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Divieto sul mais OGM: la Corte di Giustizia UE dà ragione all’Italia

La conferma europea del divieto sul mais OGM legittima la sanzione inflitta al coltivatore che aveva seminato varietà geneticamente modificate. Il caso diventa emblematico dello scontro tra norme comunitarie, sovranità nazionale e libertà d’impresa agricola.

Sommario

* Introduzione * Cosa sono gli OGM? * OGM in pratica: i casi che hanno dato i risultati * Il contesto normativo europeo sugli OGM * La sentenza della Corte di Giustizia dell'UE * Implicazioni per l'Italia e gli altri Stati membri * Reazioni del settore agricolo e delle associazioni ambientaliste * Conclusioni

Introduzione

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha recentemente emesso una sentenza che conferma la legittimità del divieto italiano sulla coltivazione di mais geneticamente modificato (OGM). Questa decisione stabilisce che gli Stati membri possono vietare la coltivazione di OGM senza necessità di fornire una motivazione specifica, purché il titolare dell'autorizzazione non si opponga. La sentenza è stata emessa in seguito al ricorso di un agricoltore italiano sanzionato per aver coltivato mais OGM, sollevando questioni significative riguardo alla regolamentazione degli OGM in Europa.

Cosa sono gli OGM?

Gli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) sono organismi viventi – per lo più piante – il cui materiale genetico è stato modificato in laboratorio per ottenere caratteristiche specifiche, come la resistenza a insetti, malattie o erbicidi. A differenza dell’incrocio tradizionale, che avviene tra organismi compatibili, le tecniche OGM permettono di inserire uno o più geni in modo mirato, anche provenienti da specie diverse. In agricoltura gli OGM sono utilizzati soprattutto per aumentare la produttività e ridurre alcune perdite di raccolto. Nell’Unione Europea gli OGM sono sottoposti a una normativa molto rigorosa, che prevede valutazioni scientifiche sulla sicurezza per la salute e l’ambiente, oltre a obblighi di autorizzazione ed etichettatura. Il tema resta oggetto di dibattito scientifico, politico e sociale.

OGM in pratica: i casi che hanno dato risultati

Nel mondo esistono diversi esempi di OGM che hanno avuto successo dal punto di vista agricolo e produttivo. Il cotone Bt, coltivato soprattutto in India e Cina, è stato modificato per resistere a insetti dannosi, riducendo l’uso di insetticidi e aumentando le rese. Il mais Bt, diffuso in vari Paesi extra-UE, ha contribuito a limitare le perdite causate da parassiti come la piralide. Un altro caso noto è la papaya OGM alle Hawaii, sviluppata per resistere a un virus che stava distruggendo le coltivazioni locali e che ha permesso di salvare il settore. Esiste poi il Golden Rice, arricchito di vitamina A, pensato per contrastare carenze nutrizionali nei Paesi in via di sviluppo, anche se il suo utilizzo resta limitato e discusso.

**Il contesto normativo europeo sugli OGM**

L'Unione Europea ha sviluppato un quadro normativo complesso per la gestione degli organismi geneticamente modificati. La direttiva 2001/18/CE disciplina l'emissione deliberata nell'ambiente di OGM, mentre il regolamento (CE) n. 1829/2003 riguarda gli alimenti e i mangimi geneticamente modificati. Queste normative mirano a garantire un elevato livello di protezione della salute umana e dell'ambiente, consentendo al contempo la libera circolazione di tali prodotti nel mercato interno. Tuttavia, la possibilità per gli Stati membri di adottare misure restrittive ha generato dibattiti e contenziosi legali.

La sentenza della Corte di Giustizia dell'UE

La Corte di Giustizia dell’UE ha affrontato il caso di un agricoltore italiano multato per aver coltivato mais OGM MON810 in violazione del divieto nazionale vigente in Italia. Le autorità avevano ordinato la distruzione delle coltivazioni e inflitto una sanzione amministrativa di circa 50.000 euro. L’agricoltore aveva contestato il provvedimento sostenendo che il mais fosse autorizzato a livello europeo. La Corte ha però stabilito che gli Stati membri possono vietare la coltivazione di OGM sul proprio territorio senza dover fornire una motivazione specifica, a condizione che la procedura prevista dal diritto dell’Unione sia rispettata e che il titolare dell’autorizzazione europea non si opponga alla limitazione geografica. La decisione conferma quindi la conformità della normativa italiana al diritto UE e ribadisce il ruolo centrale del consenso del titolare dell’autorizzazione nella gestione delle coltivazioni OGM.

Implicazioni per l'Italia e gli altri Stati membri

La sentenza ha implicazioni significative per l'Italia e per gli altri Stati membri dell'UE. In primo luogo, rafforza la posizione dell'Italia nel mantenere il divieto sulla coltivazione di mais OGM, fornendo una base legale solida per tali restrizioni. Inoltre, offre un precedente per altri Stati membri che desiderano implementare divieti simili, purché rispettino le condizioni stabilite dalla Corte. Questo potrebbe portare a una maggiore frammentazione delle politiche sugli OGM all'interno dell'UE, con possibili impatti sul mercato agricolo e sulle relazioni commerciali tra gli Stati membri.

Reazioni del settore agricolo e delle associazioni ambientaliste

Le reazioni alla sentenza sono state variegate e hanno contribuito a riaccendere un dibattito già molto acceso. Le associazioni ambientaliste e del biologico hanno accolto positivamente la decisione, interpretandola come una vittoria per la tutela della biodiversità, degli ecosistemi agricoli e della salute pubblica, oltre che come una conferma del principio di precauzione. Al contrario, alcune organizzazioni del settore agricolo e parte della comunità scientifica hanno espresso preoccupazione per le possibili limitazioni all’innovazione, ritenendo che il divieto possa penalizzare la competitività delle imprese agricole italiane rispetto ad altri Paesi. Al centro del confronto c’è una visione opposta del futuro dell’agricoltura: da un lato chi considera gli OGM un rischio da evitare, dall’altro chi li vede come strumenti potenzialmente necessari per affrontare sfide come il cambiamento climatico, le malattie delle colture e la sicurezza alimentare. La sentenza riapre inoltre il tema della coerenza delle politiche agricole europee e della necessità di un quadro normativo più chiaro e armonizzato.

Conclusioni

La decisione della Corte di Giustizia dell'UE rappresenta un punto di svolta nella regolamentazione degli OGM in Europa. Confermando la legittimità del divieto italiano sulla coltivazione di mais OGM, la Corte ha stabilito un precedente che potrebbe influenzare le politiche degli altri Stati membri. Tuttavia, la sentenza evidenzia anche la complessità del bilanciamento tra innovazione agricola, tutela ambientale e salute pubblica. Sarà fondamentale monitorare l'evoluzione delle politiche nazionali e le future decisioni giuridiche per comprendere appieno l'impatto di questa sentenza sul panorama agricolo europeo.

Ilaria Brozzi

Pubblicato il: 6 febbraio 2026 alle ore 16:08