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Editoria, Etica e Tecnologia: la Carta degli Stati Generali degli Uffici Stampa tra Innovazione e Responsabilità

Un evento a Roma mette al centro il futuro del giornalismo negli uffici stampa tra intelligenza artificiale, deontologia e rilancio della comunicazione pubblica

Editoria, Etica e Tecnologia: la Carta degli Stati Generali degli Uffici Stampa tra Innovazione e Responsabilità

L’evento “Stati generali del giornalismo degli uffici stampa” si è tenuto a Roma il 3 febbraio 2026 presso lo Spazio experience Europa ‘David Sassoli’, offrendo un’importante occasione di confronto tra istituzioni, professionisti e stakeholder sul futuro della comunicazione pubblica e istituzionale in Italia. La presentazione della Carta degli Stati generali degli uffici stampa rappresenta infatti un passaggio chiave per il rilancio dell’etica professionale e l’adattamento alle nuove sfide tecnologiche che il settore sta affrontando.

Indice dei Paragrafi

* Contesto e significato dell’evento * La Carta degli Stati generali degli uffici stampa: origini e finalità * Gli interventi istituzionali: credibilità, etica e innovazione * Il dibattito sui ruoli: differenza tra addetto stampa e portavoce politico * L’obbligatorietà degli uffici stampa nella PA e il ruolo dei giornalisti * Intelligenza artificiale e disintermediazione: rischi e opportunità per l’informazione * La prospettiva dell’Ordine dei giornalisti e la voce di Assunta Currà Perego * Nuovi scenari per la comunicazione istituzionale: formazione e responsabilità * Sintesi e prospettive future

Contesto e significato dell’evento

Nell’epoca della intelligenza artificiale nel giornalismo e della crescente disintermediazione della stampa e dell’informazione, gli uffici stampa delle amministrazioni pubbliche stanno vivendo un periodo di profonda trasformazione. La rapida evoluzione delle tecnologie digitali, l’irruzione di nuove piattaforme comunicative e la crisi di fiducia verso le fonti tradizionali rendono ancor più centrale il ruolo del giornalista negli uffici stampa PA. L’evento romano ha riunito, simbolicamente e concretamente, tutte le componenti del mondo della comunicazione pubblica: dai vertici delle istituzioni ai rappresentanti della categoria, passando per la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi), l’Ordine dei Giornalisti e numerosi addetti ai lavori.

La presentazione della Carta degli Stati generali degli uffici stampa arriva proprio nel momento in cui l’urgenza di una riflessione etica sul lavoro giornalistico nella pubblica amministrazione si fa più forte, sotto la spinta dei cambiamenti normativi e tecnologici, nonché delle crescenti aspettative sociali verso una comunicazione corretta, trasparente e aggiornata.

La Carta degli Stati generali degli uffici stampa: origini e finalità

Il documento, frutto di un lavoro collegiale che ha coinvolto esperti del settore, rappresenta un manifesto programmatico per rilanciare il valore strategico degli uffici stampa nella società contemporanea. La Carta Stati generali uffici stampa si propone di fissare principi condivisi e orientamenti operativi finalizzati a:

* Rafforzare l’etica del giornalismo in ambito istituzionale * Promuovere la separazione chiara tra informazione di servizio e comunicazione politica * Stimolare la qualità e la trasparenza dell’informazione pubblica * Adottare standard adeguati per fronteggiare le sfide della digitalizzazione, inclusa la diffusione dell’IA

Tra i punti qualificanti della Carta spicca la richiesta di rendere obbligatori gli uffici stampa nella Pubblica Amministrazione con giornalisti iscritti all’albo. Una scelta che ribadisce la necessità di competenze professionali certificate – e quindi anche di trasparenza e imparzialità – nella veicolazione delle informazioni di interesse pubblico.

