L'Università di Padova conquista il primo posto tra gli atenei statali italiani per qualità della ricerca scientifica. Il verdetto arriva dalla quarta Valutazione della qualità della ricerca (Vqr) condotta dall'Anvur e riferita al quinquennio 2020-2024, i cui risultati sono stati resi noti il 16 aprile. Un sorpasso significativo ai danni dell'Università di Trento, che deteneva la prima posizione nella rilevazione precedente e che ora scivola al secondo posto per un margine sottilissimo.
La Valutazione della qualità della ricerca: cos'è e perché conta
La Vqr non è un semplice esercizio statistico. È lo strumento attraverso cui il Ministero dell'Università e della Ricerca decide come distribuire la quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), cioè i soldi che lo Stato destina agli atenei in base al merito scientifico. Nel 2025 questa quota ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro su un totale di quasi 9,4 miliardi. Tradotto: chi produce ricerca migliore ottiene più risorse.
I numeri dell'operazione sono imponenti. L'Anvur ha passato al vaglio 199.816 pubblicazioni scientifiche, tra articoli su riviste, monografie e contributi in volume, prodotte da 132 istituzioni italiane, di cui 100 università. A valutarle ci hanno pensato 19 gruppi di esperti composti da 719 specialisti disciplinari e 37 esperti interdisciplinari, affiancati da oltre 6.740 revisori esterni provenienti da istituzioni italiane e straniere. Un apparato di valutazione massiccio, che rende la Vqr il più ampio esercizio di peer review condotto nel sistema accademico italiano.
Come funziona l'indicatore R
Per confrontare atenei di dimensioni molto diverse, dall'enorme Sapienza di Roma ai piccoli atenei regionali, l'Anvur utilizza il cosiddetto indicatore R. Si tratta di un valore che misura la qualità media della produzione scientifica di un'università rispetto alla media nazionale, neutralizzando l'effetto delle dimensioni.
Il meccanismo è semplice. Un valore R superiore a 1 indica che l'ateneo produce ricerca di qualità superiore alla media. Un valore inferiore a 1 segnala il contrario. La soglia dell'1 rappresenta dunque lo spartiacque tra eccellenza e ritardo, almeno in termini relativi.
Va precisato che al momento la classifica è disponibile solo per istituzione. Il rapporto completo dell'Anvur, atteso per il 28 maggio, includerà anche le graduatorie per singole aree disciplinari, un dato che spesso riserva sorprese: atenei mediocri nella classifica generale possono eccellere in specifici settori.
Le migliori università statali italiane
Ecco chi guida la classifica. L'Università di Padova si piazza al vertice con un indicatore R di 1,065, strappando lo scettro a Trento che si ferma a 1,060. Il distacco è minimo, appena cinque millesimi, ma sufficiente a sancire un cambio di guardia al vertice della ricerca accademica italiana.
Subito dietro, a pari merito con un valore di 1,057, si collocano la Statale di Milano e l'Università di Milano-Bicocca. Una doppietta milanese che conferma la solidità del sistema universitario lombardo. Al quinto posto spunta una presenza inattesa: l'Università di Roma Foro Italico (1,053), ateneo specializzato in scienze motorie e sportive, che dimostra come la focalizzazione disciplinare possa tradursi in eccellenza.
La top 10 e le sorprese della classifica
Completano la top 10 nomi che non sorprendono gli addetti ai lavori. L'Università di Torino (1,044) precede Verona (1,041), Firenze (1,037), Bologna (1,036) e Pavia (1,033). Tutti atenei con una tradizione consolidata e investimenti significativi nella ricerca.
Alcuni dati meritano attenzione particolare:
* Il Politecnico di Bari (1,025) supera il ben più blasonato Politecnico di Milano (1,008), piazzandosi dodicesimo contro il ventesimo posto del rivale lombardo * L'Università di Roma Tre (1,021) batte nettamente La Sapienza (1,005) e Tor Vergata (0,976) * Ca' Foscari Venezia (1,031) si conferma tra le eccellenze del Nordest, decima in classifica * La Federico II di Napoli (1,015) è il miglior ateneo del Mezzogiorno, a pari merito con l'Università di Brescia
Complessivamente, 24 università statali superano la soglia dell'1, mentre altre due, Genova e Macerata, si attestano esattamente sulla media nazionale.
Le università in coda: il divario Nord-Sud
La parte bassa della classifica racconta una storia nota ma non per questo meno preoccupante. L'Università di Messina chiude all'ultimo posto con un indicatore R di 0,890, preceduta dall'Università del Molise (0,907) e dall'Università della Basilicata (0,916).
Il pattern geografico è evidente. Tra le ultime venti posizioni, la stragrande maggioranza è occupata da atenei del Centro-Sud e delle Isole. Un dato che riflette squilibri strutturali nel finanziamento, nelle infrastrutture di ricerca e nella capacità di attrarre talenti. Il rischio, paradossale, è che il meccanismo premiale della Vqr finisca per accentuare queste disparità: chi produce meno ricerca di qualità riceve meno fondi, e con meno fondi diventa ancora più difficile migliorare.
