Al Museo di Santa Giulia di Brescia le sculture di Franca Ghitti (Erbanno 1932, Brescia 2012) restano visibili fino al 4 aprile 2027. La retrospettiva "Una storia di Altri Alfabeti" è la quarta tappa del format Palcoscenici Archeologici, quella che porta finalmente una scultrice donna dentro un ciclo aperto da Francesco Vezzoli nel 2021.
Una mostra site-specific tra Brescia e Val Camonica
Curata da Fausto Lorenzi ed Elena Pontiggia con la Fondazione Archivio Ghitti, la mostra intreccia sculture in ferro, legno e materiali di recupero con la collezione permanente del complesso museale bresciano. Le opere arrivano da tre nuclei: l'Archivio Ghitti, il Museo Franca Ghitti di Darfo Boario Terme e una collezione privata. Aperta il 16 giugno 2026, chiude il 4 aprile 2027 dopo oltre nove mesi di programmazione, un'esposizione ospitata negli spazi dell'antico monastero longobardo di San Salvatore, riconosciuto Patrimonio Unesco nel 2011 insieme agli altri sei siti del percorso "I Longobardi in Italia".
La quarta artista dei Palcoscenici, la prima donna
Il format Palcoscenici Archeologici della Fondazione Brescia Musei ha portato al Santa Giulia tre nomi consecutivi: Francesco Vezzoli nel 2021, Emilio Isgrò nel 2022, Fabrizio Plessi nel 2023 con il progetto che ha inaugurato il corridoio Unesco tra Capitolium e monastero. Ghitti è la quarta protagonista del ciclo e la prima donna in cinque anni di cartellone, dopo tre artisti maschi attivi sul fronte del concettuale, della video-arte e delle installazioni digitali. Il suo linguaggio è anche il più distante dai predecessori: non schermi né proiezioni, ma sfridi di ferro, legno grezzo, segni preistorici tradotti in geometria. Il dialogo con l'archeologia romana e longobarda del museo diventa un cortocircuito tra la Brescia Unesco longobarda e la Val Camonica Unesco delle incisioni rupestri, primo sito italiano iscritto nella lista Unesco nel 1979. Ghitti, in questa cornice, è la scultrice bresciana che tiene insieme le due dichiarazioni Unesco della sua provincia.
Il museo dedicato esiste già dal 2023
La retrospettiva bresciana non nasce nel vuoto. Dal 2023 il Museo Franca Ghitti del Comune di Darfo Boario Terme opera nel Conventone settecentesco di Santa Maria della Visitazione, gestito dalla Fondazione Archivio Ghitti insieme al Comune, alla Comunità Montana di Valle Camonica e al Consorzio BIM. Ospita il nucleo principale delle opere, l'archivio dei quaderni inediti e la biblioteca privata dell'artista, con accesso gratuito. Chi visita il Santa Giulia trova quindi a un'ora d'auto l'estensione permanente della mostra bresciana, con installazioni all'aperto lungo il museo diffuso del territorio camuno.
Cosa cerca il visitatore
L'itinerario del Santa Giulia parte dai lavori sulle Vicinie, le antiche comunità di mutuo soccorso attive in Val Camonica dal V secolo all'età napoleonica, e passa attraverso il ciclo dei Boschi, delle Mappe, delle Porte, dei cancelli e delle meridiane. Il pubblico incontra anche il capitolo africano della scultrice: fra il 1969 e il 1971 l'artista visse fra Kikuyu e Turkana in Kenya, e da quella permanenza portò con sé un rapporto con l'arte primordiale che percorre tutte le opere successive. La parentesi newyorkese conta due esposizioni alla Ok Gallery di Ivan Karp, ex braccio destro di Leo Castelli, nel 2000 e nel 2008. La Lombardia, che secondo i dati regionali guida la spesa culturale pubblica italiana, scommette con questa mostra su un'artista che il mercato italiano ha sempre tenuto ai margini nonostante due esposizioni newyorkesi.
Il biglietto del Museo di Santa Giulia dà accesso al percorso della scultrice fino al 4 aprile 2027; il museo di Darfo Boario Terme apre invece tutto l'anno con ingresso gratuito, e insieme costituiscono l'unica occasione per vedere il corpus completo di una scultrice che l'Italia sta rileggendo con quattordici anni di ritardo dalla sua morte.