L’attrazione fatale dell’Intelligenza Artificiale: tra diritto alla fragilità e sfide etiche
Indice degli argomenti
1. Introduzione 2. L’evento di presentazione a Milano: un dibattito necessario 3. Giulia Bovassi: chi è l’autrice di "Attrazione digitale" 4. Il cuore del libro: rapporto tra IA e libertà umana 5. L’avvertimento sul transumanesimo e sulle sfide etiche 6. Centralità dell’antropologia nell’innovazione tecnologica 7. Fragilità umana come diritto fondamentale 8. Una riflessione critica sull’uso della tecnologia 9. Considerazioni bioetiche sull’intelligenza artificiale 10. Linguaggio, etica e futuro umano nella filosofia della tecnologia 11. Implicazioni sociali: diritti umani, inclusività e discriminazione 12. Il ruolo della formazione: scuola, università e società 13. Il dibattito pubblico e la responsabilità delle istituzioni 14. Sintesi e prospettive future
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Introduzione
Milano è stata recentemente teatro di un acceso dibattito sui temi dell’intelligenza artificiale (IA), in occasione della presentazione del libro "Attrazione digitale" della bioeticista Giulia Bovassi. Il volume si posiziona come una riflessione critica e profonda sul rapporto tra tecnologia, libertà umana e prospettiva antropologica, lanciando un allarme sul rischio di lasciarsi sedurre da una visione ingenua e acritica dell’innovazione tecnologica. Da qui nasce l'importanza di una discussione pubblica che ponga al centro i diritti umani e, in particolare, il diritto alla fragilità, spesso trascurato nel dibattito.
L’evento di presentazione a Milano: un dibattito necessario
Il 23 gennaio 2026, a Milano, Giulia Bovassi ha presentato il suo nuovo libro "Attrazione digitale". L’incontro ha registrato la presenza di esperti di bioetica, filosofi, giornalisti, studenti e semplici cittadini, tutti desiderosi di approfondire la questione dell’IA. L’attenzione mediatica dimostra quanto siano avvertite, nel tessuto sociale, le questioni sollevate dall’avvento delle nuove tecnologie e in particolare dall’intelligenza artificiale.
La scelta di Milano non è casuale: la città, conosciuta come capitale dell’innovazione italiana, si pone oggi come crocevia di riflessioni e dibattiti su come la tecnologia plasmi non solo il futuro della società ma anche la nostra stessa idea di umanità. Bovassi, durante la presentazione, ha rilanciato la necessità di una visione antropologica e filosofica nell’approccio all’innovazione tecnologica, evidenziando rischi e opportunità.
Giulia Bovassi: chi è l’autrice di "Attrazione digitale"
Giulia Bovassi è bioeticista, filosofa e ricercatrice nota per il suo approccio rigoroso e multidisciplinare alle principali sfide poste dalla tecnologia contemporanea. Con "Attrazione digitale", si conferma come una delle voci più originali e critiche nel panorama italiano dedicato alla filosofia dell’intelligenza artificiale e dell’etica applicata.
Bovassi combina competenze in filosofia, scienze cognitive, bioetica e diritto, offrendo così una prospettiva completa sul rapporto tra uomo e tecnologia. Con precedenti pubblicazioni e numerose collaborazioni accademiche, l’autrice si occupa in particolare dei rischi del transumanesimo, delle opportunità dell’innovazione tecnologica, della bioetica connessa all’IA e delle ricadute sociali e antropologiche delle nuove tecnologie.
Il cuore del libro: rapporto tra IA e libertà umana
Uno degli assi portanti di "Attrazione digitale" è l’analisi del rapporto tra l’intelligenza artificiale e la libertà umana. Bovassi pone sulla scena una domanda tutt’altro che scontata: l’IA rappresenta un incremento delle nostre libertà o rischia invece di limitarle, condizionandoci, spesso in modo invisibile, nelle nostre scelte personali e collettive?
L’autrice spiega come l’IA tenda a presentarsi come strumento neutrale, ma in realtà sia veicolo di valori, modelli e inclinazioni. Gli algoritmi, spesso opachi e poco comprensibili ai non addetti ai lavori, possono rafforzare automatismi preesistenti, accentuare pregiudizi ed esercitare una forma di sorveglianza diffusa.
