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Notte della Luna 2026: perché la NASA la fissa sempre al primo quarto

Oltre 200 eventi in Italia il 19 settembre. La NASA sceglie il primo quarto: al terminatore crateri e montagne sono più visibili.

Il 19 settembre 2026 oltre 200 tra osservatori, planetari e associazioni astrofili aprono i telescopi al pubblico per la Notte della Luna. La data non è casuale: la NASA la fissa sempre a ridosso del primo quarto lunare, quando i dettagli del suolo selenico risaltano meglio che alla Luna piena.

Un'iniziativa NASA con oltre 200 tappe italiane

L'International Observe the Moon Night è promossa dalla NASA da oltre quindici anni ed è oggi l'evento pubblico globale più partecipato dedicato al nostro satellite. In Italia i partner ufficiali sono l'Unione Astrofili Italiani e l'Istituto Nazionale di Astrofisica, che coordinano un cartellone di oltre 200 iniziative distribuite da Nord a Sud. Le postazioni vanno dal Gal Hassin di Isnello, in Sicilia, al Centro Astronomico Neil Armstrong di Salerno, passando per la Necropoli Etrusca della Banditaccia a Cerveteri e per la costa di Santa Marinella. A San Benedetto del Tronto è in programma un percorso intitolato «Alla faccia della Luna! Dalle ombre di Galileo alla nuova Artemis», mentre a Foggia interviene l'astronauta Walter Villadei nell'ambito del Festival della Scienza. Chi non riesce a partecipare stasera trova ulteriori aperture nei giorni successivi: l'Associazione Astrofili di Piombino, per esempio, organizza la Festa della Luna sabato 26 settembre. Elenco ufficiale degli eventi InOMN sul sito NASA

Perché il primo quarto batte la Luna piena

Al terminatore lunare, la linea che separa la parte illuminata dall'ombra, il Sole illumina la superficie ad angoli molto bassi. Le ombre proiettate dai rilievi diventano lunghe e nette, e anche un piccolo telescopio o un buon binocolo permette di distinguere crateri, catene montuose come gli Appennini lunari e fratture del suolo che alla Luna piena scompaiono. Quando il satellite è pieno, invece, il Sole lo colpisce quasi dall'alto: la superficie appare bianca, uniforme e sostanzialmente piatta all'osservatore, perché le ombre svaniscono. È lo stesso principio che negli anni Sessanta guidò la selezione dei siti di allunaggio delle missioni Apollo, con fotografie ricognitive scattate proprio al terminatore per ricostruire l'altitudine del terreno. Per questo motivo la Notte della Luna cade sempre tra settembre e ottobre, nei giorni in cui il satellite tramonta a un'ora ragionevole per il pubblico non specialista, con l'illuminazione più didattica possibile. L'osservazione al primo quarto è complementare rispetto alle eclissi: l'eclissi parziale del 28 agosto e la doppia notte del 12 agosto tra eclissi al tramonto e Perseidi hanno offerto d'estate spettacoli d'insieme, ma per studiare la morfologia della superficie la fase intermedia resta insuperabile.

Da Galileo ad Artemis: cosa cambia per le scuole

Il richiamo al programma Artemis, evocato dal titolo dell'evento marchigiano, non è retorico. La NASA sta preparando il primo ritorno umano sul suolo lunare a distanza di oltre cinquant'anni dalle missioni Apollo, con l'Agenzia Spaziale Italiana tra i partner del Lunar Gateway, la stazione orbitale che farà da base logistica. Molte associazioni collegate a UAI e INAF stanno usando la Notte della Luna come porta d'ingresso per raccontare ai ragazzi i programmi in corso e le prossime tappe: dallo studio delle risorse al polo Sud lunare alle infrastrutture orbitali che sostituiranno la Stazione Spaziale Internazionale, con Axiom Space già designata come primo operatore commerciale. La serata di San Benedetto del Tronto sintetizza il salto in una battuta: dal cannocchiale del 1610, con cui Galileo scoprì che la Luna non era una sfera perfetta, agli allunaggi con equipaggio umano previsti dal decennio in corso. Le dieci postazioni italiane raccontate da EduNews24 offrono già uno spaccato geografico di questo racconto e sono un buon punto di partenza per organizzare un'uscita didattica.

Chi non trova un osservatorio vicino può puntare da solo un binocolo verso il terminatore: bastano pochi minuti dopo il tramonto per riconoscere il cratere Copernico e il Mare Serenitatis anche senza strumentazione professionale.

Pubblicato il: 19 settembre 2026 alle ore 15:07