Fanno eccezione alcuni atenei meridionali che si difendono bene. Oltre alla già citata Federico II, il Politecnico di Bari e l'Università di Salerno (0,985) mostrano segnali incoraggianti.
La classifica delle università private
Tra gli atenei non statali il quadro cambia radicalmente. La Bocconi di Milano domina con un indicatore R di 1,150, il valore più alto in assoluto tra tutte le università italiane, pubbliche e private. Un risultato che riflette la forte vocazione internazionale dell'ateneo e la concentrazione su discipline, economia e management, dove la produzione scientifica italiana è particolarmente competitiva.
Al secondo posto si colloca la Luiss Guido Carli di Roma con 1,135, seguita dalla Humanitas University di Milano a 1,092. Valori nettamente superiori a quelli dei migliori atenei statali, anche se il confronto va preso con cautela: le università private tendono a essere più piccole e specializzate, il che può favorire la concentrazione delle risorse.
Cosa succede adesso: i fondi in palio
I risultati della Vqr non resteranno sulla carta. Nei prossimi mesi il Ministero li utilizzerà per calcolare la ripartizione dei 2,5 miliardi di euro della quota premiale del Ffo. Per gli atenei in cima alla classifica questo significa risorse aggiuntive da reinvestire in laboratori, assunzioni di ricercatori, borse di dottorato. Per quelli in fondo, una conferma della spirale negativa.
Il rapporto completo del 28 maggio aggiungerà un livello di dettaglio fondamentale: le classifiche per area disciplinare. Solo allora sarà possibile capire dove ciascun ateneo eccelle davvero e dove deve intervenire. Perché dietro un indicatore medio si nascondono spesso dipartimenti brillanti accanto ad altri in difficoltà.
Una cosa è certa: con Padova al vertice e la Bocconi regina del privato, la mappa della ricerca italiana conferma la predominanza del Nord, ma lascia spazio a eccezioni significative che dimostrano come la qualità scientifica non sia un destino geografico.
Classifica completa degli atenei statali
Di seguito l'elenco integrale delle università statali italiane ordinate per indicatore R, dal valore più alto al più basso:
1. Università di Padova (1,065) 2. Università di Trento (1,060) 3. Università di Milano (1,057) 4. Università di Milano-Bicocca (1,057) 5. Università di Roma Foro Italico (1,053) 6. Università di Torino (1,044) 7. Università di Verona (1,041) 8. Università di Firenze (1,037) 9. Università di Bologna (1,036) 10. Università di Pavia (1,033) 11. Università Ca' Foscari di Venezia (1,031) 12. Università di Pisa (1,027) 13. Politecnico di Bari (1,025) 14. Università di Roma Tre (1,021) 15. Università di Ferrara (1,019) 16. Università di Brescia (1,015) 17. Università Federico II di Napoli (1,015) 18. Università di Siena (1,014) 19. Università di Trieste (1,010) 20. Politecnico di Torino (1,009) 21. Politecnico di Milano (1,008) 22. Università La Sapienza di Roma (1,005) 23. Università di Bergamo (1,002) 24. Università di Modena e Reggio Emilia (1,002) 25. Università di Genova (1,000) 26. Università di Macerata (1,000) 27. Università della Tuscia (0,995) 28. Università del Piemonte Orientale (0,986) 29. Università di Salerno (0,985) 30. Università dell'Insubria (0,984) 31. Università di Napoli Parthenope (0,982) 32. Università di Udine (0,982) 33. Università Iuav di Venezia (0,982) 34. Università di Catanzaro (0,980) 35. Università delle Marche (0,978) 36. Università di Napoli II (0,976) 37. Università di Perugia (0,976) 38. Università di Roma Tor Vergata (0,976) 39. Università per stranieri di Siena (0,976) 40. Università di Napoli L'Orientale (0,974) 41. Università di Parma (0,971) 42. Università di Urbino Carlo Bo (0,971) 43. Università di Foggia (0,969) 44. Università della Calabria (0,967) 45. Università di Cassino (0,954) 46. Università di Chieti e Pescara (0,951) 47. Università di Teramo (0,951) 48. Università di Reggio Calabria (0,948) 49. Università del Sannio (0,946) 50. Università di Camerino (0,942) 51. Università di Bari (0,939) 52. Università dell'Aquila (0,939) 53. Università per stranieri di Perugia (0,939) 54. Università di Cagliari (0,936) 55. Università del Salento (0,933) 56. Università di Catania (0,930) 57. Università di Palermo (0,929) 58. Università di Sassari (0,921) 59. Università della Basilicata (0,916) 60. Università del Molise (0,907) 61. Università di Messina (0,890)