L’IA pone inoltre delicati problemi in termini di autonomia personale. Le nostre preferenze e decisioni sono progressivamente più influenzate dai suggerimenti di sistemi automatici, privandoci, in alcuni casi, dello sforzo critico e dell’esperienza della scelta. È qui che la riflessione sulla libertà umana diventa cruciale e ci invita a ripensare il nostro rapporto con la tecnologia.
L’avvertimento sul transumanesimo e sulle sfide etiche
Un altro contributo centrale del libro riguarda l’avvertimento che Bovassi lancia sul transumanesimo e sulle sue implicazioni etiche. Il transumanesimo è quel movimento culturale che promuove l’idea di potenziare artificialmente le capacità fisiche e cognitive dell’umano tramite la tecnologia, fino ad auspicare la creazione di una “nuova specie”.
Se, da un lato, il sogno transumanista promette un superamento delle fragilità e dei limiti biologici, dall’altro pone questioni radicali sulla dignità, l’identità e la libertà degli esseri umani. Giulia Bovassi sottolinea che affidarsi incondizionatamente all’innovazione senza una prospettiva antropologica ed etica rischia di annullare ciò che ci rende autenticamente umani.
I rischi evidenziati da Bovassi:
* Perdita della dimensione relazionale e corporea * Omologazione e riduzione della diversità umana * Potenziali derive autoritarie nel controllo dei corpi e delle menti * Esclusione e discriminazione dei “non potenziati” * Svalutazione dell’esperienza della fragilità, vissuta come difetto e non come opportunità di crescita umana
Centralità dell’antropologia nell’innovazione tecnologica
Tra i messaggi portanti di "Attrazione digitale" emerge con chiarezza la necessità di adottare una visione antropologica nell’innovazione tecnologica. Per Bovassi, innovare non significa soltanto rendere la tecnologia più avanzata o efficiente, ma promuovere soluzioni che siano rispettose dell’umano nella sua interezza.
La scienza e la tecnologia possono essere alleate del benessere umano solo se riconoscono i limiti, la vulnerabilità e la finitezza come tratti costitutivi dell’esistenza. Ignorare questi aspetti rischia di generare società disumane, alienanti e polarizzate. L’antropologia, secondo Bovassi, diventa allora la bussola per orientarsi nelle scelte tecnologiche, evitando sia l’entusiasmo ingenuo sia il rifiuto acritico dell’innovazione.
Fragilità umana come diritto fondamentale
Un’espressione fortemente evocativa ricorre nelle pagine del libro: il "diritto alla fragilità". In un’epoca che celebra l’ottimizzazione e la perfezione, Giulia Bovassi rilancia il diritto di ciascuno a restare anche "fragile": cioè vulnerabile, imperfetto, bisognoso di cura e relazione.
Nel dibattito pubblico, il riferimento continuo alla fragilità umana rimanda alle tematiche della disabilità, della salute mentale, dell’anzianità ma anche, più generalmente, alla libertà di non doversi adattare a standard di efficienza o di salute imposti dalla società tecnologica. Da qui discende una delle proposte etiche chiave dell’autrice: la necessità che l’innovazione tecnologica sia misurata non solo in termini di prestazioni ma anche di inclusività e giustizia.
Una riflessione critica sull’uso della tecnologia
L’uso della tecnologia, sostiene Bovassi in "Attrazione digitale", dovrebbe essere oggetto di una riflessione critica continua. Non si tratta di opporsi al progresso, ma di orientarlo secondo criteri di responsabilità e di rispetto per la pluralità delle condizioni umane.
L’autrice afferma che:
* È necessario distinguere tra uso strumentale e uso esistenziale dell’IA * Bisogna interpellare le discipline umanistiche per integrare le conoscenze tecniche * Occorre proteggere spazi di autonomia personale rispetto alle pressioni tecnologiche * Serve una cultura della consapevolezza pubblica e della partecipazione democratica
Considerazioni bioetiche sull’intelligenza artificiale
Da esperta di bioetica, Giulia Bovassi dedica ampio spazio alle questioni etiche sollevate dall’intelligenza artificiale. Nella società contemporanea, la raccolta e la manipolazione dei dati personali, le decisioni automatiche, le interfacce uomo-macchina, pongono dilemmi nuovi e complessi.
