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Il Senato approva all'unanimità la riforma del cinema: il plauso del ministro Giuli e della sottosegretaria Borgonzoni

Senato unanime sul ddl cinema il 4 novembre 2026: 70 milioni nel 2026, 150 nel 2027, nasce l'Agenzia e tutele rafforzate per autori e interpreti su AI.

Il Senato ha approvato il 4 novembre 2026, all'unanimità, il disegno di legge «Disposizioni in materia di cinema», che conclude l'iter parlamentare della riforma del cinema e dell'audiovisivo attesa da dieci anni. Il voto chiude un percorso bipartisan costruito tra maggioranza e opposizioni nelle Commissioni Cultura di Camera e Senato. L'approvazione è stata agevolata dal ritiro di alcuni emendamenti in Aula, trasformati in ordini del giorno per accelerare la conclusione dell'esame.

Il testo nasce come legge delega e sostituisce in buona parte l'impianto costruito con la Legge 220/2016 sul cinema e l'audiovisivo, la cosiddetta legge Franceschini: entro i termini fissati il Governo dovrà emanare uno o più decreti legislativi per riordinare il comparto. Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito il voto una svolta storica, parlando di nuove regole capaci di rispondere alle trasformazioni dell'industria e alle sfide delle nuove tecnologie. La sottosegretaria Lucia Borgonzoni ha sottolineato la doppia natura del settore, culturale e industriale, e ha rivendicato 70 milioni di fondi recuperati nel 2026 e 150 milioni previsti per il 2027.

Riforma del cinema: fondi, Agenzia e Forum

Il Ministero della Cultura ha quantificato in 70 milioni di euro per il 2026 e 150 milioni per il 2027 le risorse destinate al cinema. Il testo istituisce il Forum del cinema e dell'audiovisivo, organismo permanente di consultazione senza nuovi oneri per la finanza pubblica, e l'Agenzia per il cinema e l'audiovisivo. All'Agenzia è affidata la programmazione triennale, con tempi certi per l'erogazione dei contributi e controlli più stringenti sull'utilizzo delle risorse pubbliche. Nella relazione del MiC viene citato anche il ritorno dell'Italia in territorio positivo sulle sale rispetto al pre-Covid, dato indicato come unico tra i grandi mercati di riferimento.

Intelligenza artificiale, sale e tutele per il lavoro

Il provvedimento dedica un capitolo alla disciplina dell'intelligenza artificiale, con garanzie per i diritti di autori e interpreti: Borgonzoni ha indicato il testo come riferimento ripreso anche a livello europeo. Sul piano industriale, la riforma interviene su pirateria e sale cinematografiche attraverso un piano nazionale di riapertura e riqualificazione, voce già citata dal MiC come leva per consolidare il recupero del box office nazionale. Sono previste misure specifiche per la produzione indipendente, le opere prime e seconde, i giovani autori e i generi cinematografici, insieme a criteri dedicati per l'accesso agli incentivi delle produzioni di minori dimensioni.

Sul fronte del lavoro, il provvedimento rivede l'indennità di discontinuità introdotta dal decreto legislativo 175/2023 e gli ammortizzatori sociali per i lavoratori dello spettacolo. Le proposte confluite negli ordini del giorno restano aperte per la fase attuativa: il Governo avrà ora il compito di tradurre la delega in decreti legislativi operativi, con cui disegnerà le regole concrete per contributi, Agenzia, Forum e tutele contrattuali del comparto.

Pubblicato il: 5 novembre 2026 alle ore 16:23