Scienza e arte a Melzo: esplorare la conoscenza con i cinque sensi. Un viaggio tra DNA, stelle e creatività
Indice
* Introduzione * Il valore della ricerca secondo Ornella Parolini * Melzo Incontra la Scienza 2026: un evento multisensoriale * Laboratori di DNA fingerprinting: la genetica tra arte e scienza * La partecipazione degli scienziati internazionali a Milano * L’aperiscienza: gusto, olfatto e creatività al servizio della divulgazione * Coinvolgere i cinque sensi nell’educazione scientifica * Scienza, arte e domande aperte: le stelle come metafora * Ricerca e creatività: un dialogo possibile in Lombardia * L’impatto sulle scuole e sulla cittadinanza * Conclusioni: abitare la domanda tra scienza e arte
Introduzione
Il dialogo tra scienza e arte trova uno dei suoi momenti più significativi nella manifestazione "Melzo Incontra la Scienza", tenutasi a Melzo, Milano, dal 16 al 24 gennaio 2026. Un’occasione unica che ha visto protagonisti i cinque sensi, i ricercatori e tutta la cittadinanza, con l’intento di aprire prospettive inedite sull’attività scientifica e sulla sua ricaduta nella quotidianità. Sotto il titolo cangiante “Scienza e arte / E se DNA, stelle e note fossero una domanda da abitare?”, l’evento si è contraddistinto per uno sforzo di avvicinamento tra discipline e pubblico, tra sapere consolidato e curiosità ancora viva.
In questo articolo analizzeremo il valore di questa iniziativa, soffermandoci su laboratori, incontri, coinvolgimento sensoriale, e sulle prospettive che tali manifestazioni scientifiche offrono non solo agli esperti, ma anche a studenti e cittadini. Vedremo come scienza e arte possano dialogare in modo fecondo, offrendo strumenti di comprensione del mondo e percorsi di crescita personale e collettiva, specialmente nel contesto vivace della Lombardia.
Il valore della ricerca secondo Ornella Parolini
Ad aprire "Melzo Incontra la Scienza 2026" è stata la relatrice Ornella Parolini, figura di rilievo nel panorama della ricerca scientifica italiana. Il suo intervento inaugurale si è concentrato sull’importanza della ricerca, intesa non solo come motore di progresso tecnologico o economico, ma anzitutto come esperienza umana e culturale. Parolini ha ricordato come il percorso scientifico sia animato dalla voglia di conoscere, dalla perseveranza e dalla capacità di “abitare” la domanda, ovvero di sostare nel dubbio creativo senza aver bisogno di risposte immediate.
Il richiamo, in questo senso, non è stato solo a un’etica della ricerca, ma alla necessità di trasmettere alle nuove generazioni il valore intrinseco del porsi domande. Secondo Parolini, ogni conquista della scienza nasce da un incontro—tra persone, discipline, idee e persino fallimenti—che stimola l’ingegno umano e la spinta a migliorare la vita collettiva.
Melzo Incontra la Scienza 2026: un evento multisensoriale
L’edizione 2026 di "Melzo Incontra la Scienza" ha colto la sfida di rendere la scienza esperienza tangibile, accessibile e intrigante, facendo leva sui cinque sensi. Il tema portante è stato appunto quello di vivere la conoscenza, più che spiegarla soltanto. Gli organizzatori hanno così proposto una serie di eventi in cui suono, gusto, olfatto, vista e tatto sono diventati strumenti di dialogo tra scienziati, studenti, famiglie e semplici curiosi.
L’approccio multisensoriale non è stato solo un espediente didattico, ma il fulcro stesso dell’intero evento, riaffermando l’idea che la scienza, lungi dall’essere solo un insieme di dati o formule, è un’avventura che coinvolge integralmente la persona. Questa impostazione è risultata vincente, attirando un pubblico trasversale e animando Melzo e la zona di Milano con curiosità, entusiasmo e partecipazione.
Laboratori di DNA fingerprinting: la genetica tra arte e scienza
Tra le attività che hanno riscosso maggiore successo, i laboratori di DNA fingerprinting si sono posti come ponte tra teoria scientifica e attività pratica. In piccoli gruppi guidati da esperti, i partecipanti hanno potuto sperimentare direttamente le tecniche base dell’analisi genetica. Chi ha partecipato ha avuto modo di estrarre, osservare e analizzare frammenti di DNA, scoprendo come questa molecola—la cui struttura fu svelata a metà Novecento—sia oggi non solo strumento principe della biologia, ma anche chiave per risolvere misteri storici, giudiziari o artistici.
*DNA fingerprinting*, usato anche nelle indagini forensi e nella biologia evolutiva, viene qui proposto come mezzo di indagine affascinante, accessibile anche ai più giovani. L’esperienza laboratoriale ha unito precisione scientifica e approccio ludico, mostrando come la creatività e la manualità siano parti integranti della scienza di oggi.
La partecipazione degli scienziati internazionali a Milano
Uno dei punti di forza dell’edizione 2026 è stata la significativa presenza di scienziati di fama internazionale. La manifestazione ha raccolto studiosi provenienti non solo dall’Italia, ma anche dall’Europa e oltre Oceano: incontri, conferenze, tavole rotonde si sono tradotte in uno scambio vivace di idee, testimonianze di ricerca all’avanguardia e spazi per il confronto diretto tra esperti e pubblico.
Grazie alle testimonianze degli ospiti internazionali, il pubblico ha potuto toccare con mano come la scienza non sia mai ferma ma costantemente arricchita dal dialogo tra esperienze diverse, culture, biografie. Questa partecipazione attiva e qualificata ha elevato il profilo della manifestazione, lasciando in eredità a Melzo (e alla Lombardia tutta) una rete di dialogo e collaborazione scientifica.