Gli interventi istituzionali: credibilità, etica e innovazione

All’evento hanno preso parte personalità di primissimo piano come Assunta Currà Perego, Alberto Barachini, Carlo Bartoli – figura di rilievo legata all’Ordine dei Giornalisti – e altri rappresentanti del mondo politico e della comunicazione.

Le loro riflessioni si sono concentrate su alcuni nodi fondamentali:

1. Credibilità e affidabilità delle fonti pubbliche in tempi di fake news e disinformazione. 2. Ruolo dei giornalisti nella pubblica amministrazione: non semplici veicolatori di “notizie aziendali”, ma garanti di una corretta informazione rivolta ai cittadini. 3. Innovazione tecnologica e IA: strumenti da governare con intelligenza e spirito critico, senza cedere a derive di superficialità o a possibili manipolazioni.

Il futuro della comunicazione istituzionale dipende, secondo molti relatori, dalla capacità degli addetti ai lavori di esercitare il proprio mestiere tenendo insieme il rigore etico, la conoscenza tecnica e una visione aggiornata sui nuovi media.

Il dibattito sui ruoli: differenza tra addetto stampa e portavoce politico

Uno dei temi più delicati dibattuti nell’assemblea è stato la separazione tra addetto stampa e portavoce politico. In Italia troppo spesso i due ruoli si sovrappongono, dando luogo a una confusione che non giova né ai cittadini né alle istituzioni. Mentre il portavoce interpreta e comunica la posizione politica di un ufficio o di un rappresentante, l’addetto stampa svolge una funzione di mediazione tra l’istituzione e i mezzi di comunicazione, garantendo che l’informazione diffusa sia fedele, imparziale e rispondente all’interesse pubblico.

La Carta degli Stati generali degli uffici stampa sottolinea la necessità di tutelare l’autonomia e la specificità della funzione giornalistica rispetto alla comunicazione “di parte”. Questo è particolarmente rilevante nella PA, dove le distinzioni tra comunicazione istituzionale e comunicazione politica devono essere nette per evitare strumentalizzazioni e salvaguardare la fiducia dei cittadini.

Punti centrali della separazione addetto stampa/portavoce politico:

* L’addetto stampa PA deve essere iscritto all’albo dei giornalisti * La comunicazione dell’addetto stampa è rivolta a tutti i cittadini, non solo a una parte politica * Chiarezza su ruoli, funzioni e limiti di ciascuna figura professionale

L’obbligatorietà degli uffici stampa nella PA e il ruolo dei giornalisti

Altro aspetto centrale emerso nel corso dei lavori riguarda la richiesta – avanzata in modo trasversale – di rendere obbligatori gli uffici stampa nelle amministrazioni pubbliche e di affidare tali funzioni esclusivamente a giornalisti professionisti iscritti all’albo. Una posizione che affonda le sue radici nella convinzione che solo chi ha seguito un percorso di formazione specialistica può davvero garantire:

* Rispetto delle norme deontologiche * Correttezza dell’informazione * Responsabilità verso il cittadino * Trasparenza nella comunicazione istituzionale

In molte amministrazioni, come evidenziato dai relatori, l’assenza di uffici stampa organizzati e di personale qualificato favorisce improvvisazioni, approssimazioni o addirittura distorsioni informative che danneggiano tanto le istituzioni quanto i cittadini. La proposta avanzata dagli “Stati generali” intende promuovere una professionalizzazione diffusa, contribuendo a una maggiore autorevolezza e riconoscibilità del ruolo degli uffici stampa pubblica amministrazione.

Intelligenza artificiale e disintermediazione: rischi e opportunità per l’informazione

Uno dei filoni più innovativi dell’evento ha riguardato il rapporto tra etica giornalismo tecnologia e la rivoluzione avviata dall’intelligenza artificiale. L’IA promette indubbi vantaggi in termini di rapidità di elaborazione dei dati, analisi delle fonti, automazione di alcune attività redazionali. Tuttavia, i rischi sono altrettanto reali:

* Possibile perdita di controllo sulle fonti * Manipolazione o diffusione automatica di contenuti non verificati * Deumanizzazione della comunicazione

Altro fenomeno connesso all’avvento della tecnologia è la disintermediazione della stampa e dell’informazione. Sempre di più, cittadini e utenti si informano direttamente online, spesso senza filtri o mediazioni professionali. Questo rende vulnerabili le dinamiche informative, soprattutto in situazioni delicate (crisi istituzionali, emergenze sanitarie, atti pubblici rilevanti).

