La Giornata della Ricerca Italiana nel mondo
L'ambasciata d'Italia a Berlino ha ospitato il 24 aprile 2026 una doppia iniziativa per celebrare la Giornata della Ricerca Italiana nel mondo: gli Stati Generali della Ricerca Italiana in Germania e un evento dedicato alle tecnologie quantistiche. L'obiettivo dichiarato era trasformare l'analisi delle criticità in proposte operative e indirizzi di policy condivisi, coinvolgendo le due principali associazioni di ricercatori italiani attive sul territorio tedesco, lo Scienziati Italiani in Germania Network (SIGN) di Berlino e il Forum Accademico Italiano (FAI) di Colonia.
Non si è trattato di una semplice cerimonia commemorativa. La giornata ha assunto i contorni di un vero cantiere progettuale, con relatori provenienti da università e centri di ricerca di primo piano, chiamati a confrontarsi su come rendere più strutturata e incisiva la collaborazione scientifica tra i due Paesi.
Quindicimila studenti e migliaia di ricercatori: i numeri della presenza italiana
I dati illustrati dall'ambasciatore Fabrizio Bucci durante l'apertura dei lavori restituiscono la dimensione del fenomeno. In Germania operano circa 15.000 studenti italiani, 5.800 ricercatori e 350 professori provenienti dall'Italia. Numeri che fanno della comunità scientifica italiana una delle più consistenti nel panorama accademico tedesco.
"Un patrimonio umano, culturale e strategico di straordinario rilievo per il Paese", ha definito questa presenza l'ambasciatore, aggiungendo una riflessione che va al cuore della questione: "È importante che questo patrimonio non sia disperso o affidato soltanto alle dinamiche individuali, ma trovi occasioni di coordinamento, di ascolto reciproco e di interlocuzione con le istituzioni".
La preoccupazione, nemmeno troppo velata, è che migliaia di eccellenze italiane continuino a lavorare in modo frammentato, senza una rete istituzionale capace di valorizzarne appieno il contributo. Gli Stati Generali nascono proprio per colmare questo vuoto.
Due sessioni per costruire una cooperazione più efficace
I lavori sono stati articolati in due momenti distinti, ciascuno con un focus specifico.
Ecosistema della ricerca e cooperazione Italia-Germania
La prima sessione, moderata da Vito Gironda dell'Università di Bielefeld e presidente del FAI, ha riunito figure di rilievo del mondo accademico italo-tedesco:
* Mara Thiene, prorettore dell'Università di Padova * Matteo Alvaro, prorettore dell'Università di Pavia * Francesca Toma, direttrice dell'_Institute of Functional Materials for Sustainability_ all'Helmholtz-Zentrum Hereon * Marzia Traverso, direttrice dell'_Institute of Sustainability in Civil Engineering_ dell'Università di Aquisgrana
Il confronto ha toccato le dinamiche strutturali della cooperazione bilaterale, dai meccanismi di finanziamento alla mobilità dei ricercatori, passando per le differenze nei sistemi di governance accademica.
Ambiti scientifici, innovazione e valorizzazione culturale
La seconda sessione, guidata da Gianaurelio Cuniberti della Technische Universität di Dresda e presidente di SIGN, ha ampliato lo sguardo verso i settori di frontiera. Tra i partecipanti spiccavano Giorgio Metta, direttore scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia, Tommaso Calarco, direttore dell'_Institute for Quantum Control_ di Jülich, Claudia Crocini del Dipartimento di Cardiologia della Charité di Berlino, Elisa Ferrando May, chief enabling technology officer del Deutsches Krebsforschungszentrum (DKFZ) di Heidelberg, e Paolo Pavan, vicerettore dell'Università di Modena e Reggio Emilia.
L'ambasciatore Bucci ha inquadrato il senso strategico dell'intera iniziativa: "In un passaggio storico in cui la competitività dei sistemi-Paese dipende sempre più dalla capacità di generare conoscenza, attrarre talenti, costruire infrastrutture di ricerca e trasformare l'eccellenza scientifica in impatto economico, sociale e culturale, la collaborazione tra Italia e Germania assume un rilievo del tutto particolare".
Le tecnologie quantistiche al centro del dibattito
A seguire gli Stati Generali, l'ambasciata ha dedicato un evento specifico alle tecnologie quantistiche, dal titolo _Quantum: Research, Industry and the Arts_. Tre le relazioni principali:
1. La professoressa Christiane Koch della Freie Universität di Berlino, a capo del Quantum Dynamics and Control Group 2. Il professor Fabio Sciarrino, direttore del Quantum Information Lab della Sapienza Università di Roma 3. Bettina Kames, CEO della LAS Art Foundation di Berlino
La scelta di accostare ricerca, industria e arti non è casuale. Riflette una visione delle tecnologie quantistiche come fenomeno trasversale, destinato a incidere ben oltre i confini dei laboratori di fisica.
Il contesto europeo conferisce ulteriore peso a questa sessione. Nel luglio 2025 la Commissione europea ha adottato la strategia _Quantum Europe_, e si prevede che un Quantum Act venga proposto dalla Commissione nel corso del 2026, con l'approvazione da parte del Parlamento e del Consiglio attesa per il 2027. Italia e Germania, con le rispettive competenze nel settore, si candidano a essere protagoniste di questa nuova fase della politica tecnologica continentale.
La IX edizione nel segno di Rita Levi-Montalcini
La Giornata della Ricerca Italiana nel mondo, celebrata il 22 aprile, ricorre nell'anniversario della nascita di Rita Levi-Montalcini (22 aprile 1909), Premio Nobel per la medicina nel 1986 e prima donna italiana a ricevere tale riconoscimento in ambito scientifico.
L'edizione 2026, la nona dalla sua istituzione, ha ruotato attorno a quattro temi portanti:
* La cooperazione scientifica multilaterale, in collaborazione con il Polo scientifico di Trieste * L'eredità del professor Antonino Zichichi, recentemente scomparso * Le esplorazioni italiane ai Poli, con il centenario della spedizione di Umberto Nobile * La promozione della candidatura italiana a ospitare l'infrastruttura dell'_Einstein Telescope_ presso il sito sardo di Sos Enattos
Quest'ultimo punto riveste un'importanza particolare. L'Einstein Telescope, il futuro osservatorio europeo di onde gravitazionali di terza generazione, rappresenta un investimento multimiliardario e una sfida di prestigio scientifico che vede l'Italia in competizione diretta con altri siti europei.
Verso una strategia condivisa tra Roma e Berlino
Gli Stati Generali di Berlino segnano un passaggio significativo nel modo in cui l'Italia si rapporta alla propria diaspora scientifica. Non più semplice celebrazione dei talenti espatriati, ma tentativo concreto di costruire strumenti di coordinamento che rendano la cooperazione bilaterale più sistematica ed efficace.
I numeri parlano chiaro: quasi 21.000 tra studenti, ricercatori e professori italiani operano nel sistema accademico tedesco. Trasformare questa massa critica in un asset strategico richiede però infrastrutture relazionali, canali istituzionali stabili e una visione politica che superi la logica dell'iniziativa individuale. L'appuntamento berlinese, con il coinvolgimento diretto di rettori, direttori di istituto e rappresentanti delle reti associative, sembra muoversi esattamente in questa direzione.