L’aperiscienza: gusto, olfatto e creatività al servizio della divulgazione
Fra gli appuntamenti più attesi e apprezzati si inserisce l’“aperiscienza”, dove gusto e olfatto hanno potuto interagire con l’intelletto e la curiosità. In una formula originale, i partecipanti sono stati guidati in un percorso gastronomico dedicato ai piatti creativi, in cui ogni pietanza era accompagnata da spiegazioni scientifiche sul funzionamento dei sensi e sulle reazioni fisiologiche che il cibo suscita.
Questa esperienza ha svelato quanto la scienza del gusto e dell’olfatto sia determinante nella nostra vita quotidiana e come la creatività—caratteristica tanto dell’arte quanto della ricerca scientifica—possa trovare modo di esprimersi anche nel contesto culinario. Il risultato è stato un’attenzione particolare alle tematiche di nutrizione, salute e benessere, sempre più centrali nel dibattito attuale su stili di vita e prevenzione.
Coinvolgere i cinque sensi nell’educazione scientifica
Un aspetto innovativo e fortemente didattico dell’iniziativa è stato il coinvolgimento esplicito dei cinque sensi per favorire l’apprendimento e la memoria. Numerose sono le ricerche che dimostrano quanto un approccio esperienziale, che faccia leva su vista, udito, tatto, gusto e olfatto, incrementi la capacità di comprensione e ritenzione delle informazioni, specialmente nei più giovani.
Durante “Melzo Incontra la Scienza”, le attività sono state pensate per stimolare lo stupore e la scoperta. Laboratori manipolativi, esperimenti interattivi, degustazioni e visite guidate si sono alternati a momenti di ascolto e riflessione, rendendo la scienza non solo una materia da studiare, ma un’avventura personale e condivisa.
Scienza, arte e domande aperte: le stelle come metafora
Un’altra “costellazione” di eventi ha messo in relazione le scienze naturali e l’osservazione astronomica con la dimensione creativa artistica. Le serate dedicate alle stelle, guidate dagli astrofili e da artisti, hanno mostrato come il cielo sopra di noi sia sempre stato fonte di domande e ispirazione, tanto per i ricercatori quanto per i poeti. Le attività hanno abbracciato la musica, l’arte visiva e la letteratura, suggerendo che la curiosità e il senso del mistero spingono tanto la scienza quanto le arti a osare nuova conoscenza.
Sono fioriti incontri nei quali il pubblico, guidato dagli esperti, è stato invitato non solo a osservare i moti celesti, ma a riflettere sulle domande che tali fenomeni suscitano: chi siamo, da dove veniamo, quale posto occupiamo nell’universo? Da qui nasce l’invito a “abitare la domanda”, cioè a sapersi muovere tra scienza e arte senza paura di ciò che non si conosce, ma anzi traendo da questa incertezza una spinta verso nuove scoperte.
Ricerca e creatività: un dialogo possibile in Lombardia
La manifestazione di Melzo conferma come, soprattutto nel contesto lombardo e milanese, la collaborazione tra istituzioni scientifiche, scuole, associazioni culturali e enti locali sia vitale per favorire la crescita di una cittadinanza competente, consapevole e creativa. Il modello partecipativo adottato, che mette al centro il dialogo tra discipline e l’interazione con il pubblico, rappresenta uno scenario di eccellenza per tutta la Lombardia.
Questa sinergia può essere vista come uno dei punti di forza della nuova divulgazione scientifica: una divulgazione che abbraccia la complessità del reale e che suggerisce risposte sempre provvisorie, invitando al contempo i cittadini—di ogni età—a chiamarsi in causa come soggetti attivi e curiosi del proprio tempo.
L’impatto sulle scuole e sulla cittadinanza
Non meno rilevante è stato il ruolo delle scuole locali, che hanno partecipato sia come fruitori che come protagonisti di alcuni laboratori e panel conclusivi. Studenti e insegnanti hanno potuto dialogare direttamente con i ricercatori, apprendere metodologie innovative e portare a casa stimoli importanti per la didattica quotidiana.
La cittadinanza, dal canto suo, si è sentita valorizzata e coinvolta, ritrovando nella scienza uno spazio di confronto aperto e accessibile. In un periodo storico segnato da fake news e polarizzazione, iniziative come questa contribuiscono a rafforzare la fiducia nella ricerca, nella capacità di cooperare e nell’esercizio critico del pensiero.
Conclusioni: abitare la domanda tra scienza e arte
L’esperienza vissuta a “Melzo Incontra la Scienza 2026” lascia un segno profondo e un messaggio da custodire: la vera conoscenza nasce dall’abitare le domande, dal coraggio di dialogare tra saperi, dal desiderio di esplorare tutte le dimensioni dell’essere umano—sensibili, razionali, creative.
Nel confronto tra DNA, stelle e note, la scienza si rivela sempre una dimensione da abitare più che possedere, un cammino fatto di incontri, emozioni, tentativi e intuizioni improvvise. La sfida ora sarà continuare a rendere questi spazi vivi, inclusivi e stimolanti, perché la ricerca non resti avventura di pochi, ma diventi patrimonio di tutti.
In sintesi:
* "Melzo Incontra la Scienza 2026" ha rappresentato un modello di educazione scientifica e creativa d’avanguardia; * Molteplici eventi multisensoriali hanno coinvolto pubblico di ogni età; * Forte è stato il dialogo tra scienza, arte, cittadinanza e territorio.
Un esempio da imitare in altre realtà italiane e internazionali, perché il futuro della scienza—e della società—si costruisce ogni giorno, nell’incontro tra domande, persone e passioni.