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Decreto lavoro 2026: salario giusto e tutele per i rider. Tutte le novità

Il Cdm approva il 28 aprile il decreto lavoro: quasi 1 miliardo di incentivi condizionati al salario giusto e nuove regole contro il caporalato digitale.

Il decreto lavoro 2026 è stato approvato il 28 aprile dal Consiglio dei Ministri, in vista del Primo Maggio. Il provvedimento stanzia quasi 1 miliardo di euro di incentivi occupazionali, ma li vincola a una condizione precisa: i datori di lavoro accedono ai benefici solo se riconoscono ai dipendenti il salario giusto previsto dalla contrattazione collettiva. Accanto agli incentivi, il decreto introduce le prime norme organiche contro il caporalato digitale, con misure dirette a tutelare i rider delle piattaforme.

Come funziona il meccanismo del salario giusto

La novità operativa del decreto riguarda il meccanismo di accesso agli incentivi. I datori di lavoro privati ottengono i benefici solo se riconoscono ai lavoratori il salario giusto, definito come il trattamento economico complessivo previsto dal contratto collettivo nazionale di settore, e non solo il salario orario di base. Il decreto esclude esplicitamente chi applica contratti pirata o sottopaga i lavoratori rispetto alle tariffe contrattuali di riferimento.

Per le trasformazioni di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, il provvedimento prevede un esonero contributivo del 100%, con un tetto massimo di 500 euro mensili per 24 mesi. Il beneficio si applica alle trasformazioni effettuate tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026 su rapporti avviati entro il 30 aprile 2026. Le categorie prioritarie sono i giovani under 35, le donne e i lavoratori nelle Zone Economiche Speciali (ZES). Il decreto introduce anche una clausola automatica: se il contratto collettivo non viene rinnovato entro 12 mesi dalla scadenza, le retribuzioni vengono adeguate forfettariamente al 30% dell'inflazione armonizzata IPCA.

Rider e caporalato digitale: le nuove regole

Le norme anti-caporalato digitale riguardano in primo luogo i rider, i lavoratori più esposti allo sfruttamento tramite piattaforma. Le aziende dovranno garantire l'accesso agli account di lavoro attraverso strumenti di identificazione sicuri: SPID, Carta d'Identità Elettronica (CIE), Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o sistemi di autenticazione a più fattori. Ogni piattaforma potrà rilasciare un solo account per codice fiscale, ed è vietata la cessione delle credenziali a terzi.

In conferenza stampa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inquadrato il decreto nel contesto del mercato del lavoro. La premier ha dichiarato: 'Rispetto all'inizio della legislatura abbiamo quasi 1,2 milioni di occupati in più e oltre 550mila precari in meno'. I dati ISTAT di dicembre 2025 registrano il tasso di disoccupazione al 5,6%, ai minimi storici della serie mensile, mentre a gennaio 2026 gli occupati hanno raggiunto 24,181 milioni di unità, nuovo massimo storico. Comunicato ISTAT occupati e disoccupati - dicembre 2025

Il decreto lavoro 2026 entra in vigore nella settimana del Primo Maggio ed è presentato dal governo come il primo passo concreto di un patto con sindacati e organizzazioni datoriali, da costruire 'provvedimento dopo provvedimento'. Entro fine aprile è atteso anche il Piano casa, secondo atto del pacchetto annunciato dalla presidenza del Consiglio.

Pubblicato il: 29 aprile 2026 alle ore 13:14