Cosa propone la Carta sugli aspetti tecnologici:

* Formazione obbligatoria degli addetti stampa sull’uso etico dell’intelligenza artificiale * Monitoraggio continuo delle fonti e delle piattaforme digitali * Adozione di principi di trasparenza e tracciabilità delle informazioni diffuse via IA

La prospettiva dell’Ordine dei giornalisti e la voce di Assunta Currà Perego

Uno dei momenti più significativi dell’incontro è stato l’intervento di Assunta Currà Perego, rappresentante dell’Ordine dei Giornalisti. Ha sottolineato l’importanza di riaffermare i fondamenti della deontologia professionale, in particolare:

* La tutela del diritto dei cittadini a una corretta informazione * La necessità di aggiornamento permanente delle competenze * L’impegno a distinguere sempre tra informazione, opinione e propaganda

Secondo Currà Perego, il futuro della comunicazione istituzionale non può prescindere da una chiara identità professionale del giornalista negli uffici stampa PA. Questo richiede sforzi condivisi per rafforzare:

* Formazione specialistica e continua * Controlli sulle competenze e sull’aderenza ai principi etici * Un dialogo costante tra Ordine, istituzioni e società civile

Nuovi scenari per la comunicazione istituzionale: formazione e responsabilità

Il percorso lanciato dalla Carta Stati generali uffici stampa apre a una fase di profondi cambiamenti per l’intero ecosistema della comunicazione pubblica. Alcuni punti chiave per il prossimo futuro:

* Investire sulla qualità della formazione degli operatori degli uffici stampa, con particolare attenzione ai temi della tecnologia e della deontologia * Favorire la specializzazione e la creazione di una vera e propria “comunità professionale” degli addetti stampa della PA * Introdurre sistemi di valutazione e certificazione delle competenze, anche in funzione degli standard europei * Consolidare la distinzione tra comunicazione istituzionale e propaganda politica

Questi strumenti sono imprescindibili per rendere gli uffici stampa hub di trasparenza e innovazione, capaci di dialogare con l’opinione pubblica anche in fasi di crisi, svolgendo un ruolo di “ponte” fra le istituzioni e i cittadini.

Sintesi e prospettive future

L’evento di Roma, nel segno della nuova Carta degli Stati generali degli uffici stampa, segna il punto di partenza di una riforma auspicata e condivisa nel settore della comunicazione istituzionale italiana. In un’epoca caratterizzata da profondi cambiamenti – tra intelligenza artificiale, disintermediazione e crisi della fiducia pubblica – gli uffici stampa della PA sono chiamati a rilanciare il loro ruolo, investendo su:

* Competenza professionale * Deontologia giornalistica * Innovazione tecnologica * Responsabilità etica

Di fronte alle nuove sfide, sarà fondamentale il contributo di tutti gli attori coinvolti — dalle istituzioni agli operatori, dalle associazioni professionali alla società civile — per costruire una comunicazione pubblica più trasparente, efficace e a misura di cittadino.

Per approfondire ulteriormente il tema, è auspicabile che la discussione continui non solo tra gli “addetti ai lavori”, ma anche in sede parlamentare e nelle amministrazioni locali, tramite tavoli di lavoro e processi di ascolto partecipato. Solo così sarà possibile dare piena attuazione agli indirizzi della Carta e restituire all’informazione pubblica la dignità, la qualità e la credibilità che merita nel mondo contemporaneo.

Pubblicato il: 3 febbraio 2026 alle ore 14:33