Il 9 ottobre nell'aula della Corte di Assise di Bari si apre il primo processo pubblico simulato all'Intelligenza artificiale. Quattro udienze (9, 16 e 23 ottobre, 4 novembre), una vera giuria popolare, un presidente di Corte d'Appello sul banco dei giudici: l'imputato è l'IA, chiamata a rispondere per quattro casi ispirati a vicende realmente accadute.
Le quattro imputazioni, tutte ispirate alla cronaca
Le accuse arrivano direttamente dalle vicende degli ultimi anni. La prima, in discussione il 9 ottobre, è l'istigazione al suicidio di un minorenne indotto a togliersi la vita dopo mesi e centinaia di conversazioni con un sistema conversazionale. La seconda riguarda l'illecita diffusione di contenuto diffamatorio mediante deepfake: finti post social razzisti attribuiti a una docente che non li ha mai pronunciati. La terza è la più tecnica: lesioni personali colpose gravissime per una diagnosi errata di tumore al seno prodotta da un sistema automatizzato. La quarta mette insieme sostituzione algoritmica del lavoro, esclusione collettiva opaca, controllo illecito, truffa mediante dipendenza tecnologica indotta e disastro ambientale.
Il dibattimento è stato ideato dal Club Imprese per la Cultura di Confindustria Bari e BAT nell'ambito del programma Bari Capitale della Cultura d'Impresa 2026, con la collaborazione della Corte di Appello di Bari, dell'Università Aldo Moro, del Politecnico di Bari e della LUM.
L'AI Act europeo c'è, ma gli obblighi sui casi di Bari slittano al 2027
Le quattro imputazioni ricadono dentro categorie già classificate come ad alto rischio dal Regolamento UE 2024/1689 sull'intelligenza artificiale. L'Allegato III del regolamento elenca espressamente istruzione e formazione, lavoro e gestione dei lavoratori, servizi essenziali, biometria e amministrazione della giustizia. I dispositivi medici con componenti di IA, come quelli usati per la diagnostica oncologica, rientrano invece nell'Allegato I perché incorporati in prodotti già disciplinati dalla normativa europea di armonizzazione.
Il calendario però è stato riscritto a luglio. Con il regolamento omnibus digitale approvato dal Parlamento europeo gli obblighi sostanziali per i sistemi ad alto rischio dell'Allegato III slittano dal 2 agosto 2026 al 2 dicembre 2027. Per quelli dell'Allegato I, dispositivi medici inclusi, si va al 2 agosto 2028.
Il risultato è paradossale: il minore spinto al suicidio da un chatbot, la docente diffamata da deepfake, la paziente danneggiata da una diagnosi errata di tumore e il lavoratore sostituito da un algoritmo ricadono tutti in aree per le quali gli obblighi di governance, trasparenza e sorveglianza umana non saranno pienamente esigibili davanti a un giudice reale prima della fine del prossimo anno. Il processo simulato di Bari arriva proprio in questo spazio vuoto.
Chi giudica, chi accusa, chi difende
Sul banco dei giudici siede la presidente della Corte di Appello di Bari Maria Mitola, affiancata dalla giudice Rosa Calia Di Pinto e da una giuria popolare. L'accusa è rappresentata dal procuratore di Bari Roberto Rossi con gli avvocati Valeria Logrillo e Francesco Carparelli (Deloitte Legal). La difesa è affidata agli avvocati Michele Laforgia, Andrea Di Comite, Domenica Lenato e Mauro Petrarulo (Polis).
Dodici i testimoni annunciati. Per il mondo medico interverrà Filippo Anelli, presidente nazionale degli Ordini dei Medici, chiamato a parlare della responsabilità professionale nella diagnostica assistita. Per l'accademia è previsto il rettore dell'Università di Bari Roberto Bellotti, mentre sui danni cognitivi e relazionali prodotti dai sistemi conversazionali interverrà lo psicopatologo forense Roberto Catanesi. La formula del processo simulato non produce condanne reali, ma restituisce qualcosa che la cronaca di solito frammenta: un quadro unitario di casi che la legge europea tratta separatamente, con tempi diversi, e che intanto continuano ad accadere.
Le udienze sono aperte al pubblico e la sentenza simbolica arriverà il 4 novembre, oltre un anno prima dell'appuntamento che il legislatore europeo ha fissato per far valere davvero gli stessi obblighi davanti a un giudice vero.
In parallelo, l'ottobre culturale italiano
Nel mese in cui parte il dibattimento barese, l'agenda italiana è densa di appuntamenti divulgativi: la Notte della Luna 2026 fissata dalla NASA al primo quarto, la finestra osservativa di Saturno all'opposizione dentro le 100 ore di astronomia e il cammino degli 800 anni di Francesco nelle Marche in sette tappe.