Oltre mille giovani europei si sono riuniti oggi a Budapest per il convegno internazionale 'Global Friendship, Global Peace Now', promosso dal movimento Giovani per la Pace, legato alla Comunità di Sant'Egidio. La giornata più intensa dell'incontro precede la mobilitazione di sabato 30 agosto sull'Isola Margherita, sul Danubio, dedicata alla pace e al contrasto della violenza.
Il convegno di Budapest
Al convegno partecipano delegazioni da Italia, Francia, Germania e da altri Paesi europei, insieme a giovani provenienti dall'Ucraina, dove il movimento sostiene le popolazioni colpite dalla guerra con attività di solidarietà e aiuto diretto. La partecipazione include anche gruppi da Africa, Asia e Americhe, in una cornice che il movimento definisce di 'amicizia globale' come premessa a un'idea condivisa di pace.
Il movimento Giovani per la Pace fa capo alla Comunità di Sant'Egidio, fondata a Roma nel 1968, e si articola in centri locali che operano nelle scuole, nei quartieri e nei centri per rifugiati. Le attività ricorrenti includono lo studio con bambini in condizione di svantaggio, la compagnia agli anziani soli, l'accoglienza dei richiedenti asilo e la mediazione nelle scuole con studenti stranieri. La convocazione di Budapest ha raccolto queste esperienze locali in un momento di confronto sulle politiche europee di pace e integrazione.
Nella sessione centrale il presidente della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo, ha ricordato l'obiettivo di costruire 'un mondo senza esclusi', richiamando le condizioni di chi non ha accesso al cibo, all'assistenza sanitaria e all'istruzione. Il presidente ha citato il numero di bambini che non frequentano la scuola perché vivono nei campi profughi o non possono permettersela, oltre al peso delle tasse universitarie per molti studenti europei.
Impagliazzo ha definito 'cultura della competitività' la mentalità che considera la vita 'una gara', mettendola in contrapposizione a un'idea di comunità aperta. Il richiamo si è esteso alla precarietà lavorativa che caratterizza una parte dei percorsi giovanili nel continente europeo.
La mobilitazione sull'Isola Margherita
Sabato 30 agosto, sull'Isola Margherita nel centro del Danubio, i partecipanti daranno vita al Mob for Peace per rinnovare l'impegno contro la guerra, la violenza e ogni forma di razzismo. L'evento chiude la settimana di lavori di Budapest, che ha visto delegazioni giovanili confrontarsi sulle iniziative già attive nei rispettivi Paesi.
Le delegazioni dall'Ucraina hanno portato racconti diretti sulle attività di solidarietà nelle aree colpite dal conflitto, mentre gruppi da diversi Paesi europei hanno presentato esperienze di lavoro nei quartieri periferici, nei centri per rifugiati e nelle periferie urbane. Il programma ungherese ha incluso momenti di testimonianza e sessioni tematiche sulla convivenza, la mediazione dei conflitti e l'accoglienza.
L'appuntamento sposta il messaggio dalle sale del convegno allo spazio pubblico della città, in un punto simbolico del continente: il Danubio, storicamente snodo tra Europa occidentale e orientale. Per il movimento si tratta di un segnale che collega esperienze locali diverse a un'agenda comune sulla pace, con Budapest come tappa di una rete che continuerà a operare nei Paesi di origine dei partecipanti.