La Calabria si dota di una figura inedita nel panorama sanitario regionale: lo psicologo di base. Con una delibera approvata nella serata del 22 aprile dalla Giunta regionale, il presidente Roberto Occhiuto ha annunciato l'avvio di un progetto sperimentale che porterà circa 40 psicologi a operare nelle strutture sanitarie del territorio, fianco a fianco con i medici di medicina generale. Un provvedimento che arriva in un momento in cui il disagio psicologico, soprattutto tra i più giovani, è al centro del dibattito pubblico nazionale.
La delibera della Giunta: cosa prevede
Il progetto partirà in via sperimentale nelle prossime settimane, non appena saranno sottoscritte le convenzioni con le Aziende sanitarie provinciali. I 40 psicologi saranno distribuiti su tutto il territorio calabrese e opereranno all'interno delle strutture sanitarie regionali, integrandosi con la rete della medicina di base.
Un elemento significativo riguarda le modalità di erogazione del servizio. Gli psicologi di base saranno operativi sia in presenza sia attraverso canali digitali, garantendo così l'accesso anche a distanza. Una scelta che risponde a un problema strutturale della regione: la difficoltà di raggiungere i servizi sanitari nelle aree interne e meno collegate.
Le parole di Occhiuto: «Abbiamo il dovere di intervenire»
È nelle dichiarazioni del presidente Occhiuto che emerge con maggiore forza il senso politico e sociale dell'iniziativa. Il governatore non si è limitato a presentare un provvedimento tecnico, ma ha voluto inquadrare la misura in un contesto di emergenza sociale che, a suo dire, non può più essere ignorata.
«Il disagio mentale è spesso silenzioso, nascosto, sottovalutato, ma rappresenta una vera emergenza sociale, come purtroppo dimostrano anche i recenti fatti di cronaca che hanno colpito la nostra comunità», ha dichiarato Occhiuto. Parole nette, che stabiliscono un collegamento diretto tra il provvedimento e una cronaca che ha scosso il territorio.
Il presidente ha poi insistito sulla necessità di passare dalle parole ai fatti: «Per questo abbiamo il dovere di intervenire con strumenti concreti, rafforzando la rete dei servizi e promuovendo una cultura della prevenzione e dell'ascolto». Una frase che suona come un richiamo alla responsabilità istituzionale, rivolta tanto alla propria amministrazione quanto al sistema sanitario nel suo complesso.
Particolarmente incisiva la conclusione: «L'iniziativa dello psicologo di base va esattamente in questa direzione: non lasciare sole le persone, tentando di offrire risposte tempestive e quanto più possibile adeguate a bisogni sempre più diffusi». Occhiuto ha descritto i nuovi professionisti come figure che svolgeranno «un ruolo centrale nell'assistenza, garantendo un approccio sociosanitario e una presa in carico reale della persona».
A chi si rivolge il servizio
Il profilo dei destinatari tracciato dalla delibera è ampio e rivela una visione che va oltre la semplice offerta di sedute psicologiche. L'attenzione è rivolta in modo particolare ai cittadini in condizioni di vulnerabilità sociale ed economica. Nel dettaglio, le categorie prioritarie includono:
* Anziani e soggetti a rischio isolamento, una fascia demografica spesso trascurata dai servizi di salute mentale * Minori e adolescenti in situazioni di disagio, il segmento che più preoccupa le istituzioni sanitarie e scolastiche * Caregiver e nuclei familiari fragili, figure sottoposte a un carico psicologico enorme e raramente supportate * Cittadini che incontrano difficoltà nell'accesso ai servizi sociali, ovvero chi rischia di restare invisibile al sistema
Nei casi più complessi, gli psicologi di base avranno la possibilità di orientare i pazienti verso i servizi sociali e sanitari specialistici, fungendo da primo filtro e punto di raccordo. Un modello che richiama, in ambito diverso, le riflessioni sull'importanza di costruire sistemi integrati di presa in carico, come evidenziato anche dalla Riforma della Disabilità: Usl Toscana Centro Sottolinea l'Importanza di un Sistema Integrato.
Una strategia più ampia: dalle scuole ai territori
La delibera sullo psicologo di base non nasce nel vuoto. Occhiuto ha tenuto a sottolineare come questa misura si inserisca in una strategia più ampia già avviata dalla Regione. «Dopo aver introdotto, pochi mesi fa, lo psicologo nelle scuole, prima Regione in Italia a farlo, la Calabria conferma così la propria attenzione verso il benessere psicologico dei cittadini, in particolare dei più giovani», ha ricordato il presidente.
Due tasselli, dunque, di un disegno che punta a costruire una rete di supporto psicologico capillare: nelle scuole per intercettare precocemente il disagio giovanile, sul territorio per raggiungere tutte le altre fasce di popolazione. Una doppia mossa che posiziona la Calabria, tradizionalmente associata alle criticità del sistema sanitario, in una posizione di avanguardia su scala nazionale nel campo della salute mentale di comunità.
Vale la pena ricordare che la regione ha recentemente chiuso un capitolo lungo e travagliato: dopo 17 anni di commissariamento della sanità, il Consiglio dei ministri ha restituito alla Calabria la piena autonomia gestionale. L'istituzione dello psicologo di base può essere letta anche in questa chiave, come il segnale di una regione che vuole dimostrare capacità progettuale autonoma.
Sintesi e prospettive
Con l'approvazione della delibera sullo psicologo di base, la Calabria compie un passo significativo nel rafforzamento della rete di assistenza psicologica territoriale. Quaranta professionisti, operativi in presenza e da remoto, affiancheranno i medici di base per intercettare il disagio prima che si trasformi in emergenza. Le dichiarazioni di Occhiuto lasciano poco spazio all'ambiguità: il presidente parla di «emergenza sociale», di un dovere istituzionale di intervento, di persone che non devono essere lasciate sole. Resta ora da verificare se la fase sperimentale produrrà risultati sufficienti a giustificare un'estensione strutturale del servizio, e se le risorse stanziate saranno adeguate a sostenere un progetto che, nelle intenzioni, ambisce a cambiare il rapporto tra cittadini e salute mentale in una delle regioni più complesse del Paese.