Nel libro si sottolinea la necessità di:
* Definire diritti e tutele specifiche per le persone coinvolte nei processi AI-driven * Garantire la trasparenza e la responsabilità degli sviluppatori di algoritmi * Discernere tra usi eticamente accettabili e usi rischiosi o lesivi della dignità * Prevedere comitati etici e organismi di controllo indipendenti
Linguaggio, etica e futuro umano nella filosofia della tecnologia
Un altro elemento centrale del pensiero di Bovassi è il rapporto tra linguaggio, etica e futuro umano nell’era della tecnologia. L’intelligenza artificiale, infatti, sta rivoluzionando il modo in cui ci relazioniamo non solo alle cose, ma anche agli altri e a noi stessi.
Secondo Bovassi, la tecnologia non è mai “neutra”: plasma i significati e struttura le comunità. Occorre dunque:
* Ripensare le categorie linguistiche nella comunicazione uomo-macchina * Esplorare le conseguenze etico-filosofiche degli assistenti vocali, chatbot ed agenti artificiali * Sorvegliare l’impatto delle tecnologie sulle pratiche relazionali e sui valori condivisi
Implicazioni sociali: diritti umani, inclusività e discriminazione
La prospettiva proposta da "Attrazione digitale" non si limita agli aspetti individuali, ma coinvolge anche dimensioni collettive e sociali.
Bovassi richiama l’attenzione sul fatto che:
* L’IA può accentuare disparità e ingiustizie sociali preesistenti * Gli algoritmi rischiano di perpetuare bias e stereotipi discriminatori * Occorre progettare tecnologie accessibili eque e rispettose della diversità
In questo senso, il dibattito sulla bioetica dell’intelligenza artificiale si intreccia con le battaglie per i diritti civili e con i principi della Costituzione.
Il ruolo della formazione: scuola, università e società
Un altro nodo cruciale è quello della formazione. Bovassi sottolinea la responsabilità delle istituzioni scolastiche e universitarie nella preparazione di cittadini consapevoli e critici. Il rapporto tra filosofia, scienze umane, tecnologia e società deve diventare materia di studio a tutti i livelli.
L’autrice suggerisce:
* Corsi di educazione digitale ed etica dell’innovazione nei curricula scolastici * Integrazione tra discipline STEM e umanistiche * Formazione per genitori e adulti all’uso consapevole della tecnologia
Solo un confronto continuo e informato può difendere la libertà, la pluralità e il rispetto della fragilità umana.
Il dibattito pubblico e la responsabilità delle istituzioni
La presentazione milanese di "Attrazione digitale" ha rappresentato un momento di stimolo per il dibattito pubblico. Bovassi, dagli schermi e dai palchi, esorta le istituzioni politiche, i media e la società civile a prendersi carico di queste sfide, evitando polarizzazioni sterili e promuovendo un dialogo costruttivo tra mondi diversi.
Le politiche pubbliche dovrebbero favorire:
* Leggi aggiornate su IA, privacy e diritti digitali * Iniziative di partecipazione democratica sulle scelte tecnologiche * Fondi per la ricerca interdisciplinare su etica e innovazione * Sostegno ai soggetti più fragili e vulnerabili
Sintesi e prospettive future
In conclusione, "Attrazione digitale" di Giulia Bovassi si impone come testo fondamentale per chiunque voglia approfondire le sfide poste dall’intelligenza artificiale. Il libro traccia una via originale tra entusiasmo tecnofilo e critiche reazionarie, invitando a esercitare uno sguardo critico, maturo e responsabile sull’innovazione.
Milano, città simbolo della modernità italiana, è il palcoscenico ideale per discutere di futuro umano, etica e tecnologia. Ma la posta in gioco, come ricorda Bovassi, riguarda ogni individuo e l’intera società. I prossimi anni saranno decisivi per capire se l’attrazione verso l’IA saprà essere guidata dalla consapevolezza dei nostri limiti, dalla difesa dei diritti umani e dalla valorizzazione della nostra irriducibile, preziosa fragilità.