chilometri dal genitore da assistere, tre giorni mensili di permesso sono insufficienti se ogni viaggio richiede ore di spostamento.
Le critiche dei sindacati: il nodo dei figli fino a 16 anni
Non tutti sono soddisfatti. L'Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori) ha accolto positivamente l'estensione ai genitori over 65, ma ha subito segnalato una lacuna: nell'emendamento manca la riformulazione della deroga per i docenti con figli fino a 16 anni, soglia anagrafica che corrisponde all'obbligo scolastico.
"Continueremo a sollevare il tema nei prossimi provvedimenti legislativi utili, considerando anche il loro obbligo scolastico, e certamente pure al tavolo di contrattazione all'Aran per il rinnovo della parte normativa del _Ccnl 2025-2027_", ha dichiarato il sindacato. La questione resta aperta e potrebbe trovare spazio nelle prossime sessioni di negoziazione contrattuale.
Elenchi regionali e concorso straordinario 2020
Lo stesso emendamento contiene un'altra novità rilevante per il mondo della scuola. A partire dall'anno scolastico 2026-27, i vincitori del concorso straordinario 2020 potranno iscriversi negli elenchi regionali annuali. Questo significa, in concreto, la possibilità di partecipare alle immissioni in ruolo di settembre senza intaccare le prerogative di chi ha sostenuto il concorso nella stessa regione dove si chiede l'iscrizione.
È una misura che tenta di sbloccare una situazione rimasta a lungo in stallo, con vincitori di concorso ancora in attesa di una collocazione stabile.
Riforma degli istituti tecnici e ITS Academy
Il Decreto Pnrr non si limita alla mobilità docenti. Dal prossimo anno scolastico parte la riforma degli istituti tecnici voluta dal ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Circa 10.000 studenti iscritti avvieranno un percorso inedito: sei anni complessivi, di cui i primi quattro come istruzione superiore e gli ultimi due come _ITS Academy_.
Sul fronte delle discipline, ha fatto discutere l'introduzione dell'ora settimanale di "Scienze sperimentali", pensata per assorbire biologia, chimica, fisica e scienze della terra. Dopo le obiezioni di sindacati e associazioni di categoria, il Ministero ha precisato che:
* Non sono previste nuove classi di concorso * L'insegnamento sarà ripartito fra i docenti delle varie materie già in organico
Sempre in ambito ITS Academy, il decreto proroga dal 30 marzo al 30 giugno 2026 il termine per completare i nuovi laboratori tecnologici 4.0 finanziati con fondi del _Recovery_, per un valore complessivo superiore a 600 milioni di euro.
Le altre misure del Decreto Pnrr sulla scuola
Il provvedimento contiene ulteriori disposizioni che meritano attenzione. Le Fondazioni ITS potranno autorizzare l'utilizzo temporaneo dei laboratori anche a soggetti terzi, in particolare alle imprese che operano nei settori tecnologici di riferimento. Una scelta che punta a creare sinergie tra formazione e tessuto produttivo.
Per le scuole bilingue italiano-sloveno del Friuli-Venezia Giulia, il decreto proroga il blocco dal demansionamento fino all'anno scolastico 2029-30. La Regione potrà attivare in questi istituti posti di personale dirigente e di Dsga (direttore dei servizi generali e amministrativi) in deroga alla normativa vigente, garantendo così la continuità amministrativa in realtà scolastiche con esigenze specifiche.
Sintesi delle novità principali
Il quadro che emerge dal Decreto Pnrr approvato dal Senato segna un cambio di passo nella gestione della mobilità docenti. L'assegnazione provvisoria per chi ha genitori over 65 introduce un principio di flessibilità che il sistema attendeva da tempo, anche se restano nodi irrisolti, a partire dalla soglia anagrafica dei figli. La riforma degli istituti tecnici con il percorso integrato di sei anni rappresenta una scommessa ambiziosa su circa 10.000 studenti. Le proroghe per i laboratori ITS e le tutele per le scuole bilingue del Friuli-Venezia Giulia completano un pacchetto che, nel bene e nel male, ridisegna diversi aspetti dell'organizzazione scolastica italiana per i prossimi anni.